Primo test: la prima partita da nuovo allenatore

Nel mondo giovanile ci sono tanti tipi di allenatore. C’è chi lo fa perché ha tempo, c’è chi lo fa perché ha bisogno di qualche soldo, c’è chi lo fa perché ha i suoi figli da seguire, c’è chi lo fa perché vuole realizzarsi in un mondo che come calciatore forse non gli ha dato tanto ma per fortuna c’è chi lo fa perché ci crede veramente, perché ha una sana PASSIONE per i giovani e per lo sport in generale.

E’ questa passione a dettare il compito principale del mister e cioè quello di lasciare un segno positivo ai ragazzi che allena. Deve cioè creare quelle condizioni di ambiente, di rapporto e di gestione del calcio che permettano al ragazzo di crescere e di vivere una bella esperienza per due anni circa della sua vita.

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Qualche giorno fa mi è arrivato questo messaggio da un allenatore “appassionato”, bravo tecnicamente e molto attento ai ragazzi che segue. Sono rimasto di stucco.

Conosco bene il valore di questo mister e mi sono molto sorpreso nel ricevere questo messaggio in risposta alla mia richiesta di sapere come era andata la prima partita con il nuovo gruppo.

Al telefono mi ha spiegato bene: un pò troppa pressione sulle partite che stava giocando e aspettative forse non adeguate.  Ma poi ci ha ripensato. Ha avuto bisogno di un “attimo” per rimettersi a posto, per rimettere in file LE COSE IMPORTANTI.

Quando poi infatti ha visto i suoi ragazzi essere contenti e sorridenti (insieme ai genitori per fortuna) per la prestazione disputata nonostante il risultato non positivo si è riconciliato con il mondo e con se stesso.

Ha capito di avere fatto comunque un buon lavoro e che la relazione umana che costruisci con i ragazzi che segui fa la differenza più che mille schemi o sovrapposizioni. Hai sicuramente perso una partita (o un torneo) ma hai messo le basi per ottenere ben altri risultati in futuro. E’ solo una questione di tempo.

M ha fatto però pensare all’importanza della prima partita da allenatore quando si approccia ad un nuovo gruppo di ragazzi e genitori (il calcio giovanile può essere terrificante per il peso delle aspettative dei genitori che pensano a giudicare il lavoro svolto sui loro amati figli o a volte anche la società che pretende risultati particolari in tempi brevissimi).

Ovviamente ognuno di noi sa che vincere non è tutto nel calcio di base (anche se a dirlo è uno che vuole sempre vincere anche a biglie sulla spiaggia con i propri figli) ma è importante non sottovalutare l’aumento di fiducia che la vittoria della tua prima partita può portare ai ragazzi e all’ambiente.

La domanda giusta però non è come faccio a vincere ma come fare per sbagliare il meno possibile?

Non c’è una risposta giusta ma utilizzare fantasia, creatività e pianificazione aiutano molto.

L’importanza di aver pianificato per tempo gli obiettivi educativi, fisici, tecnici e tattici sull’annata in corso e gestire il gruppo in modo che si senta realizzato come squadra magari  anche con un’idea di calcio precisa in testa aiuta a sbagliare i l meno possibile.

Se ci fosse una ricetta precisa saremmo tutti dei campioni ma l’atteggiamento deve essere di tentare di commettere meno errori possibili a riguardo.

Alcuni mister pianificano l’annata ma non lavorano sui ragazzi adeguatamente. Si sente spesso dire da alcuni mister che non hanno una squadra forte. La soluzione che viene adottata a volte è guardarsi intorno tra le altre squadre e trovare il ragazzo forte da prendere in squadra) al posto dei cosiddetti “balordi”

Non cadiamo in questo tranello. quando si vince sono i ragazzi a farlo non il mister (anche se qualcuno crede che sia solo merito suo). La cosa più importante allora da fare da fare per ogni nuovo allenatore è familiarizzare con i giocatori che si hanno a disposizione il prima possibile. Lavorare a stretto contatto con loro come gruppo, identificando i leader naturali, i generosi e i giocatori più volenterosi della squadra.

Sottolineare quanto sia importante ogni ruolo nella squadra e il valore di ogni giocatore. Se riesci è importante parlare ai giocatori individualmente. Questo farà sentire ognuno di loro come un ingranaggio vitale nella squadra e allo stesso tempo ti permetterà di estrarre quante più informazioni potrai avere su di loro come giocatori e come persone.

Questo ti permetterà di pianificare meglio il percorso individuale e capire fino a dove puoi arrivare on quel ragazzo.

Conoscere rapidamente la tua squadra non è facile, ma ne vale davvero la pena. Stabilire un solido rapporto con tutti i ragazzi. Devono fidarsi di te, rispettano la tua autorità ma sapendo che sei accessibile.

Se puoi fare tutto questo prima della prima partita metà della battaglia è stata vinta perché i ragazzi daranno il massimo delle loro possibilità e saranno comunque contenti.

Foto prese dal sito dell’Asd Oasi Giugliano

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Mr. Salvatore Febbraio con i suoi pulcini del 2007

Mr. Nicola Mello con i suoi esordienti del 2005

E’ importante anche avere una società alle spalle costituita da persone con cui ti puoi confrontare (non si riesce a far nulla da soli…chi lo pensa è solo un arrogante).

E’ molto importante avere un progetto societario condiviso e collaborare con gli altri mister a realizzarlo.

La società deve favorire lo scambio di informazioni. E’ per questo che dobbiamo chiedere notizie a chi ha avuto i ragazzi prima di noi, fornirle a chi li erediterà l’anno prossimo e cercare di essere sempre aggiornati sui
metodi e i risultati dei colleghi superando il narcisismo di sentirci i migliori allenatori del mondo.
E soprattutto “utilizziamo” i nostri collaboratori come portatori di uno sguardo esterno e chiediamo loro di dirci con onestà cosa hanno visto di negativo e di
positivo in noi durante l’allenamento o la partita: quando secondo loro abbiamo sbagliato, quando la nostra comunicazione non è giunta ai ragazzi, quando
abbiamo invece ottenuto ciò che abbiamo chiesto.

Premiamo i giocatori sul merito (presenze, impegno, tecnica, personalità, ecc.) e creiamo un ambiente di squadra dove i giocatori non abbiano paura di sbagliare.

Allora si che ala prima partita in un nuovo gruppo affronteremo il test al meglio…sbagliando il meno possibile. Per il resto… la palla è rotonda!

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