Calcio a 5 Femminile – Finale Coppa Italia Emilia Romagna: Bagnolo campione!

Mi concedo un breve ritaglio da tifoso per celebrare la vittoria del Bagnolo Calcio a 5 Femminile di cui fanno parte, come giocatrici, le mie co-allenatrici Vanessa Bonatti e Francesca Grossi.

Non sono un cronista sportivo e non posso essere imparziale, quindi mi faccio aiutare dall’amico Stefano Santachiara a commentare la partita: “In un gremito Palamadiba, il Bagnolo conquista la Coppa Italia serie C Emilia Romagna vincendo 5-4 ai calci di rigore contro la Polisportiva 1980. I tempi regolamentari e i supplementari si sono chiusi sull’ 1-1, le bagnolesi hanno mostrato un gioco più incisivo e spettacolare della rivali, ben organizzate tatticamente e pericolose in contropiede, hanno presidiato la metà campo avversaria in modo non sterile, aggirando l’arcigna difesa della Polisportiva con triangolazioni e profondità sulle fasce garantita in particolare da Iemmi : dopo lo sfortunato autogol del pareggio, il Bagnolo ha sfiorato più volte la seconda rete, sbagliando anche un tiro libero allo scadere del secondo tempo supplementare. Decisiva, oltre alla precisione chirurgica delle rigoriste della cinquina, la parata plastica di Celii all’ultimo penalty.”

Ci sono tante immagini di questa Final Four e nei prossimi giorni le pubblicheremo, ma questo video racchiude tutto quello che sono stati questi due giorni.Questo gruppo ci ha sempre creduto e alla fine, meritatamente porta a Bagnolo una Coppa dal valore inestimabile.Noi come Bagnolo Calcio a 5 abbiamo creduto da subito nel progetto femminile, partito 4 anni fa dal nulla e che ha avuto sempre un costante miglioramento.Avete riempito palazetti, vi siete meritate tanti applausi, avete avvicinato molta gente al mondo rosa del futsal.Alziamo il volume adesso e corriamo idealmente ad esultare anche tutti noi con loro!!!!FORZA BAGNOLO🖤💛

Pubblicato da A.S.D. Bagnolo Calcio a 5 su Lunedì 6 gennaio 2020
COMMENTO A CALDO DEL MISTER D’ALSAZIA
Una vittoria sofferta, arrivata ai calci di rigore… quanta fatica e quanto lavoro è servito per arrivare a questo successo?

Questo successo non nasce oggi, ma parte da lontano, precisamente da quattro anni fa quando io e la società abbiamo iniziato un percorso credendo realmente nella crescita del movimento femminile, fino a quel tempo ancora poco considerato soprattutto nella nostra provincia. Sono stati quattro anni intensi in cui ogni giorno abbiamo lavorato perché la nostra realtà risultasse sempre più riconoscibile nel panorama regionale e nazionale.

Comunque… lei ha sempre sostenuto questo progetto, credendo nelle sue potenzialità sin da subito, vero?

Quando ho iniziato questo percorso ero sinceramente scettico su quanto realmente le ragazze potessero approcciarsi in maniera così professionale a questa disciplina, ma già dai primi allenamenti mi sono reso conto di quanto fossi in errore e capii che c’erano tutti i presupposti per poter iniziare un progetto importante.
In questi anni sono passate tante giocatrici ed ognuna di loro mi ha sempre insegnato qualcosa: ho imparato che le donne (per certi versi) danno molto di più dei maschi, ho scoperto da vicino nuove forme di amore, ho imparato che la vera passione non ha bisogno di essere ripagata economicamente, perché quando si gioca per amore di questo sport non serve nessun rimborso tuttavia mi sono anche dovuto imbattere in pregiudizi stupidi, ancora presenti in Italia e che non fanno altro che ostacolare il movimento.

Cosa ci può dire delle sue ragazze?

Queste giocatrici, le mie giocatrici, hanno sempre fatto una marea di chilometri sfidando qualsiasi evento atmosferico, per esserci sempre, per allenarsi con costanza e determinazione, provando sempre a superare i propri limiti e questo successo che si sono conquistate non è arrivato a caso, ma frutto di tutta questa abnegazione che è stata giustamente premiata.
In quattro anni ci siamo sempre migliorate, facendo sempre un piccolo passo in avanti, imparando sempre, sia dopo una vittoria che soprattutto dopo una sconfitta.
Abbiamo iniziato a giocare in un palazzetto di Bagnolo deserto e siamo arrivate a riempirlo di persone che si sono appassionate sempre di più a noi, ed è questa forse la nostra vittoria più grande.

In base alla sua esperienza, cosa ci può dire del calcio e del futsal femminile in generale?

Spesso sento in giro parlare di progetti, oppure di ragazze che rivendicano la loro voglia di emergere, ma allo stesso tempo non fanno nulla per provare a far crescere il movimento, il LORO movimento.
Per farlo crescere bisogna crederci, investire su se stesse, provare nuove esperienze senza aver paura dell’impegno, perché per emergere bisogna lavorare sodo, nessuno vi regalerà mai nulla.
Il mondo femminile ha bisogno di ragazze volenterose e ambiziose, ha bisogno di dirigenti preparati e non di “dirigenti” che guardano il proprio orticello pensando, o facendo credere, che ci tengono alla crescita….se si vuole far crescere il tutto, bisogna guardare sempre in alto e non in basso.

In relazione a questa critica costruttiva, che personalmente condivido, che ambiente ha trovato a Bagnolo?

Io mi ritengo fortunato perché grazie alle mie giocatrici, al mio staff, alla mia società, abbiamo sempre puntato in alto e continueremo a farlo, perché AMO questo sport, AMO il movimento femminile e mi batterò, nel mio piccolo, per provare a farlo emergere sempre di più.
Grazie alla mia SQUADRA, mi rendete giorno dopo giorno, sempre più orgoglioso di voi e avete dimostrato (anche se lo sapevo già) di avere due palle giganti.

Il contesto: Un vero palcoscenico per il futsal femminile

Le finali sono sempre un ottimo palcoscenico per il calcio a 5 femminile.

Le partite erano trasmesse live sul portale Sport2u.tv ed il palazzetto di Modena era gremito.

Sicuramente la struttura era di livello superiore rispetto alla media, il campo di gioco era di dimensioni molto ampie (a cui le ragazze non sono abituate) e con il pavimento in parquet.

Il pallone era il Premier X Pro Futsal ufficiale delle gare nazionali.

A differenza delle partite di campionato era presente anche il terzo arbitro.

In poche parole, le finali di Coppa Italia di serie C femminile fanno assaporare l’atmosfera delle serie nazionali.

Video a cura di Stefano Santachiara
LA POLISPORTIVA 1980

No hay descripción de la foto disponible.Cosa dire delle seconde classificate?Sicuramente la partita è stata molto combattuta. Se un paio di pali colpiti dalla Polisportiva 1980 si fossero trasformati in rete staremmo commentando un’altra partita. Occasioni mancate, ottimo lavoro da parte dei portieri e delle giocatrici di movimento. Il Bagnolo sapeva che la squadra vincitrice del campionato nazionale CSI, che già si era imposta in campionato 2 a 1 su di loro, non sarebbe stata facile da battere, ma le partite si decidono sempre all’ultimo minuto o all’ultimo rigore lottando fino alla fine.

Le ragazze seconde classificate meritano grande rispetto. Ricordo negli anni scorsi, prima che si trasferissero al Pala Seven di Savignano, quando in inverno giocavano nel campo esterno in sintetico a Santa Maria Nuova, ammiravo la forza con cui erano abituate a giocare al freddo uno sport che tipicamente si svolge nelle palestre riscaldate. Questa è la tenacia delle donne!!!

conclusioni

Vinta la coppa regionale, non resta che vedere cosa combineranno le nostre tigri alle fasi nazionali della coppa Italia, sperando che in campionato possano guadagnare i punti che mancano per tornare in vetta alla classifica

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