Movimenti del difensore

L’allenamento di oggi prevede di lavorare sui movimenti del difensore gestendo la velocità, la posizione e la distanza corretta dei giocatori in modo progressivo. Nel primo esercizio un difensore al centro gestisce gli uno contro uno all’interno del quadrato con gli altri giocatori che uno alla volta tentano di passare dalla parte opposta alla loro. In questo esercizio lasciamo libertà ai giocatori di intervenire come vogliono nell’uno contro uno. Il quadrato non deve essere molto grande e  il ritmo abbastanza intenso.

Movimenti del difensore

Se il giocatore difensivo conquista la palla diventa un attaccante mentre chi ha perso la palla diventa un difensore, Se l’attaccante invece perde la palla ma il difensore non la riconquista l’attaccante NON diventa un difensore. Dopo qualche minuto chiamiamo il cambio giocatore se un ragazzo resta troppo al centro.

Movimenti del difensore


Nel secondo esercizio lavoriamo su un 3 contro 2 con finalizzazione sottolineando i movimenti dei difensori per coprire anche l’eventuale inserimento nello spazio libero del terzo attaccante. Richiamare il fatto che i due difensori devono parlare tra loro e capire come occupare lo spazio e chi attacca la palla,

Nel lavorare sul difensore e sui suoi movimenti dovremo sottolineare ai ragazzi come elaborare la decisione di intervenire o di temporeggiare. Lo stato mentale del difensore (anche quello più aggressivo) deve essere di pazienza. Essere eccessivamente aggressivi o impazienti non sono buone qualità per un difensore che invece deve chiudere la distanza ed essere pronto a cambiare direzione rispetto al movimento dell’attaccante. Deve concedere all’attaccante l’opzione più difficile o, se preferite, impedirgli la soluzione in cui l’attaccante si sente più a suo agio.

Il difensore quindi deve capire se l’attaccante è destro o sinistro e concentrarsi per portarlo in una direzione che copre la parte più interna dell’area (portarlo fuori quindi dalla linea di porta) nella più classica delle diagonali. Se i movimenti dei difensori sono fatti bene anche in un 4 contro 2 diventa difficile segnare!

Movimenti del difensore

Anche nel terzo esercizio dove si gioca un 4 contro 6 è necessario sottolineare sempre di arrivare in tempo sulla giocata avversaria (sapere chi deve uscire nei quattro difesa) e tenere la giusta distanza per portare l’attaccante in una direzione esterna alla porta. Contenere il gioco ma mantenere sempre la pressione sulla palla per approfittare dei possibili sbagli dell’attaccante.

Nella partitella finale poi porre dei vincoli facendo giocare la difesa a due giocatori poi a tre poi a quattro abituando sempre i giocatori a parlare e a mettersi d’accordo sul da farsi a seconda delle giocate avversarie.


Temporeggiamento e possesso palla

Semplice esercizio per far capire ai ragazzi come gestire una difesa in inferiorità numerica. I difensori chiamati a proteggere la loro zona di campo devono applicare delle tattiche di temporeggiamento finché non riescono a ristabilire almeno la parità numerica.

La squadra arancione è in possesso palla con l’obiettivo di portare la palla oltre la meta della squadra blu che difende con tre giocatori. L’obiettivo principale dei blu ovviamente è temporeggiare ed occupare la giusta posizione per impedire ai rossi di raggiungere la meta. Ogni 5 secondi un giocatore blu entra in campo ad aiutare i propri compagni.

Per la squadra in possesso palla l’obiettivo principale è la verticalizzazione e l’andare a meta nel più breve tempo possibile.

E’ importante sottolineare come nel corso di una partita il ragazzo deve muoversi e correre tenendo sotto controllo diversi riferimenti (compagni, avversari ma soprattutto la palla).

In fase difensiva è determinante perché l’attaccante utilizza delle finte, con il preciso obiettivo di indurre il difensore ad un errore di posizionamento del corpo: cercando di sbilanciarlo o sorprenderlo su un lato.

Il difensore deve essere bravo a leggere la palla e non i movimenti di chi la conduce, Altro aspetto importante è la corsa che il difensore deve avere. Il difensore infatti non deve mai affrontare frontalmente lì’avversario ma con un posizionamento a trequarti facendo perno sul piede più lontano dalla palla, mantenendo il baricentro basso e orientando le spalle nella direzione della palla.

Molto importante è sottolineare anche la gestione del baricentro nei ragazzi perchè se viene mantenuto basso soprattutto durante la rotazione il difensore svilupperà maggiore reattività re maggiore forza.

Organizzare una buona difesa

Quando si parla di buona difesa nel calcio che conta salta sempre fuori il nome di Diego Simeone. L’Atletico Madrid infatti si è organizzato da anni in un gioco con due linee da 4  (4-4-2) con la squadra sempre molto corta in modo da difendere coprendo tutte le zone del campo senza lasciare spazi agli avversari e per poter lanciare il contropiede veloce ogni volta che gli attaccanti avversari perdono la palla. 

Per piacere di cronaca ricordo che Simeone è approdato all’Atletico Madrid nel 2011 e con questo sistema di gioco da allora ha vinto 2 Uefa europa League, 1 supercoppa Uefa, 1 campionato spagnolo, 1 coppa di spagna e 1 supercoppa di Spagna senza contare tanti altri importanti piazzamenti come la finale di Champions League di qualche anno fa (2014).

buona  difesa

Organizzare una buona difesa è un lavoro lungo e fatto di tanti aspetti. Iniziamo oggi con questo esercizio dove sottolineamo la gestione di una difesa organizzata con pressione sul portatore di palla.

Si inizia con il portiere della squadra in attacco che gioca con un compagno di squadra.
La squadra in difesa deve essere tutta nella propria metà nei rispettivi quadrati. Se un giocatore lascia un quadrato, un altro difensore può quindi ruotare ed entrare in quel quadrato lasciando il proprio.

La squadra che attacca può tirare in porta solo dopo centrocampo e dopo aver effettuato almeno tre passaggi mentre la squadra in difesa effettua pressione sul portatore e tenta di riconquistare la palla.

Se i difensori vincono la palla contrattaccano e possono segnare tirando in porta con il vincolo di farlo in tre passaggi.

Nell’esempio abbiamo diviso i ragazzi in due squadre di sei giocatori lavorando su una difesa a 3 ma nulla vieta di applicare la divisione in quadrati per permettere di poter lavorare anche su una difesa a 4 o a 5. L’importante visto che l’obiettivo è far ragionare i ragazzi una difesa organizzata che pressa sul portatore è che la difesa sia numericamente maggiore dell’attacco e che il campo di difesa sia diviso in quadrati di riferimento.

Ricapitolando la squadra attaccante può tirare in porta solo dalla metà campo in poi dopo aver effettuato almeno tre passaggi. Se la squadra in difesa vince la palla, contrattacca rapidamente e deve segnare entro tre passaggi.

Importante sottolineare che i difensori devono utilizzare la linea di metà campo come primo punto di pressione, ma le aree chiave che i difensori devono proteggere sono quegli spazi immediatamente davanti e dietro ai compagni di squadra. Importante che siano loro a prendere la decisione su quando affrontare l’avversario o su quando scendere in profondità.

buona  difesa

3 contro 2

Esercizio semplice per allenare le posizioni di difesa e l’ampiezza del campo per gli attaccanti sfruttando situazioni di gioco di 3 contro 2.


Il giocatore della squadra rossa passa al giocatore blu della prima fila che riceve la palla e tenta di fare goal con l’aiuto degli altri due attaccanti (blu)
Intanto il giocatore rosso che ha passato la palla segue il suo passaggio e diventa un difensore che impedisce un tiro in porta con l’aiuto di un altro difensore (rosso) creando quindi una situazione di 3 contro 2.
L’esercizio finisce quando si fa goal o se la palla esce o se i difensori riconquistando la palla e vanno a portarla oltre la meta (la linea del campo dove sono disposti i 3 gruppi di attaccanti). Dopodiché si riparte con un altro 3 contro 2 ruotando in senso orario i giocatori che hanno già fatto l’esercizio nei gruppi di fianco.

Questo semplice esercizio ci permette di lavorare su più possibilità. Ad esempio se vediamo che qualcuno dei ragazzi è in difficoltà sia in attacco che in difesa possiamo decidere di giocare un 2 contro 2 o un 2 contro 1 (al posto del 3 contro 2).

Per garantire l’ampiezza di campo e il giropalla si può definire che gli attaccanti debbano fare due o tre passaggi obbligatori prima di segnare.

Riprendendo l’esercizio sul pallonetto pubblicato questo lunedì possiamo obbligare la squadra attaccanti a fare almeno un pallonetto prima del tiro oppure definire un limite di tempo per gli attaccanti di segnare.

Personalmente è un esercizio che faccio fare per “ripassare” situazioni nate in partita tentando di sottolineare i concetti di comunicazione visiva e verbale tra i ragazzi sia in fase difensiva che di attacco, riprendere i concetti di temporeggiamento difensivo e di gestione degli spazi per gli attaccanti sempre puntando ad alimentare una mentalità aggressiva ma positiva.

Contropiede perfetto : Belgio 3 Giappone 2

Una delle partite sicuramente più coinvolgenti di questo mondiale fino all’ultimo quando il Belgio ha attuato il contropiede perfetto e in quei drammatici secondi finali è passato da una parte all’altra del campo in un batter d’occhio per segnare il goal che ha completato la rimonta e ha spezzato il cuore del Giappone.

Contropiede perfetto

Area del Belgio, calcio d’angolo per il Giappone, palla a Courtois che lancia  De Bruyne che corre per almeno 60 metri seguito da altri giocatori del Belgio. De Bruyne ha scelto il momento giusto per passare sulla fascia destra a Meunier che prontamente crossa rasoterra in mezzo allì’area. Velo di Lukaku e goal di Chadli chedi sinistro insacca il 3 a 2.

Che momento. Che inversione di tendenza.

Mi dispiace molto per io giapponesi che stavano impersonando l’ennesima favola calcistica ma da buon mister il contropiede del Belgio mi ha fatto luccicare gli occhi…come provarlo in allenamento con i ragazzi?

 

E’ necessario fare un riscaldamento adeguato e puntare l’attenzione sul fatto che questo tipo di esercizio non si risolve con un’azione individuale che però è fondamentale nel cercare il primo sprint per guadagnare profondità. Importante anche che tutti siano reattivi e che mantengano la posizione per sfruttare adeguatamente l’errore avversario.

A centrocampo in un quadrato di 10 per 10 metri superiorità numerica con un 4 contro 2. Giocano un possesso palla a due tocchi (per i più grandi ad un tocco).
Dopo 5 passaggi possono passare la palla al proprio compagno che fa da boa sulla linea di fondo oppure segnare direttamente nelle porticine.

I giocatori rossi devono cercare di recuperare la palla all’interno del quadrato oppure di fermare il passaggio alla boa o intercettare il tiro alle porticine.

Se un giocatore blu segna, la sua squadra mantiene il possesso; in caso contrario, i rossi  iniziano un contropiede rapido in superiorità. il goal della squadra rossa è valido se tutti i giocatori sono oltre il quadrato verso la porta avversaria.

Possesso palla, precisione sui passaggi, pensiero rapido, corsa e posizione. Ci sono molti punti su cui mettere l’attenzione anche se in questa esercizio predomina la reattività.

Riscaldamento Inghilterra prima del mondiale

Un video sul riscaldamento Inghilterra prima del mondiale. I giocatori fanno una partitella con l’obiettivo di fare goal in piccole porticine o in porte normali con giocatori sponda ai margini del campo. Poi giocano schierati in un campo piccolo per continuare con cross a favore di tre attaccanti e finire con partitella sempre in campo piccolo.

Il campo piccolo favorisce il tiro in porta di entrambe le squadre creando opportunità di vari goal e quindi di divertimento per i giocatori. Già dalla prima partitella di riscaldamento ad un tocco viene favorita la visione laterale con movimenti, gioco di sponda  e tiro nelle porticine ai lati del campo. 

 

Riscaldamento complicato da adottare con i ragazzi ma che si può semplificare riducendo il numero di giocatori e creando in campo un 2 contro 2 con sponde dislocate solo nella metà campo di attacco in modo da creare superiorità attacco contro difesa. La squadra in difesa dovrà lavorare duramente per bloccare le croci che si vengono a creare. Dopo che i ragazzi hanno capito il meccanismo introdurre il tocco di prima per inserire altre variabili di valutazione come movimento, posizione, precisione, ecc.

 

MI piace sempre molto invece la partita a campo piccolo con i reparti schierati in ampiezza perché favorisce la visione di gioco e permette comunque di andare a tirare in porta molto.

Riscaldamento finisce con cross che permettono a tre giocatori di coprire l’area e di affinare il tiro in porta di testa o di piede a seconda delle situazioni.

I mondiali sono un’ottima occasione di vedere all’opera strategie e tecniche di giocatori famosi che possono stimolare oltremodo i nostri ragazzi. Ovvimente gli allenamenti vanno semplificati ed adeguati ai ragazzi ma offrono spunti sempre molto interessanti.

Difesa attiva

Lavorare sulla difesa attiva significa sviluppare giochi che permettono la cooperazione dei reparti per obiettivi comuni.

Questo gioco si concentra sul modo migliore in cui i difensori possono affrontare una palla che viene giocata nello spazio dietro di loro.

Posizionare sul campo 3 squadre di quattro giocatori ciascuna  (portieri sono opzionali).

La squadra nera si difende dalla squadra rossa. Un giocatore della squadra blu gioca la palla sopra le teste della squadra rossa (il portiere, se presente, rimane nell’area) I giocatori dovrebbero reagire non appena viene giocata la palla.

Se la squadra nera può controllare la palla comincia a giocare con la squadra squadre blu e se oltrepassa la linea di metà campo, segna un punto. Se la squadra rossa vince il possesso, può attaccare la porta e fare goal.

L’inizio del gioco deve avvenire sempre a metà campo. A rotazione si girano le 3 squadre. E’ importante che la palla venga giocata sempre in velocità e che si richiami a corsa di recupero di ogni giocatore per fornire supporto e copertura con relativa comunicazione. Se c’è il portiere sul passaggio è meglio se gioca di prima.

Se i difensori sono più vicini agli attaccanti il gioco diventa più difficile.

La teoria dei quadrati

Ho sempre trovato utile la teoria dei quadrati per insegnare ai ragazzi le corrette posizioni in campo. La parte più semplice è suddividere il campo in diversi quadrati ognuno dello stesso colore. La parte più difficile è farli entrare nella testa dei giocatori.

 

Ovviamente non potremo avere sempre tutto il campo a disposizione per l’allenamento ma se, a seconda delle situazioni ci ricordiamo di delimitare il campo per reparti, questa suddivisione man mano entrerà nella testa dei ragazzi.

Qualunque tipo di esercizio situazionale va bene purché abbiamo come obiettivo di lavorare sulle posizioni in campo. Possesso palla, affondo, uno due…a seconda del reparto che avrò a disposizione mi focalizzerò sulla tecnica o sulla tattica. Richiamando anche la posizione in campo. E’ come fare i palleggi ad inizio allenamento..quei 5 minuti tutti gli allenamenti a fine stagione cubano diverse ore e la tecnica viene sicuramente arricchita dal continuo esercizio.

Dare dei riferimenti ai ragazzi è importante perché specialmente i giocatori più generosi fisicamente tendono in partita ad andare a coprire o attaccare anche zone che non gli competono. Con questo metodo anche in partita si potranno poi chiamare le varie zone (quadrato interno, quadrato esterno per richiamare posizioni provate in allenamento) e aiutare i giocatori ad essere più ordinati.  Ogni reparto avrà dei propri quadrati da occupare e tutti insieme occuperanno l’intero campo di gioco.

A seconda delle annate che alleniamo potremo cominciare ad insegnare gli interscambi chiedendo ai giocatori di occupare il quadrato di un compagno o di liberare un quadrato per un inserimento.

Qualche esempio partendo dalla difesa.  Gli esercizi che possiamo proporre devono tenere presente delle dimensioni dei quadrati. Se i quadrati in difesa sono molto alti i movimenti che richiediamo ai difensori saranno rivolti ad avere una difesa molto alta in partita  mentre se li facciamo molto larghi sarà perchè vogliamo che il difensore esca in laterale e voglia richiamare i il centrocampista basso oppure  intervenire con lancio lungo dopo aver conquistato la fascia laterale.

Il concetto di ampiezza e quindi di stringere o di allargarsi a seconda di come si corre verso la  porta o come si sale verso il centrocampo diventerà più semplice perchè i ragazzi hanno dei riferimenti precisi nei vertici dei quadrati.

In questo primo articolo non svolgeremo gli esercizi specifici ma a mio avviso per insegnare a dei ragazzi ad esempio a chi gioca in difesa il concetto di copertura o di difesa della porta o di dagonale difensiva diventa pià facile se si utilizza anche lo stimolo visivo dei quadrati.

Anche ne gioco che parte dal basso in situazione di possesso palla i concetti di ampiezza, di controllo orientato e di marcatura preventiva verranno agevolati dalla consapevolezza dell zone delimitate dai rispettivi quadrati che dovranno essere occupati.

I ragazzi in genere divertendosi  dopo un po di esercizi riusciranno a fare i movimenti ritenuti più appropriati anche senza i quadrati segnati in campo perché avranno assimilato i riferimenti visivi immaginandoli  nelle loro menti.