SPAZIO AI GIOVANI: Mister Max Puzzillo

Siamo felici oggi di avere ospite un caro amico e, nonostante la giovane età,  storico volto del calcio giovanile parmense.
Massimiliano Puzzillo, classe ’93, è nato a Parma e vive oggi a Salsomaggiore Terme.  Grandissimo appassionato di calcio, ha conseguito il patentino Uefa C e da 8 anni è impegnato come allenatore.
Attualmente è responsabile degli Allievi B 2004 della Polisportiva Futura 2015 (Parma), dopo le esperienze con Crociati Noceto e Fraore Noceto.
 
 
 
Benvenuto Max. iniziamo con un breve riassunto della tua storia calcistica.
 
Beh che dire ? Ho mosso i miei primi passi da calciatore tra la scuola calcio del Parma e l Or.Sa, onestamente due scuole di vita che mi hanno trasmesso importanti valori sportivi ai quali sono molto legato tuttora.
Il settore giovanile agonistico, invece, ho avuto la fortuna di farlo ai Crociati Noceto, che da poco erano passati nel “professionismo” con la prima squadra.
Lì mi sono tolto soddisfazioni importanti,  e ho avuto allenatori importantissimi che mi hanno segnato profondamente; tra questi,  Melegari , Musiari e Pietranera.
Devo aggiungere anche l’ esperienza a Fiorenzuola, che è durata solo 1 anno ma rimane bellissima per tanti motivi .
 
Da qualche anno, hai deciso di diventare allenatore. Come e dove hai iniziato la tua carriera ?
 
E iniziata nel 2013 con i Crociati Noceto ed ero appena maggiorenne quando  Igor Bonazzi, allora Direttore Tecnico, mi propose di iniziare ad allenare i Piccoli Amici (2005/2006).
Avendo le idee chiare fin da subito, accettai con entusiasmo .
 
Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di allenatore ?
 
Bella domanda! Ti potrei dire scherzosamente (ma non troppo) e provocatoriamente, che un mio allenatore mi diede una spinta toccando il mio orgoglio;  in una discussione sul perché non mi avesse fatto partire tra i primi 11,  mi disse che quando sarei stato allenatore avrei potuto fare come volevo. In quel momento,  dovetti  accettare la scelta perché era lui che decideva, ma posso dire di averlo preso alla lettera diventando poco dopo allenatore .
Inoltre, come hai già raccontato, di base in me c’è una “malattia” per questo sport fin da quando ero bambino . La “colpa” e di mio papà che fin da subito mi mise un pallone in mano e la maglia di Ronaldo ( Il Fenomeno ). Ovviamente lo ringrazio, anche perché mi segue sempre….Anche se a  volte discutiamo e ci mandiamo a quel paese nel dopo partita per le mie scelte! Senza di lui sarebbe stato tutto diverso.
 
Raccontaci il resto del percorso.
 
Dopo la prima avventura che vi ho appena raccontato,  il percorso è proseguito con i Pulcini 2004. Nel frattempo i Crociati Noceto sono diventati il Fraore/Noceto, ma ho continuato per un altro anno la guida dei 2004 nel campionato Esordienti .
Da lì il salto negli Allievi 2001, con un biennio di soddisfazioni e crescita conclusasi con la Vittoria del campionato l anno successivo con la Juniores.
Quest anno invece, prima dell emergenza Covid-19, sono passato a Medesano (Parma) dove avevo in mano gli Allievi 2004 della Futura.
 
…mi sembra di capire che tu abbia un legame speciale con Noceto!
 
Sono cresciuto lì (11 anni da giocatore e allenatore )e non ti  nego che andarsene non sia stato semplice, ma forse era giunto il momento di provare altri ambienti.
Sono sempre in contatto però con molti colleghi che sono lì,  ho lasciato diverse amicizie .
 
 
Parlando di campo cosa secondo te deve avere come caratteristiche principali un allenatore? 
 
Sicuramente leadership, deve essere come un comandante di un esercito e pronto ad istruire allo stesso tempo i suoi “soldati” per la battaglia .
L empatia è un altra dote che ritengo fondamentale per capire chi hai davanti, per entrare nella sua testa e percepire le sue emozioni .
Questi punti, a parer mio vengono prima delle capacita Tecnico / Tattiche.
Puoi essere il migliore nella lettura della gara o nel mettere la squadra in campo, ma se non hai la stima e il rispetto dei giocatori difficilmente ti seguiranno.
 
Chi sono le persone a cui devi di più?
 
In primis, Mister Amanzio Melegari: lui mi ha  insegnato che il dialogo continuo con il giocatore è fondamentale. Ho un ricordo meraviglioso di lui e lo ritengo un Top nel panorama dilettantistico.
Aggiungo anche Mister Musiari che mi ha formato caratterialmente con la trasmissione di valori come il sacrificio e dedizione.
Ho molta stima anche di Mister Bazzarini e Cerri, che ho affiancato come vice nelle loro squadre in categoria.
Vittorio ( Bazzarini ) per la cura dei particolari e nello studio degli avversari;  Davide ( Cerri ) nella valorizzazione e gestione del gruppo.
Come dirigenti, invece non posso non nominare il DS Silvano Orzi  che mi ha lanciato nell’agonistica quando avevo soli 22 anni, affidandomi la squadra Allievi:  solo un pazzo lo avrebbe fatto, e per questo a lui sarò sempre grato .
 
Ultime battute Max…quanto pensi sia importante lo staff per un allenatore da 1 a 10?
 
11!!!!Ho avuto la fortuna di trovare tanti collaboratori importanti.
Mister Rizzelli, che ritengo uno dei migliori giovani nel panorama giovanile agonistico .
Simone Bellini,  fondamentale per me nella gestione del rapporto giocatori/allenatore.
Ma ho tanti amici con cui mi confronto giornalmente come Mister Lodi con cui non ho collaborato su campo ma ho una stima incondizionata .
Quest anno invece ero affiancato da ragazzi giovani che mi ricordano me quando ho iniziato. ( Marchesi, Orzi e Calzi)  secondo me ne sentirete parlare ..
 
Quale è il tuo sistema di gioco preferito e il modo in cui vuoi che giochi la tua squadra ?
Credo che L abilità di ogni allenatore sia “fare un vestito adatto per là propria modella “ ovvio che anche io ho delle preferenze mi piace la difesa a 3 anche se difficile da fare  , oppure un 4-3-1-2 però come dicevo prima mi piace carpire il meglio da ogni squadra .
Una cosa sulla quale non transigo è l atteggiamento; quello non bisogna mai sbagliarlo!
Sono molto esigente sulla fase difensiva, odio prender gol e  le vittorie che mi piacciono di più sono quelle 1-0.
 
Che consiglio daresti ad un giovane come te che vuole iniziare ?
 
Direi di imparare ad ascoltare i più veterani! All’inizio ho faticato un po’, ricordo ancora le orecchie doloranti per le strigliate di Simone Alberici ( Direttore Generale Fraore ).
A volte mi arrabbiavo, ma con il senno di poi ho capito che su molte cose aveva ragione .
Quindi direi questo …
Imparare ad ascoltare …
 
 
Grazie Max della disponibilità e un grandissimo in bocca al lupo per il futuro!

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