Il 6vs6 del Cholo Simeone

Ho iniziato ad appassionarmi al calcio verso la fine degli anni Novanta.  Era forse il periodo di massimo splendore per il calcio italiano, e se dovessi mettermi a citare i giocatori che ho visto dal vivo al Tardini di Parma potrei cadere in una rapidissima depressione nostalgica.

Proprio in quegli anni cominciavo anche la mia “carriera”da calciatore; per anni ho giocato con passione in mezzo al campo, per cui ogni domenica era batticuore pure ad osservare i miei due idoli Dino Baggio e Boghossian.

C’era un altro personaggio che dai tempi dell’inter mi aveva sempre incuriosito per il suo essere sanguigno, ma allo stesso tempo per il grande cervello che sempre mostrava: Diego PABLO Simeone, come recitava la figurina Panini, quello che anche i più giovani conoscono come il Cholo.

Il vero e proprio amore verso di lui fu consacrato però nell’anno 2000, quando il Cholo, giocatore passato alla Lazio, con un gol che ancora mi mette i brividi andò a rubare ai miei grandi “nemici” juventini lo scudetto di quell’anno…proprio a casa loro!

Da qualche anno ormai si è ritagliato il posto fisso nella lista dei migliori tecnici in circolazione e, pur non essendo come spettatore proprio innamorato del suo calcio, da allenatore voglioso di apprendere posso invece dire che l’ordine che la sua squadra trasmette è, in gergo, TANTA ROBA. 

 

Vi allego adesso il video di un esercizio, un 6 vs 6,  che un mio amico mi mostrò qualche anno fa e che per me ha significato tanto in quanto allenatore.

In campo si contrappongono due linee a 4, con l’obiettivo di servire, velocizzando il più possibile la manovra, le due punte sotto porta. La linea che difende dovrà essere brava a posizionarsi in uscita  (attenzione massima alle diagonali!!) e a chiudere la luce alle punte, che dovranno essere veloci e brave a cercare lo spazio giusto.

Le varianti sono infinite….basta armarsi di fantasia!!   L’ho utilizzato in tutte le salse, ogni volta con una piccola diversità.

Inizialmente curavo un obiettivo per volta singolarmente, che fosse l’uscita della linea a 4 (difesa o centrocampisti) sul pallone, la circolazione rapida curando la postura nella ricezione,  la ricerca della luce della punta con la verticalizzazione ad essa, prima a palla bassa, poi alta per allenare l’abilità (e la postura!!) del difensore nello scappare ecc ecc.  Interessante fu anche l’inserimento della possibilità di 1 vs 1 frontale per andare in gol una volta vinto il duello.

Chiaramente la pazienza è stata fondamentale, ma già alla fine del primo anno di Giovanissimi B vedevo che i ragazzi riuscivano ad inserire in maniera automatica tutti gli obiettivi singoli dei mesi precedenti e a far diventare tutto, con le giustissime proporzioni, un “modello Atletico Madrid” divertente da vedere e soprattutto da FARE!

Allego il video a cui, ripeto, sono molto affezionato.

https://www.youtube.com/watch?v=pNNTqISURbw

 

La teoria dei quadrati

Ho sempre trovato utile la teoria dei quadrati per insegnare ai ragazzi le corrette posizioni in campo. La parte più semplice è suddividere il campo in diversi quadrati ognuno dello stesso colore. La parte più difficile è farli entrare nella testa dei giocatori.

 

Ovviamente non potremo avere sempre tutto il campo a disposizione per l’allenamento ma se, a seconda delle situazioni ci ricordiamo di delimitare il campo per reparti, questa suddivisione man mano entrerà nella testa dei ragazzi.

Qualunque tipo di esercizio situazionale va bene purché abbiamo come obiettivo di lavorare sulle posizioni in campo. Possesso palla, affondo, uno due…a seconda del reparto che avrò a disposizione mi focalizzerò sulla tecnica o sulla tattica. Richiamando anche la posizione in campo. E’ come fare i palleggi ad inizio allenamento..quei 5 minuti tutti gli allenamenti a fine stagione cubano diverse ore e la tecnica viene sicuramente arricchita dal continuo esercizio.

Dare dei riferimenti ai ragazzi è importante perché specialmente i giocatori più generosi fisicamente tendono in partita ad andare a coprire o attaccare anche zone che non gli competono. Con questo metodo anche in partita si potranno poi chiamare le varie zone (quadrato interno, quadrato esterno per richiamare posizioni provate in allenamento) e aiutare i giocatori ad essere più ordinati.  Ogni reparto avrà dei propri quadrati da occupare e tutti insieme occuperanno l’intero campo di gioco.

A seconda delle annate che alleniamo potremo cominciare ad insegnare gli interscambi chiedendo ai giocatori di occupare il quadrato di un compagno o di liberare un quadrato per un inserimento.

Qualche esempio partendo dalla difesa.  Gli esercizi che possiamo proporre devono tenere presente delle dimensioni dei quadrati. Se i quadrati in difesa sono molto alti i movimenti che richiediamo ai difensori saranno rivolti ad avere una difesa molto alta in partita  mentre se li facciamo molto larghi sarà perchè vogliamo che il difensore esca in laterale e voglia richiamare i il centrocampista basso oppure  intervenire con lancio lungo dopo aver conquistato la fascia laterale.

Il concetto di ampiezza e quindi di stringere o di allargarsi a seconda di come si corre verso la  porta o come si sale verso il centrocampo diventerà più semplice perchè i ragazzi hanno dei riferimenti precisi nei vertici dei quadrati.

In questo primo articolo non svolgeremo gli esercizi specifici ma a mio avviso per insegnare a dei ragazzi ad esempio a chi gioca in difesa il concetto di copertura o di difesa della porta o di dagonale difensiva diventa pià facile se si utilizza anche lo stimolo visivo dei quadrati.

Anche ne gioco che parte dal basso in situazione di possesso palla i concetti di ampiezza, di controllo orientato e di marcatura preventiva verranno agevolati dalla consapevolezza dell zone delimitate dai rispettivi quadrati che dovranno essere occupati.

I ragazzi in genere divertendosi  dopo un po di esercizi riusciranno a fare i movimenti ritenuti più appropriati anche senza i quadrati segnati in campo perché avranno assimilato i riferimenti visivi immaginandoli  nelle loro menti.

Smarcamento, taglio, conclusione

Durante questa stagione che sta volgendo al termine, ho avuto numerosissime occasioni di riflessione con il collega Paolo sull’andamento della squadra.

Un’annata in cui i risultati non sono stati brillanti, ci ha portati a dover analizzare ripetutamente varie cose negative, piuttosto che ripartire dalle positive.

Tra le varie difficoltà manifestate dai nostri ragazzi, soprattutto nell’ultimo periodo, c’è stata una grossa difficoltà globale nello smarcamento che ci ha fatti risultare spesso prevedibili, statici  ed incapaci di costruire qualcosa.

Oltre a questo, abbiamo rilevato nell’ultimo mese e mezzo anche una grande lentezza  nel taglio degli attaccanti e di conseguenza nell’arrivare a concludere.

A tal proposito allego una esercitazione piuttosto semplice, ma che garantisce intensità, pensiero e soprattutto è liberamente proponibile in infinite varianti, comprese quelle del proprio modulo di gioco.

L’anno passato l’ho proposta in tante varianti  con ottimi risultati, quest’anno abbiamo usato esercitazioni diverse, a volte più statiche, e forse, col senno di poi, poteva tornare utile nei momenti di “standby” : il lavoro richiesto ai ragazzi, mentale e fisico, è comunque alto.

L’inserimento della conclusione garantisce quella fetta di divertimento che permette di prolungare l’esercitazione senza perdere la loro attenzione.

Dopo varie volte, i ragazzi avranno migliorato la concezione di tempo e spazio e soprattutto autonomamente arriveranno a proporre sviluppi sempre più complessi e vicini a situazioni della partita.

 

Ecco il video:

Situazioni di gioco per la tattica individuale 1 vs 1

Nella categoria esordienti gli esercizi 1 vs 1 sono sempre da inserire in ogni allenamento. Sotto una ipotesi di 1 vs 1 con transizioni fatta da Stefano Bellinzaghi quando allenava gli esordienti 2003 dell’inter.

Personalmente nei tempi morti in allenamento tra un esercizio e l’altro speso inserisco delle piccole competizioni di 1 vs 1.

L’analista calcistico visto da Assoanalisti

 

L’analista calcistico, figura ancora pionieristica nel calcio italiano, ma molto diffusa in altre discipline sportive , come il basket, anche nel nostro Paese è oggetto di un processo di repentina evoluzione.

La letteratura anglosassone, infatti, sin dagli anni 50 riporta studi quali-quantitativi applicati al gioco del calcio, volti alla creazione di modelli previsionali e di analisi della prestazione agonistica. Uno dei pionieri della materia fu senza ombra di dubbio Charles Reep che, grazie al suo iter giovanile di formazione come contabile amministrativo, applicò modelli derivanti da discipline statistico-matematiche allo studio del gioco del calcio, al fine di individuare le variabili prestazionali e ambientali che maggiormente influivano sul risultato di un match.

Negli anni a seguire la Performance Analysis ha riscosso sempre più successo nei paesi anglofoni, fino a diffondersi, nell’ultimo trentennio in tutti i maggiori sistemi calcistici del Vecchio Continente, parallelamente alla possibilità di accedere a buon mercato a computer e calcolatori sempre più potenti e a percorsi di formazione sempre più mirati a soddisfare i bisogni di conoscenza della nuova figura professionale emergente.

Purtroppo allo stato attuale bisogna registrare un gap rilevante in termini di diffusione e dunque di dignità professionale autonoma, rispetto al resto dello staff tecnico, da parte dell’analista calcistico, figura spesso ricoperta da allenatori o preparatori atletici, che si limitano nella maggior parte dei casi a visionare qualche filmato o a cercare qualche dato statistico su questa o quella squadra, attraverso internet o tramite report d’agenzia, che raramente rielaborano autonomamente, senza l’utilizzo di una metodologia scientifica, poiché manca spesso un livello adeguato di competenza che non sia strettamente tecnico-tattica.

L’Assoanalisti nasce dunque proprio per colmare questo gap: sviluppare e riunire i nuovi analisti calcistici italiani, professionisti altamente specializzati interdisciplinarmente, secondo i comuni standard internazionali.