Serafino Muraca: il mister che non si arrende mai!

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Serafino Muraca, mister del Asd Baraccaluga che ha accettato molto volentieri di dedicarci un pò di tempo per raccontarci la sua storia e per presentare la squadra di calcio a 5 che allena.

Mi chiamo Serafino Muraca, ho 43 anni e da 3 stagioni sono l’allenatore dell’ Asd Baraccaluga, squadra che milita nel campionato di C1 regionale di calcio a 5 dell’Emilia Romagna.
La mia piccola carriera calcistica comincia all’età di 8 anni nella Povigliese di Mister Curini e termina all’età di 23 nella Castelnovese di Mister Ciffarelli. L’anno successivo ho cominciato a praticare Calcio A 5 (all’età di 24 anni) nel Brescello C A 5 in C1 e non vi nascondo che dopo 2 mesi volevo già smettere. 

E’ iniziato così il mio cammino da “calcettista” e a Brescello dopo vari anni è anche finito dopo mille vicissitudini. Tra le note positive di quegli anni l’interessamento del Bagnolo C 5 che militava in serie B, occasione che mi ha lusingato ma che per problemi lavorativi non ho potuto sfruttare rifiutando l’offerta (con grande rammarico).

Da allenatore invece dopo anni di gavetta come secondo allenatore in campionati nazionali di serie B e A2 con la Flli Bari di Reggio Emilia ho finalmente iniziato il mio percorso da primo allenatore al Baraccaluga. Società fantastica che ha grandi ambizioni sul territorio Piacentino, investendo tempo e risorse per la crescita di questo sport. Punta molto sul settore giovanile e lavora per la crescita di ragazzi che
un domani faranno sicuramente parte di questa squadra da protagonisti. Il Baraccaluga è una società molto attenta e lo staff e gli atleti sono trattati da veri professionisti con attenzioni che molte squadre di campionati nazionali superiori non hanno.

Serafino Muraca

Da giocatore se dovessi scegliere un ruolo nella squadra allenata da te in quale sceglieresti di giocare?

Da giocatore sceglierei sicuramente di fare il pivot nella mia squadra. Proponendo un modulo 3-1 questa figura ricopre un ruolo fondamentale e pieno di responsabilità.
Da giocatore ho sempre giocato da pivot con oltre 250 gol all’attivo in 8 stagioni.

Come imposti il tuo programma di allenamento settimanale?

Ho la fortuna di avere uno staff veramente importante durante gli allenamenti. Facendo
solamente 2 sedute alla settimana da 2 ore, curiamo la parte atletica e di forza al martedì per lasciare al giovedì la parte tecnico tattica.

Il mio staff è composto da:
Matteo Nazzaro: mio stretto collaboratore e co-allenatore
Bottazzi Francesco: preparatore atletico
Morsia Marco: preparatore dei portieri
Spelta Marco: preparare dei portieri
Ad ogni allenamento sono presenti almeno 2 dirigenti a coadiuvare le varie attività.

Quale è stata la partita che più ti ha regalato soddisfazioni nella tua carriera?

Senza dubbio la finale di coppa Italia regionale dell’anno passato dove abbiamo vinto contro il Balça. Nonostante un anno veramente difficile siamo riusciti a centrare questo grande obiettivo approdando poi alla fase nazionale.

Serafino Muraca

Che cosa ti porti nel tuo essere allenatore del corso per il patentino di calcio a 5 che stai svolgendo?

Dal corso che sta per concludersi porto una visione molto diversa di come allenare una squadra, mi spiego meglio. Nel passato dedicavo molto tempo dei miei allenamenti (circa il 25%) alla parte analitica a discapito di quella situazionale. Allenare dei giocatori pensanti sarà l’obiettivo prossimo, mettendo tutti nelle condizioni di leggere, capire, pensare ed eseguire le fasi dinamiche di gioco che cambiano di volta in volta con un avversario in campo che ti contrasta. Preparare esercizi che inducano i ragazzi a delle scelte, rispettando i principi difensivi e offensivi senza schematizzare troppo le giocate.

Dai, prima di concludere l’intervista raccontami un ricordo, una particolarità, un aneddoto della tua vita da calciatore o da allenatore.

Nella mia presentazione ho scritto che dopo 2 mesi di calcio a 5 volevo già smettere di giocarci. Infatti dopo anni di calcio a 11 mi sono ritrovato in una palestra, spazi molto ristretti, un pallone che non rimbalza, sempre sotto pressione, decisioni affrettate ed io che sembravo un pesce fuor d’acqua.
Abituato comunque a giocarmela alla pari contro gli avversari, in quel contesto ero veramente in difficoltà.

Ho sempre vissuto lo sport come una sfida personale cercando di dare sempre il 100% e non potevo arrendermi di certo per il “calcetto”. Ricordo il viaggio di ritorno da una trasferta a Rimini dove perdemmo e la mia prestazione dopo 2 mesi di allenamenti ed impegno era stata gravemente insufficiente. In macchina piangevo dalla rabbia, non riuscivo a capire dove migliorare e cosa inventarmi per farlo. Al martedì andai dal mister e dal capitano che avevano molta più esperienza di me in questo sport e dopo una chiacchierata mi misi a disposizione della squadra, non cercai più la soluzione personale ma quella collettiva e da allora tutto cambiò.

In quella stagione segnai 24 reti e quella dopo ben 53. Mi sentivo finalmente un giocatore di CALCIO A 5.

La pazienza, la dedizione al sacrificio e la voglia di imparare ripagano sempre. La parola successo si trova solamente nel vocabolario prima della parola sudore.

Arrivederci sui campi di gioco.

Serafino Muraca

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