L’intervista: Marika Bonomo

Marika Bonomo: portiere, classe 2002, (da due anni portiere titolare del PARMA 1913 femminile in Serie C/Eccellenza).

  1. Raccontaci come è nata questa tua passione per il mondo del calcio?

Da papà. Gioca anche lui…lo andavo a vedere giocare e quando mi dava la palla ero contenta.

  • Cos’ha rappresentato per te lo sport e come credi abbia influenzato la tua vita?

MI rende felice. E’ un’occasione per sfogarmi. E’ poi così finisco i sogni di papà. Mio papà è arrivato fino alla serie D e poi per un infortunio ha smesso. Così vedo se riesco a completare la “sua” carriera.

  • Qual è il tuo prossimo obiettivo sportivo e come pensi di raggiungerlo?

Vincere l’attuale campionato con il Parma. E’ abbastanza difficile perché ci sono almeno due o tre squadre più forti di noi…ma ce la metteremo tutta!

  • Quali stimoli trovi ancora per allenarti ogni giorno?

Per me è importante divertirmi e imparare. Se queste condizioni ci sono la fatica non la sento.

  • Faccio un po’ il genitore…come fai con gli studi? Riesci a mantenere un ritmo costante e un buon rendimento a scuola e negli allenamenti?

Ho tre allenamenti a settimana più la partita alla domenica. Nel primo pomeriggio studio e poi alla sera allenamento. Per ora ce la faccio.

  • Ti sei mai sentito/a un modello per gli altri ragazzi/ragazze?

Alleno i bambini del 2011 a Carignano…li obbligo a divertirsi. In questo senso penso di si.

  • Calcio è più divertimento o responsabilità?

Tutti e due. Divertimento perché quando faccio una bella parata provo una bella soddisfazione. Responsabilità tanta perché devo cercare di non prendere goal, comandare la difesa, ecc…quindi devo sempre essere sul pezzo!

  • Hai mai pensato che pretendessero troppo da te?

No o forse si…durante le partite. Il mister mi dice di parlare in campo e di non essere agitata ma un po’ mi sento sotto esame.

  • Quale allenatore o dirigente del tuo passato calcistico ricordi con maggiore affetto?

Si chiama William. E’ stato il mio primo allenatore alla Virtus. Mi voleva strabene…ero la sua “nipotina”, mi ha insegnato tantissimo.

  1. Per che squadra tifi…per un giocatore ha senso parlare di attaccamento ad una maglia?

Tifo Napoli ma seguo il Parma. Per me è importante restare nella stessa squadra per il gruppo ma non è sempre facile.

  1. Quale compagno di squadra con cui hai giocato insieme vorresti sempre in squadra con te?

Francesca Alfieri perché con lei davanti in difesa non temo nulla. Come compagna di squadra poi è fantastica.

  1. Ti piacerebbe, in futuro, diventare un allenatore (o dirigente o arbitro) a livello dilettantistico o giovanile?

MI piacerebbe andare a giocare in nazionale ma anche allenare mi sta piacendo molto.

  1. A chi segue il calcio, ai ragazzi delle curve, così appassionati e a volte così estremi, che cosa ti sente di dire?

Io ho sempre voglia di giocare ma se dovessi andare a vedere una partita con i miei amici non sarei esagerata, urlerei incitando ma senza cattiveria.

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