Come integrare l’allenamento dei portieri con la squadra – L’importanza del lavoro di Staff

Ciao a tutti e bentornati…La situazione sembra stia migliorando e tutti lo speriamo di cuore…

Oggi vorrei parlare di un argomento che abbiamo trattato anche con l’area portieri a cui appartengo in una serata con le nostre affiliate e cioè come integrare l’allenamento dei portieri con la squadra. E’ un’argomento che sta prendendo sempre più piede e credo anche a ragione.

Una volta l’allenamento dei portieri era isolato e si tendeva a mandare i ragazzi solo quando il Mister principale li richiedeva, solitamente per tiri o partitelle

Oggi vista l’evoluzione del ruolo e del calcio questo non può più essere possibile dato l’utilizzo costante dei portieri sia in fase difensiva a sostegno sia per quanto riguarda la fase offensiva.

Per questo la sinergia tra gli allenatori è fondamentale: devono programmare insieme gli allenamenti.  I mister devono capire che hanno anche il compito di prevedere nelle esercitazioni un portiere attivo concordando con l’allenatore dei portieri i vari passi da seguire.

Non è semplice specialmente nelle realtà più piccole. La complessità del rapporto di Staff e la complessità di gestire e pensare insieme gli allenamenti adatti sia alla squadra ma anche al portiere richiede pazienza, organizzazione e pianificazione comune.

Nella programmazione si possono individuare  tipologie di lavoro situazionale che si riflettono nello sviluppo delle partite. Per le transizioni positive, oltre a provare inizi azione a seconda dei principi e delle idee del Mister, ritengo che giochi di posizione e possessi con  jolly, specialmente se il jolly viene dato al portiere, aiuti tantissimo il capire le situazioni ed aumentare capacità di scelta e velocità.

E’ stato notato che il portiere che riesce a fare scelte corrette, e quindi a capire il gioco, durante queste esercitazioni riesce a prevedere la situazione di gioco avversaria durante la partita e velocizzare, quindi, la scelta da effettuare per essere più efficace.

L’elemento fondamentale, però, deve essere la presenza dell’avversario che contribuirà ad aumentare sempre più coscienza sulle scelte e la velocità delle stesse. in tutti i modi vale sempre la regola della progressione dalla fase più semplice alla più complessa e quindi da un gioco di posizione, magari, con il portiere solo a sostegno e senza possibilità di contrasto ad una situazione in cui il portiere può essere contrastato ed attaccato come in partita.

Qui deve essere necessaria e forte la presenza di tutti e due i Mister che devono collaborare secondo una unica idea di gioco e con delle linee comuni, basta con gli  allenatori che si sbracciano se il portiere sbaglia un appoggio, lo sbagliano i giocatori di movimento che toccano, ed hanno toccato nel loro percorso formativo, migliaia di palloni in più tra la settimana di allenamenti e la partita. In più dietro di loro c’è la porta e l’aspetto della tranquillità non va trascurato.

Lo stesso vale sia per la fase difensiva in cui la densità nei pressi dell’area di porta può fare la differenza. Penso, ad esempio, alla difesa dello spazio in cui la paura  di eventuali impatti con gli avversari viene amplificata anche dal fatto di lasciare lontano la porta, la “Confort Zone” per eccellenza del numero 1.

Come integrare l’allenamento dei portieri con la squadra? Provare cross con difesa e attaccanti in situazioni il più possibili reali aiuterà il portiere ad acquistare sicurezza, capacità di scelta e coraggio. Io consiglio l’utilizzo degli altri portieri in seduta come ostacoli ma meglio le sagome gonfiabili perché sicuramente aiutano con gli impatti senza fare riportare danni al portiere cosa che con i ragazzi come ostacolo  difficilmente può avvenire.

Diversamente da prima credo che debba essere più autorevole la voce dell’allenatore dei portieri perchè ha le compentenze migliori e più approfondite per consigliare al portiere, ma credo anche ai difensori, come comportarsi nelle varie tipologie di cross.

Stesso ragionamento, a mio parere, deve essere utilizzato sulle palle inattive contro come corner e punizioni in cui, spesso, tanti giocatori vanno verso la porta tra difensori  e attaccanti e che aumentano esponenzialmente gli impatti. Anche qui sempre, come sopra, dal più semplice al più complesso per avere una range di informazioni importanti da valutare su cui decidere.

Con questo non voglio dire che l’allenamento analitico e globale non serva, anzi tutt’altro, ma deve essere seguito da una situazione reale che rispecchi la gara in tutti i suoi aspetti. Troppe volte si vedono ragazzi molto bravi tecnicamente ma che poi hanno poca lettura delle situazioni. Questo è il nocciolo della questione, il calcio è uno sport situazionale e quindi è troppo importante capirle ! So che penserete che è una banalità…..Ed in effetti lo è…Ma meno banale è come risolvere la questione…..

Per chi volesse scambiare opinioni e magari “vedere” qualcosa sono a disposizione con il contatto che trovate nel sito.

A presto !!

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