Possesso palla

Negli ultimi anni , grazie alla scuola calcio del Barcellona si è parlato molto di possesso palla, a volte anche in maniera esasperata. Personalmente punto molto sul possesso palla finalizzato al tiro in porta. Mi piacciono le partite dove la mia squadra tira verso la porta avversaria più di dieci – quindici volte soprattutto dopo azioni corali.

Mantenere il possesso della palla significa che il tuo avversario corre di più e ha meno possibilità di segnare goal mentre la tua squadra ha la possibilità di creare opportunità di attacco concreto.

Lo scopo è quindi migliorare la consapevolezza sulla palla e sui passaggi in modo da evitare la pressione dell’avversario e poter impostare il proprio gioco.

E’ importante che specialmente con le annate più piccole non tronchiamo la voglia dei ragazzi di dribblare o di attaccare la porta dell’avversario in ogni occasione. Dobbiamo però fargli capire che quando il portatore ha di fronte un “muro” di avversari è necessario essere pazienti e attendere lo spazio e il tempo giusto per attaccare facendo girare la palla tra i compagni.

Per iniziare l’attaccante (giocatore verde) passa a un difensore largo e corre in pressione, il difensore si allontana dalla pressione e passa all’altro difensore. I difensori continuano a passare finché l’altro attaccante sull’ala opposta non riceve la palla. Ci si ricompone e poi si ricomincia dalla parte in cui si è fermata la palla.

Dopo aver preso coscienza del campo soprattutto in larghezza facciamo una partitella 7 conto 7 (l’importante è che la squadra che difende abbia un difensore in meno rispetto alla squadra che attacca) .

Ogni squadra attacca la zona avversaria mentre difende la propria. I giocatori devono portare la palla nella zona dietro la squadra avversaria. Quando è in possesso palla, la squadra deve costantemente tenere la palla in movimento per stancare gli avversari e creare un’opportunità per attaccare soprattutto sulle ali.

Per poter far capire meglio alla squadra e migliorare gli spazi e i tempi per gestire la palla si possono introdurre alcune regole tipo ridurre il numero di tocchi per il giocatore in possesso oppure favorire una delle due squadre con calci di punizione vicino alla meta dopo il terzo errore di possesso.

Il 6vs6 del Cholo Simeone

Ho iniziato ad appassionarmi al calcio verso la fine degli anni Novanta.  Era forse il periodo di massimo splendore per il calcio italiano, e se dovessi mettermi a citare i giocatori che ho visto dal vivo al Tardini di Parma potrei cadere in una rapidissima depressione nostalgica.

Proprio in quegli anni cominciavo anche la mia “carriera”da calciatore; per anni ho giocato con passione in mezzo al campo, per cui ogni domenica era batticuore pure ad osservare i miei due idoli Dino Baggio e Boghossian.

C’era un altro personaggio che dai tempi dell’inter mi aveva sempre incuriosito per il suo essere sanguigno, ma allo stesso tempo per il grande cervello che sempre mostrava: Diego PABLO Simeone, come recitava la figurina Panini, quello che anche i più giovani conoscono come il Cholo.

Il vero e proprio amore verso di lui fu consacrato però nell’anno 2000, quando il Cholo, giocatore passato alla Lazio, con un gol che ancora mi mette i brividi andò a rubare ai miei grandi “nemici” juventini lo scudetto di quell’anno…proprio a casa loro!

Da qualche anno ormai si è ritagliato il posto fisso nella lista dei migliori tecnici in circolazione e, pur non essendo come spettatore proprio innamorato del suo calcio, da allenatore voglioso di apprendere posso invece dire che l’ordine che la sua squadra trasmette è, in gergo, TANTA ROBA. 

 

Vi allego adesso il video di un esercizio, un 6 vs 6,  che un mio amico mi mostrò qualche anno fa e che per me ha significato tanto in quanto allenatore.

In campo si contrappongono due linee a 4, con l’obiettivo di servire, velocizzando il più possibile la manovra, le due punte sotto porta. La linea che difende dovrà essere brava a posizionarsi in uscita  (attenzione massima alle diagonali!!) e a chiudere la luce alle punte, che dovranno essere veloci e brave a cercare lo spazio giusto.

Le varianti sono infinite….basta armarsi di fantasia!!   L’ho utilizzato in tutte le salse, ogni volta con una piccola diversità.

Inizialmente curavo un obiettivo per volta singolarmente, che fosse l’uscita della linea a 4 (difesa o centrocampisti) sul pallone, la circolazione rapida curando la postura nella ricezione,  la ricerca della luce della punta con la verticalizzazione ad essa, prima a palla bassa, poi alta per allenare l’abilità (e la postura!!) del difensore nello scappare ecc ecc.  Interessante fu anche l’inserimento della possibilità di 1 vs 1 frontale per andare in gol una volta vinto il duello.

Chiaramente la pazienza è stata fondamentale, ma già alla fine del primo anno di Giovanissimi B vedevo che i ragazzi riuscivano ad inserire in maniera automatica tutti gli obiettivi singoli dei mesi precedenti e a far diventare tutto, con le giustissime proporzioni, un “modello Atletico Madrid” divertente da vedere e soprattutto da FARE!

Allego il video a cui, ripeto, sono molto affezionato.

https://www.youtube.com/watch?v=pNNTqISURbw

 

Uscita dal pressing

Quando giochiamo contro squadre che partono forte e ci “schiacciano” nella nostra difesa la qualità con cui si effettua l’uscita dal pressing diventa fondamentale.

La precisione del passaggio, il guadagnare campo sia in ampiezza che in profondità e il continuo movimento dei giocatori va allenato continuamente durante l’anno.

Uscita dal pressing

 

In questo esercizio la squadra blu comincia il gioco dal portiere e inizialmente con l’aiuto del centrocampista gioca un 4 contro 3 quando i tre attaccanti rossi entrano in campo a pressare.

Nell’esercizio bisogna far capire ai ragazzi prima come muoversi con pressione avversaria bassa e poi aumentando la pressione finno a giocare in inferiorità numerica (4 contro 6).

Quindi finché l’avversario non si farà avanti  (bassa pressione) la squadra  blu giocherà in profondità e tenterà con uno due o cambio gioco di sfruttare la superiorità per andare a goal nelle due porticine.

Man mano che aumenteranno gli attaccanti (pressione alta) viene richiesta ampiezza e e singola protezione della palla a favorire il movimento del compagno a cui appoggiare la palla. Il giro palla deve essere continuo con tiro dalla distanza cercando di centrare le due porticine.

Importane far partecipare al gioco anche il portiere.

Chi svolge il ruolo dell’attaccante deve cercare di bloccare il passaggio o il tiro nelle due porticine e ripartire velocemente verso la porta avversaria.