Donne e Arbitraggio

Nell’articolo odierno parleremo delle donne e  del ruolo arbitrale.

Pillole dal Seminario sulla gestione dei conflitti nello sport

Sabato 30 novembre 2019 ho avuto modo di partecipare al Seminario sulla gestione del conflitto nello sport tenuto dalla Psicologa dello sport Lucia Francolini. Si trattava di un seminario formativo rivolto a tecnici ed educatori Uisp su come sviluppare set di comportamenti utili a costruire relazioni serene e produttive nel contesto sportivo. 

Ad un certo punto della giornata abbiamo focalizzato l’attenzione sul ruolo dell’arbitro nel calcio. La dottoressa ci ha voluto rendere consapevoli dell’impatto emotivo causato dalla pratica “socialmente accettata” degli insulti da parte del pubblico e degli attori in campo verso il direttore di gara. Ci spiegava quindi come un arbitro di calcio prepara la sua partita con un carico di stress molto superiore rispetto ad un collega del rugby o della scherma le cui decisioni vengono raramente contestate.

Molto più facilmente rispetto ad altri sport, quindi, possono verificarsi episodi di attrito e frustrazione. Molto più facilmente possono venire alla luce atteggiamenti di intolleranza che in altri contesti sarebbero repressi.

Il ruolo delle società sportive, inteso come dirigenza ed allenatori/educatori deve essere quello di continuare ad agire per debellare queste pratiche incivili.

Anche aver subito un evidente ingiustizia a seguito di una discutibile decisione arbitrale palesemente errata, l’allenatore o il dirigente NON devono dare luogo ad escandescenze. Il ruolo dell’allenatore è anche quello di modello per i suoi giocatori, quindi un allenatore che non ha il controllo di sé sotto pressione difficilmente potrà trasmettere questa capacità ai propri giocatori. 

Il controllo psicofisico è uno degli aspetti fondamentali per ottenere le migliori performance in ambito atletico. Durante le prestazioni di alto livello lo stress deve essere portato al massimo (prima del punto di rottura) ed in questo stato è importante mantenere il controllo mentale. Un allenatore che non può portare i propri atleti in questo stato difficilmente potrà sfruttare a pieno delle proprie potenzialità.

In conclusione, a mio parere riuscire a mantenere il controllo mentale durante una prova scadente da parte dell’arbitro è alla base del miglioramento prestazionale di un atleta di livello. Talvolta ciò può avere ripercussioni immediate sulla partita che sta giocando, perché rimanendo lucido e concentrato non subirà i gol di rapina mentre litiga con l’arbitro.

Detto questo parliamo di donne.

Articolo del messaggero: Calcio, annulla un gol: insulti sessisti all’arbitra

Venerdì 29 Novembre 2019 di Davide Mancini 

Basta un gol annullato al 91’ di una gara di coppa Italia di serie C per cancellare un mare di buoni propositi. Neanche il tempo di celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che arriva un altro episodio di linciaggio mediatico di stampo sessista. La sfortunata protagonista è Veronica Vettorel, promettente assistente arbitrale della sezione di Latina, colpevole, secondo alcuni sostenitori dell’Avellino, di aver annullato il gol del pareggio alla formazione irpina nella sfida degli ottavi di finale giocata mercoledì al “Partenio” contro la Ternana. Dopo la rete del vantaggio ospite realizzata da Nesta a sei minuti dalla conclusione, è Ilanes a pareggiare i conti al primo minuto di recupero, rete però annullata per un fuorigioco ravvisato dalla guardalinee pontina.

Dopo le vibranti proteste dei giocatori di casa, in men che non si dica si è scatenata la contestazione da parte di alcuni supporter di fede biancoverde che, attraverso i social, hanno aggredito verbalmente la sportiva del capoluogo, offendendola sotto l’aspetto professionale e personale. Un’abitudine insopportabile che trova, purtroppo, terreno fertile sulle piattaforme social, dove ormai scaricare frustrazione e rabbia è divenuta spiacevole routine. Per fortuna c’è anche chi ha preso le distanze da tutta una serie di frasi irripetibili, facendo sentire tutta la propria vicinanza a Veronica Vettorel, da una parte della tifoseria avellinese ai giornalisti irpini presenti sugli spalti. Non saranno certo degli attacchi social a frenare la brillante carriera dell’assistente di Latina che, oltre a essere tra le protagoniste dell’organico C.A.N. C, da tempo viene selezionata per incontri europei di calcio femminile.

Categoria Giovanissimi regionale, in campo ieri la squadra locale e quella della città di Crispiano. «L’arbitro donna ha dovuto subire offese sessiste dalla tribuna per tutto il match», racconta uno spettatore che è anche il padre della ragazza)  sulla pagina Facebook di Arbitri calcio.it. «Le offese sono iniziate già dai primi minuti dal fischio d’inizio, quando una gruppetto di genitori tra cui anche donne del Sava ha cominciato a offenderla invitandola a dedicarsi al mestiere più antico del mondo piuttosto che calcare i campi da calcio».

Il giudice di gara è una ragazza di soli 16 anni. Il mister della squadra ospite si avvicina alla tribuna per chiedere agli spettatori – in gran parte dei genitori dei ragazzi – di smetterla, ma viene insultato anche lui. «Torna nello spogliatoio», gridano mamme e papà all’allenatore.

Commento di Antonio Abatematteo

«Sono un arbitro – continua Antonio Abatematteo – so per esperienza non è una scelta facile. Non lo è per l’uomo arbitro figuriamoci tanto meno per un ragazzina, che ha avuto il coraggio di affrontare una platea così difficile. È stata brava a restare con la testa nella partita…. e non oso immaginare cosa pensasse ascoltando queste offese. Sono anche un padre e ho anche un figlio che gioca al calcio….. È la prima volta che assisto ad uno spettacolo così indecoroso. Sono il padre della ragazza e oggi il calcio è andato a farsi f…».

Conclusioni

Insulti sessisti urlati da genitori, mamme e papà, e non sono davvero un bell’esempio. Se anche chi dovrebbe educare i propri figli  al rispetto e alla non violenza nei confronti delle donne, se anche chi è allo stadio come genitore offre questo spettacolo, davvero siamo messi male. E ha ragione il padre della giovane arbitra: il calcio così si perde. 

alTRI LINK DI ARTICOLI RIGUARDANTI EPISODI DI SESSISMO:
Rieti, offese e insulti sessisti verso arbitro donna: 10 turni di stop
«Il calcio femminile è un covo di lesbiche». Nuovo insulto del cronista sessista
Offese sessiste all’arbitro donna, giocatore si abbassa ipantaloni in campo: insulti anche dalle famiglie
Arbitro donna insultata, lei torna in campo: per il giovane calciatore espulsione dal club
Offese al guardalinee donna: Sibilia: «Parole vergognose»
Veronica Vettorel

Ho cercato di presentare alcuni casi di insulti sessisti verso direttrici donne, ma trovo altrettanto importante denunciare anche l’altro lato della medaglia, quella degli arbitri sessisti, per nulla contenti di arbitrare partite di calcio femminile, si atteggiano con arroganza verso le calciatrici.

Ovviamente i casi reali di sessismo devono essere verificati ed accertati. Solo una stretta minoranza soffre di grave sessismo, quindi tali gravi accuse non devono essere mosse solo per ribaltare un risultato sfavorevole ottenuto sul campo. Sicuramente devono essere portati alla luce ogni volta accertati.

Riporto di seguito un articolo del quotidiano “El commercio” in cui una squadra femminile spagnola ha mosso tali accuse verso il direttore arbitrale:

Un árbitro a las futbolistas: «Las mujeres no tendríais que jugar a esto»

EFE – Martes, 11 febrero 2020, 11:21

El club crevillentino,

a través de la nota pública, ha condenado «estas actitudes» y espera que se tomen las medidas oportunas «para que un suceso como este no vuelva a tener lugar en un campo de fútbol».

Denuncia que el colegiado profirió insultos machistas a sus jugadoras, mientras que él lo niega

Ha denunciado a través de las redes sociales haber sufrido insultos y menosprecios por parte del árbitro hacia las jugadoras durante el encuentro que disputó el pasado fin de semana ante el SPA Alicante C. El partido, enmarcado en la Primera Regional Valenciana, fue suspendido a 20 minutos del final con el resultado de 0-1.

La entidad afirma que el colegiado llamó a sus jugadoras «nenazas» y que las menospreció con frases como «que se termine ya esta mierda de partido», «dais vergüenza» o «las mujeres no tendríais que jugar a esto».

José Antonio Candela, entrenador del equipo,
ratificó a Efe todo lo apuntado en el comunicado y afirmó que el único objetivo del club crevillentino es que el árbitro se disculpe ante las jugadoras. «Los puntos nos dan igual. No podemos consentir este tipo de comportamientos», dijo el entrenador, quien prepara junto al club el escrito de protesta en el que explica todo lo sucedido «incluso con imágenes de televisión».

El entrenador explicó que fue en el minuto 70, tras una expulsión al segundo entrenador, cuando se desencadenaron los acontecimientos. «Comenzó a sacar tarjetas y a expulsar gente y, tras amenazar con suspender el partido y llamar a las autoridades, fue cuando mis jugadoras dijeron que eran ellas las que iban a llamar a la Guardia Civil por todo lo que les había dicho», argumentó el entrenador.

«Mis chicas estaban descentradas y ofendidas.

Yo veía que les sacaba tarjetas por protestar pero no sospechaba el motivo», prosiguió el preparador. Candela indicó que fue el colegiado el que decidió suspender el partido «porque dijo que su seguridad no estaba garantizada, aunque poco después recapacitó y quería seguir, algo que no aceptamos».

«No sé si este chico quiso hacerse el gracioso o tiene un problema y es así», apostilló el técnico, quien indicó que desde la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana ya se han puesto en contacto con el Crevillente para recabar información.

La versión del árbitro

El colegiado negó ante el comité de árbitros de la Federación de Fútbol de la Comunidad Valenciana (FFCV) las acusaciones de que profirió insultos machistas a las jugadoras del equipo local.

Así lo confirmaron a Efe fuentes federativas, que señalaron que el colegiado, del que facilitaron sus iniciales (D.A.M.G.), se mostró sorprendido por las acusaciones y comunicó que preparará un anexo al acta para explicar con detalle todo lo sucedido.

En el acta, el árbitro refleja que fue insultado por una jugadora local, que le calificó como «machista de mierda» y «gilipollas».

El comité de competición de la FFCV

espera recibir más información para pronunciarse y hacer una valoración sobre lo sucedido en el partido.

El presidente del club visitante, Jesús Cañizares, aseguró que sus jugadoras no escucharon durante el partido insultos a las futbolistas rivales, aunque sí algunos comentarios despectivos del árbitro «relacionados con lo fea que se estaba poniendo la situación».

Traduzione:

Il Crevillente Femenino CF denuncia che l’arbitro ha offerto insulti sessisti verso le sue giocatrici

Il Crevillente Femenino CF ha denunciato attraverso i social network di aver subito insulti ed il disprezzo dell’arbitro nei confronti delle proprie giocatrici durante la partita giocata lo scorso fine settimana contro la SPA Alicante C. La partita, del campionato di Prima Divisione Valenciana Regionale, è stata sospesa a 20 minuti dalla fine con il risultato di 0-1.

LA dirigenza afferma che l’arbitro ha chiamato le giocatrici “nenazas” (femminuccia) e che le ha disprezzate con frasi come “Questa m**** di partita è finita”, “vergogna” o “le donne non dovrebbero giocare”.

José Antonio Candela, allenatore della squadra,

ha confermato a Efe tutto quanto indicato nella dichiarazione della dirigenza. Ha affermato che l’unica richiesta del club Crevillentino è che l’arbitro si scusi con le giocatrici.

“I punti non contano per noi. Però non possiamo acconsentire a questo tipo di comportamento “, ha detto l’allenatore che sta preparando il modulo di protesta accanto al club spiegando tutto ciò che è accaduto con l’ausilio delle immagini televisive.

L’allenatore ha spiegato che era al 70 ° minuto, dopo l’espulsione del secondo allenatore, il momento in cui si sono verificati gli eventi.

“Ha iniziato a pescare cartellini ed espellere le persone. Ha minacciato di sospendere il gioco e di chiamare le autorità. Le mie giocatrici hanno quindi risposto che sarebbero state loro a chiamare la Guardia Civile per tutti gli insulti che avevano ricevuto”, ha affermato allenatore.

«Le mie ragazze erano fuori di sé e offese.

Ho visto l’arbitro sventolare cartellini immotivatamente.”, ha continuato l’allenatore, “poi l’arbitro ha deciso di sospendere il gioco, per tutelare la propria sicurezza, ma dopo poco ha riconsiderato tutto e cercato di far continuare… ma noi non abbiamo accettato un comportamento simile.”.

“Non so se questo ragazzo pensava di essere divertente o se ha un problema comportamentale.”, ha terminato l’allenatore.

La Federazione calcistica della Comunità valenciana ha già contattato il Crevillente per raccogliere maggiori informazioni in merito alla vicenda.

Il club del Crevillentino, attraverso la nota pubblica, ha condannato questi atteggiamenti e spera che vengano prese le misure appropriate, in modo che un evento simile non si ripeta mai più su un campo di calcio.

La versione dell’arbitro


L’arbitro ha negato le accuse dinanzi al comitato arbitrale della Federcalcio della Comunità Valenciana (FFCV).

Ciò è stato confermato da fonti federali di Efe. Il collegio ha visto l’arbitro alquanto sorpreso dalle accuse e ha detto che preparerà un allegato al verbale per spiegare in dettaglio tutto ciò che è accaduto.

Nel verbale, l’arbitro scrive di essere stato insultato da una giocatrice locale, che lo ha descritto come “sessista del c****” e “stronzo”.

Il comitato FFCV aspetta di ricevere maggiori informazioni per pronunciare e valutare ciò che è accaduto durante la partita.

Il presidente del club ospite,

Jesús Cañizares, ha dichiarato che i suoi giocatori non hanno ascoltato gli insulti contro i giocatori di calcio rivali, anche se alcuni commenti sprezzanti dell’arbitro “erano contestuali al brutto clima che si era creato”.

La vicenda ancora non è chiara, ma mi sento di poter affermare che fair play, controllo e lotta all’intolleranza siano la base della convivenza civile su un campo di calcio. Non devono mancare a nessuno degli attori in campo. Ogni gesto o comportamento che va tuttavia contro questi principi, allontana il calcio dalla cultura sportiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *