Jurgen Ekkelenkamp:: talento olandese classe 2000

Nel calcio italiano difficilmente siamo abituati a vedere esordire dei ragazzi in partite importanti. L’altra sera nella partita di Champion League, Juventus Aiax, l’allenatore degli olandesi Erik ten Hag ha deciso di far entrare in campo al 75º minuto Jurgen Ekkelenkamp nato il 5 aprile del 2000.

Il ragazzo si è distinto subito per la qualità del suo gioco nonostante prima di questa partita avesse giocato con la prima squadra soltanto 18 minuti.

Dal punto di vista tecnico parliamo di un centrocampista molto strutturato (sfiora il metro e novanta) ma davvero bravo anche con il pallone tra i piedi, non scontato per un atleta così slanciato. La scuola dell’Ajax lo ha affinato anche tatticamente perché, come dice il suo allenatore, è un giocatore in grado di giocare in diverse posizioni. Può infatti giocare da mezzala, da trequartista o anche da regista e quindi interpreta al meglio la filosofia tecnica del club che rappresenta.

Ha dimostrato anche una buona personalità quando in un azione nei minuti di recupero, si fa ammonire per un fallo tattico ai danni di Cristiano Ronaldo che lo aveva superato in una ripartenza a centrocampo.

La politica dell’Aiax è sempre stata quella di inserire giovani calciatori in prima squadra e farli crescere per tenere alto il livello di qualità della squadra. Infatti in questa fase della stagione, ten Hag schiera tre centrocampisti titolari di grande livello (De Jong, Schøne e van de Beek) che sostengono l’azione con corsa, inserimenti e qualità. Solo che è un reparto destinato a sfaldarsi perché questi giocatori sono talenti che saranno venduti presto (per esigenze economiche del club) e allora servirà una nuova iniezione di talento dalle giovanili.

E’ questo il vero motivo per cui l’Aiax ha deciso di far giocare Ekkelenkamp: è una questione di politica societaria e di qualità, è il modello Ajax che si rinnova, si proietta nel presente. E’ così da anni. La strategia del club prevede infatti un continuo ricambio ad alto livello, per salvaguardare i conti del club e alimentare la competitività sportiva attraverso lo sviluppo del talento. Si tratta di un modello circolare che punta a sfruttare, valorizzandole, le generazioni di campioni che fioriscono nel corso degli anni.

L’Aiax quindi punta tutto sul suo settore giovanile. Nelle giovanili dell’Aiax ci sono infatti preparatori ed allenatori di primo livello, molti sono stati anche giocatori della loro corrispettiva nazionale. Il primo criterio di selezione dei ragazzi sembra essere quanto si divertono i ragazzi nel fare ciò che fanno, cioè giocare anche se la selezione è molto alta.

Mentre in Italia i settori giovanili sono molto attenti ad un sacco di regole di comportamento quello che sorprende del settore giovanile dell’Aiax è che è tutto orientato alla normalità. Ci sono regolamenti ma sui punta ad esempio a far vivere ad ogni giocatore la propria vita privata nell’ambiente in cui sono cresciuti. I ragazzi ritornano alle loro case ogni giorno, giocano con i loro amici per le strade, siedono a cena con le loro famiglie e ritornano a scuola il giorno successivo. I giorni d’allenamento sono programmati e gli allenamenti sono sviluppati secondo il criterio di fare le stesse cose molte volte finché non ci sono risultati apprezzabili. In Italia non succede così. E se succede e casuale.

L’idea di fondo nell’allenamento delle giovanili dell’Aiax è di creare un giocatore tecnico, adatto a giocare in ogni situazione o posizione, in base alle necessità della squadra o del frangente di gioco. C’è una forte attenzione sulla tecnica di base e sulla fase di avanzamento della palla. Ci sono anche programmi d’allenamento speciali, basati sul ruolo del giocatore e sulla posizione che ricoprirà in campo, che permette ai giocatori di ridurre il margine tra le giovanili e la Prima Squadra (come avviene nel barcellona ad esempio).

Ogni singolo giocatore del settore giovanile è misurato su un certo numero di aspetti del proprio gioco e gli è richiesto di raggiungere un minimo standard se sceglie di restare nel “sistema”.

Quindi non sorprende che nelle interviste tutti i dirigenti dell’Aiax sappiano quali sono i punti di forza e i punti deboli di Ekkelenkamp:  tecnica, fisicità, progressione palla al piede, senso del gol, passaggi, inserimenti offensivi, capacità balistiche sono tutti punti di forza mentre come punto debole ha che può ulteriormente rafforzarsi fisicamente e velocizzarsi un po’. Difficilmente i nostri tecnici parlano così.

L’Aiax ha infatti sviluppato il modello TIPS: Techique, Insight, Personality, Speed (tecnica, intuizione, personalità e velocità) e la filosofia è “mantenere un gioco riconoscibile, che sia attraente, offensivo, creativo, veloce e leale”.

I dirigenti sono in linea con il programma e i ragazzi spesso si allenano di fianco alla prima squadra che diventa uno stimolo fortissimo per la motivazione di tutti i settori giovanili.

Non ci sono tante cose da aggiungere…Complimenti!!!

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