Mattia Bottazzi: passione e attenzione ai ragazzi

L’intervista di oggi vede protagonista Mattia Bottazzi, colonna portante delle giovanili del Mt1960. Un ragazzo che ci mette impegno e passione…quale migliore biglietto da visita?

Sono Mattia Bottazzi, alleno insieme a Gabriele (che ringrazio enormemente già da subito) e facciamo “coppia fissa” da ormai 5 anni a Monticelli terme nel settore giovanile del Mt1960.

Attualmente alleno l’annata dei 2010, ma vengo da due anni con i 2009 di Pulcini e altri due con i 2005, di cui uno di Pulcini è uno di Esordienti.

Bene Matti, fa sempre piacere incontrare un giovane volenteroso…oltre al calcio, di cosa ti occupi nella di tutti i giorni?

Nella vita mi sono laureato nella magistrale di Pubblicità, Comunicazione Digitale e Creatività d’Impresa. In attesa di trovare un lavoro sto collaborando con due siti di notizie online, uno che tratta argomenti sul Parma Calcio.  

Ormai ti si può considerare un “veterano” come mister in ambito giovanile, come mai ti sei imbarcato in questa avventura?

Ho iniziato ad allenare per pura passione, mi diverto a stare in mezzo a bambini e ragazzi e, se posso insegnare loro qualcosa, ancor meglio. Essere in coppia con Gabriele mi aiuta molto a prendere le misure e a mettermi in gioco con tanti aspetti che coinvolgono l’essere mister.

Sento la necessità di formarmi ma i miei impegni, al momento, non mi hanno permesso ancora di frequentare i corsi abilitanti della figc perchè sono ancora un “calciatore” (la mia carriera per ora si sviluppa tra la Promozione e la Prima Categoria), ma sicuramente sono in programma tra qualche anno.

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Gli allenamenti che cerco di proporre, ovviamente di comune accordo con Gabriele, hanno una pianificazione sempre molto simile:

  • movimento e una breve corsetta per entrare nella concentrazione giusta
  • esercizi di coordinazione con scalette, cerchi ed ostacoli.
  • riscaldamento tecnico con la palla (passaggi, conduzione, ecc)
  • esercizio analitico e situazionale con la finalizzazione (tiro in porta per intendersi)
  • partita finale

Inoltre, cerco sempre di rubare qualche idea ai miei allenatori in prima squadra in modo da proporla ai ragazzi nel modo giusto e proporzionale alle loro capacità.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

La soddisfazione più grande per me non è tanto una partita, ma vedere crescere quelli che una volta erano bambini, ad esempio i miei 2005 ora sono dei ragazzi di 15 anni, che ancora oggi mi salutano e mi raccontano tutte le loro esperienze in campo e fuori. Credo questa sia la cosa più bella di allenare in un Settore Giovanile.

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