Diretta Bagnolo C5 Femminile: Interviste a Giusy Faragò, Massimiliano Bellarte e Lara D’Amato

Un bel pomeriggio all’insegna del futsal quello che è andato in scena sulla pagina instagram del Bagnolo calcio a 5 femminile.
Ormai sta diventando un appuntamento fisso, il ritrovarsi a parlare di questo sport che appassiona tutti noi.

GIUSY FARAGò

Ospite di Mister Orlando d’Alsazia è stata per prima il pivot della Cà Rossa Bagnolo Giusy Faragò che ci ha spiegato cosa ha voluto dire per lei passare dal calcio a 11 al Futsal e in che modo è diventata subito una pedina importante del Bagnolo.

massimiliano bellarte

Il vero protagonista è stato senza dubbio Mister Massimiliano Bellarte attuale allentore dell’Acqua & Sapone, che di certo non ha bisogno di presentazioni, con il quale si è discusso di molte argomentazioni, come ad esempio la differenza tra allenare una squadra maschile da una femminile, fino ad arrivare al tema delicato dei settori giovanili.
Interessante anche il suo discorso sul collettivo di ogni squadra e i vari metodi di allenamento che ha condiviso con noi, insegnandoci molto nel tempo che ha messo a nostra disposizione.

LARA D’AMATO

Concluso con Lara D’Amato giocatrice del Pelletterie, squadra toscana che milita in serie A e della nazionale slovena, che ci ha raccontato alcuni aneddoti della sua carriera, partendo dai ricordi d’infanzia grazie ai quali si è avvicinata al calcio fino ad arrivare ai giorni nostri, che la vedono protagonista di questo mondo de futsal femminile dove ha riscosso grandi consensi in ogni squadra nella quale ha militato.

Giusy Faragò

Giusy, come hai deciso di passare da una squadra di Serie A del calcio a 11 al calcio a 5? Quali sono state le principali difficoltà?

Ho preso questa decisione per ragioni lavorative. In molti pensano che il futsal sia uno sport per vecchi, ma mi sono presto resa conto che è tutto il contrario dove è molto importante la corsa dinamica. 

Sicuramente non ero abituata a seguire l’uomo, dato che a Sassuolo si prediligeva un gioco a zona… ho dovuto imparare alla svelta un sacco di schemi, che mi hanno fatto capire che questo è uno sport completamente diverso. Dal punto di vista tecnico non ero abituata al gioco di suola.

Comunque le compagne mi dicono che mi sto adattando e sto imparando ad essere una calciatrice di futsal.

in questo periodo di quarantena continui ad allenarti?

Certamente, anche se non è possibile fare tutto quello che si faceva in palestra, il nostro preparatore ci ha dato una scheda con allenamenti atletici che riesco a svolgere in casa ed in giardino.

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera calcistica?

La promozione in serie A con il Sassuolo.

Massimiliano Bellarte

cosa pensa bellarte di questo periodo di fermo dettato dall’epidemia di corona virus?

Prima di tutto bisogna pensare alla salute. Scherzando posso dire che subisco il fatto di essere a “cottimo” e questa condizione mi pesa. Sicuramente occorrerà capire fino a quando si protrarrà lo stop delle attività, anche se molti pensano che il campionato sia finito. Io vorrei essere ottimista; se si adottasse la formula dei playoff in un mese di partite si potrebbe terminare il campionato. Ovviamente per la mia squadra che sta lavorando da casa per il mantenimento della forma fisica con esercizi di forza e corsa, occorrerebbero un paio di settimane di allenamenti in campo per essere sufficientemente preparati a riprendere.

Purtroppo per tutte le squadre temo delle ripercussioni economiche per l’anno prossimo.

da allenatore quali sono le principali differenze tra calcio a 5 femminile e maschile?

Da allenatore non ho mai cambiato il mio metodo, ho mantenuto la stessa intensità ma a velocità ridotte. Le donne si rendono molto più disponibili a lavorare insieme per correggere gli errori se sai essere un loro punto di riferimento. Riescono a dimostrarti che sei importante per loro. Ovviamente ho avuto anche la fortuna di avere ragazze che comprendevano il futsal e lo sapevano mettere in pratica.

come hai deciso di diventare allenatore?

Ero un giocatore di livello regionale. Ho iniziato prendendo il patentino a 25 anni ed ho allenato per la prima volta una squadra femminile nel torneo sperimentale regionale. 

Nel 2004 allenavo, studiavo all’Università di Roma e facevo il lavoro da rappresentante. Ebbi un incidente mentre lavoravo come rappresentante e quando mi ripresi dal trauma decisi di intraprendere (forse in maniera incosciente) questa carriera, che a dire il vero è molto precaria e per la quale occorre grande passione per continuare.

In cosa sta la passione per un allenatore?

La grande passione sta anche nel mantenere un cammino di crescita individuale cercando di continuare a formarsi. Non penso sia sufficiente partecipare ai corsi federali che gettano solo le basi, occorre muoversi e partecipare ad incontri con altri allenatori per rimanere sempre informato. Un ottimo strumento può essere anche il portale di Futsal Way, dove 250 allenatori si confrontano guardando insieme gli esercizi e proponendo varianti. Trovo giusto che un allenatore debba approfondire il proprio cammino basandosi sul proprio stile di gioco, mentre degli stage istituzionali rischiano di diventare troppo “standard” e farti perdere la personalizzazione del gioco

quali sono gli elementi essenziali dei tuoi allenamenti?

Io credo molto negli allenamenti individuali. Se un giocatore riesce a diventare completo sia nelle caratteristiche di attacco che in quelle difensive la tattica di squadra diventa solo un corollario.

Un aspetto che spesso viene trascurato dagli allenatori è di fornire un corretto peso cognitivo emozionale agli esercizi.

Quali skill deve acquisire un allenatore?

L’allenatore deve saper manipolare gli allenamenti per adattarli ai problemi che i giocatori saranno chiamati a risolvere durante la partita che stiamo preparando. Sono quindi contrario a mostrare video ai miei giocatori, ma sono io che dalla analisi dei video devo tradurli in allenamento ricreando le situazioni che si troveranno ad affrontare. Vedo l’atto di mostrare immagini come una scusa per scaricare l’allenatore da certe responsabilità. Inoltre se un allenatore è un bravo comunicatore, può esprimere meglio in allenamento quanto in molti cercano di vedere in amichevole.

Quale può essere un errore da parte di un allenatore?

Molti allenatori cercano proporre esercizi complicati, ma io dico di essere prudenti perché il rischio è che le regole che tu dai possano spostare l’attenzione sulle regole e non affrontino adeguatamente le problematicità della partita che stai preparando. In questa capacità di manipolare i contesti sta la bravura dell’allenatore.

Un elemento che mi piace molto è allenare il corretto uso del portiere di movimento e come difenderlo. Mi piace utilizzarlo anche in altri contesti oltre che nel classico ultimo minuto.

una curiosità: perchè fa i time out da seduto?

Se guardate le partite di basket tutti i time out vengono fatti da seduto. Questa posizione aiuta a ristabilire la calma che è fondamentale nel momento in cui decidi di spezzare l’azione. Per i bambini è molto efficace comunicare con loro da seduto per riportare tutto alla loro altezza.

Parlando di bambini, cosa pensa del futsal giovanile?

Secondo me in Italia abbiamo principalmente 2 problemi:

Il primo, dal mio punto di vista mancano dirigenti formati per avere 6-7 gruppi di bambini di età diverse e che sappiano scegliere i formatori adatti.

Il secondo, mancano formatori all’altezza, perché facendolo magari come secondo lavoro spesso non si cura la formazione personale per riuscire a trasmettere dei contenuti adeguati, sia a livello sportivo che individuale.

Il futsal giovanile avrebbe molta più approvazione rispetto al calcio da parte dei genitori essendo uno sport indoor.

Lara D’Amato

LARA D’AMATO

Conosciuta a Bagnolo per aver partecipato a 2 allenamenti durante gli stage 3 anni fa, prima di andare a Porto San Giorgio ed in seguito a Salerno.

cosa fa lara in questo periodo?

Continuo ad allenarmi anche da casa, soprattutto cardio… poi ho una cyclette…

Quali squadre hai visto meglio nel tuo campionato?

Sicuramente Città di Falconara. Poi sicuramente Salinis e Montesilvano. Ovviamente il Kick Off è sempre a lottare tra le prime.

Qual è il gol che porti più nel cuore?

Il gol in nazionale (slovena) contro la Slovacchia.

qual è stata la delusione più grande?

Iniziare a giocare per la nazionale italiana di calcio a 11, ma di non essere più riconvocata dopo un infortunio.

quale squadra ti è rimasta nel cuore?

Sicuramente Manfredonia nonostante che sia fallita, abbiamo fatto un grande campionato ed avremmo potuto vincere… poi la squadra si è disfatta nella seconda metà del campionato.

la tifoseria più calda?

La tifoseria più calda è sicuramente stata quella di Noci contro di noi

Come hai iniziato?

A 6 anni convocarono il mio fratello gemello in una squadra e dato che sino a quel momento facevamo tutto insieme mi sentii esclusa. Così convinsi i miei genitori a mandarmi con lui. Trovo molto importante che il tipo di attività fisica debba essere scelta e non imposta. Oggi esistono tante scuole calcio solo femminili, ma allora era una cosa molto particolare vedere una ragazzina di 6 anni giocare.

Hai un rituale scaramantico?

Bacio i parastinchi. Su uno c’è scritto Teddy, il nome del mio orsachiotto.

Quali pensi che siano le migliori giocatrici del tuo campinato?

Italiana: Arianna Pomposelli del Kick Off

Straniere: Tati del Salinis e Guti del Falconara

Come vedi il calcio a 5 femminile in Emilia Romagna?

Meno organizzato rispetto a Veneto od al Sud.

Prossimi obiettivi?

Continuare a giocare in nazionale ed in serie A…. magari concludere la carriera a Bagnolo, perché tutto può succedere!!! 🙂

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