Luca Alba: il “venditore” di calcio

Breve presentazione

Luca Alba, siciliano d’origine, Allenatore annata 2008 dell’ MT 1960,  laureato in Economia aziendale e responsabile Marketing , con un’enorme passione per il calcio, tramandata da mio padre e che mi porto dietro da quando ero bambino. Ho militato in diverse squadre sia a livello professionistico che a livello dilettantistico, girando in lungo ed in largo per l’Italia fino a quando non mi sono fermato in quel di Parma. Ormai considerata l’età (ed il peso!!!) , il calcio giocato rimane un ricordo, ma la passione per questo sport è quella di sempre  e così da un paio di anni ho deciso di dedicarmi ai giovani calciatori, mettendo a disposizione la mia esperienza calcistica pregressa,  tanto entusiasmo tipico del mio carattere, e le diverse competenze di natura calcistica e pedagogica apprese  grazie ai diversi corsi di formazione.

 

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Difficile dirlo, non vorrei mai togliere il posto ad uno dei miei ragazzi… e poi decide il Mister!!! 😊

A parte gli scherzi ho sempre giocato punta e per tenere fede alla mia storia quello probabilmente sarebbe ruolo in cui mi schiererei.  Non mi vedo altrove, vivo per il goal ed anche le mie squadre sono votate ad attaccare più che a difendere.

 Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

L’allenamento settimanale si inserisce in una programmazione più ampia , mensile che seguo attraverso la redazione di un piano d’azione che mi serve per schedulare azioni concrete per il raggiungimento dei singoli obiettivi individuali. Il piano d’azione contiene in pratica le seguenti informazioni:

  • tempistica di realizzazione -> Quanto tempo devo impiegare per
  • tempistica di verifica -> Dopo quanto tempo dovrò verificare gli avanzamenti
  • Che tipo di mezzi mi servono per perseguire i miei obiettivi 
  • Monitorare lo stato di avanzamento dell’azione

Per fare questo e tenere sotto controllo il tutto ho creato uno strumento, niente di particolare, solo un semplice foglio Excel dove vengono riepilogate le informazioni di cui sopra (qui sotto un immagine esemplificativa).

Il piano d’azione così strutturato con date di completamento e verifica mi permette di ri-considerare di volta in volta gli obiettivi, sulla base di valutazioni continue.

Qual è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Potremmo dire che il primo titolo non si scorda mai. Sono passati tanti anni, ma quel SICILIA – CAMPANIA 3-2 finale nazionale under 16 per la coppa primavera per regioni,  giocata al Sant’Elia di Cagliari rimane indelebile nei miei ricordi, perché lì oltre a laurearmi campione d’Italia capii per la prima volta che tipo di emozioni lo sport di può regalare.

Che cosa porti del corso nel tuo essere allenatore?

Del corso UEFA che ho concluso lo scorso anno, la cosa più importante che mi porto dietro è che non è tanto il COSA fai , ma soprattutto il COME, che diventa fondamentale condurre il nostro ruolo di allenatori con la maggiore professionalità possibile, in quanto ogni nostro singolo gesto, ogni nostra singola attività, ogni nostro singolo allenamento deve tenere sempre conto dello sviluppo delle competenze individuali dei bambini, che non sono solo competenze di gioco o di movimento, ma soprattutto competenze di se stessi e di se stessi nel sociale. Occorre, dunque, essere il più professionali possibili stabilendo un corretto processo e modello organizzativo, ovunque ci troviamo e senza alibi di sorta, e senza distinzioni tra società professionistiche e/o dilettanti.

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