TESI UEFA PRO – Maurizio Sarri “La preparazione settimanale della partita”

Tante volte a noi allenatori sarà capitato di fantasticare sul mondo delle squadre di Serie A, o comunque del professionismo, cercando di immaginare anche i più minimi dettagli sulla vita di spogliatoio a quei livelli. 

Girovagando su internet in cerca di spunti nuovi, mi sono imbattuto in una tesina dal titolo molto interessante: “la preparazione settimanale della partita”.

La tematica è sicuramente una tra quelle che hanno occupato le più importanti riflessioni nella mia testa… e penso in quella di molti.

Sono inimmaginabili tutte le volte che mi son trovato a chiedermi “io divido tutto il lavoro in 2 o 3 allenamenti, chissà come sarà dividerlo in una settimana”.

Casualmente quando ho trovato questo link, stavo giusto iniziando ad organizzare il lavoro con la mia prossima squadra di pulcini, con cui farò solamente due allenamenti. Questo ha ulteriormente aumentato la mia curiosità!

Subito non mi accorsi dell’autore della tesina, scorrendo velocemente le pagine del pdf per la prima panoramica generale.  Ma con maggiore attenzione, mi accorsi che l’autore era un certo Maurizio Sarri, oggi allenatore della Juventus. 

La tesina risale alla stagione 2006-2007, quella in cui  Sarri subentrò all’esonerato Antonio Conte sulla panchina dell’Arezzo.  Questo aumenta il romanticismo del testo, perchè rappresentava il periodo della gavetta di uno degli allenatori più famosi dei nostri giorni. Sicuramente dall’Arezzo al Chelsea o alla Juventus e a distanza di 12 anni,  qualcosa sarà cambiato. Ma è comunque una lettura molto interessante e rende bene l’idea del mondo del lavoro di un allenatore professionista.

Ecco il link; buona lettura!

 

Movimenti del difensore

L’allenamento di oggi prevede di lavorare sui movimenti del difensore gestendo la velocità, la posizione e la distanza corretta dei giocatori in modo progressivo. Nel primo esercizio un difensore al centro gestisce gli uno contro uno all’interno del quadrato con gli altri giocatori che uno alla volta tentano di passare dalla parte opposta alla loro. In questo esercizio lasciamo libertà ai giocatori di intervenire come vogliono nell’uno contro uno. Il quadrato non deve essere molto grande e  il ritmo abbastanza intenso.

Movimenti del difensore

Se il giocatore difensivo conquista la palla diventa un attaccante mentre chi ha perso la palla diventa un difensore, Se l’attaccante invece perde la palla ma il difensore non la riconquista l’attaccante NON diventa un difensore. Dopo qualche minuto chiamiamo il cambio giocatore se un ragazzo resta troppo al centro.

Movimenti del difensore


Nel secondo esercizio lavoriamo su un 3 contro 2 con finalizzazione sottolineando i movimenti dei difensori per coprire anche l’eventuale inserimento nello spazio libero del terzo attaccante. Richiamare il fatto che i due difensori devono parlare tra loro e capire come occupare lo spazio e chi attacca la palla,

Nel lavorare sul difensore e sui suoi movimenti dovremo sottolineare ai ragazzi come elaborare la decisione di intervenire o di temporeggiare. Lo stato mentale del difensore (anche quello più aggressivo) deve essere di pazienza. Essere eccessivamente aggressivi o impazienti non sono buone qualità per un difensore che invece deve chiudere la distanza ed essere pronto a cambiare direzione rispetto al movimento dell’attaccante. Deve concedere all’attaccante l’opzione più difficile o, se preferite, impedirgli la soluzione in cui l’attaccante si sente più a suo agio.

Il difensore quindi deve capire se l’attaccante è destro o sinistro e concentrarsi per portarlo in una direzione che copre la parte più interna dell’area (portarlo fuori quindi dalla linea di porta) nella più classica delle diagonali. Se i movimenti dei difensori sono fatti bene anche in un 4 contro 2 diventa difficile segnare!

Movimenti del difensore

Anche nel terzo esercizio dove si gioca un 4 contro 6 è necessario sottolineare sempre di arrivare in tempo sulla giocata avversaria (sapere chi deve uscire nei quattro difesa) e tenere la giusta distanza per portare l’attaccante in una direzione esterna alla porta. Contenere il gioco ma mantenere sempre la pressione sulla palla per approfittare dei possibili sbagli dell’attaccante.

Nella partitella finale poi porre dei vincoli facendo giocare la difesa a due giocatori poi a tre poi a quattro abituando sempre i giocatori a parlare e a mettersi d’accordo sul da farsi a seconda delle giocate avversarie.


Organizzare una buona difesa

Quando si parla di buona difesa nel calcio che conta salta sempre fuori il nome di Diego Simeone. L’Atletico Madrid infatti si è organizzato da anni in un gioco con due linee da 4  (4-4-2) con la squadra sempre molto corta in modo da difendere coprendo tutte le zone del campo senza lasciare spazi agli avversari e per poter lanciare il contropiede veloce ogni volta che gli attaccanti avversari perdono la palla. 

Per piacere di cronaca ricordo che Simeone è approdato all’Atletico Madrid nel 2011 e con questo sistema di gioco da allora ha vinto 2 Uefa europa League, 1 supercoppa Uefa, 1 campionato spagnolo, 1 coppa di spagna e 1 supercoppa di Spagna senza contare tanti altri importanti piazzamenti come la finale di Champions League di qualche anno fa (2014).

buona  difesa

Organizzare una buona difesa è un lavoro lungo e fatto di tanti aspetti. Iniziamo oggi con questo esercizio dove sottolineamo la gestione di una difesa organizzata con pressione sul portatore di palla.

Si inizia con il portiere della squadra in attacco che gioca con un compagno di squadra.
La squadra in difesa deve essere tutta nella propria metà nei rispettivi quadrati. Se un giocatore lascia un quadrato, un altro difensore può quindi ruotare ed entrare in quel quadrato lasciando il proprio.

La squadra che attacca può tirare in porta solo dopo centrocampo e dopo aver effettuato almeno tre passaggi mentre la squadra in difesa effettua pressione sul portatore e tenta di riconquistare la palla.

Se i difensori vincono la palla contrattaccano e possono segnare tirando in porta con il vincolo di farlo in tre passaggi.

Nell’esempio abbiamo diviso i ragazzi in due squadre di sei giocatori lavorando su una difesa a 3 ma nulla vieta di applicare la divisione in quadrati per permettere di poter lavorare anche su una difesa a 4 o a 5. L’importante visto che l’obiettivo è far ragionare i ragazzi una difesa organizzata che pressa sul portatore è che la difesa sia numericamente maggiore dell’attacco e che il campo di difesa sia diviso in quadrati di riferimento.

Ricapitolando la squadra attaccante può tirare in porta solo dalla metà campo in poi dopo aver effettuato almeno tre passaggi. Se la squadra in difesa vince la palla, contrattacca rapidamente e deve segnare entro tre passaggi.

Importante sottolineare che i difensori devono utilizzare la linea di metà campo come primo punto di pressione, ma le aree chiave che i difensori devono proteggere sono quegli spazi immediatamente davanti e dietro ai compagni di squadra. Importante che siano loro a prendere la decisione su quando affrontare l’avversario o su quando scendere in profondità.

buona  difesa

Possesso palla

Semplice esercizio di possesso palla. I difensori devono riconquistare la palla e portarla nel loro campo.  L’esercizio offre agli attaccanti molte opportunità di passare e ricevere la palla come se fossero in partita. Personalmente lo ritengo molto valido come esercizio per poter lavorare sia sulla tecnica individuale che sulla tattica di gioco lasciando ai giocatori varie possibilità di scelta. Più è intenso più diventa divertente. 

Possesso palla

Dividiamo i nostri giocatori in tre squadre da 4 come in figura sopra. La squadra in mezzo è la squadra che deve difendere mentre le altre due devono attaccare.

L’esercizio inizia con un passaggio del mister ad una delle squadre attaccanti. La squadra in difesa è libera di spaziare in tutti e tre i campi e segna un punto se conquista la palla e la riporta nel campo segnato in mezzo. La squadra attaccante ottiene invece un punto se effettua 5 passaggi consecutivi. Quando la squadra in difesa vince la palla la squadra di difesa si scambia con la squadra di attacco che ha perso per ultima la palla.

Nelle ultime partite nonostante una buona mole di gioco effettuata ho riscontrato una certa involuzione nel reparto di attacco. Poco gioco di squadra in attacco a fronte di molte palle perse per giocate singole. Nonostante sia un fanatico del dribbling è fondamentale che ci sia un certo equilibrio nelle giocate durante le partite. In questo esercizio si abituano i giocatori in attacco a spostare la palla in ampiezza e profondità e a gestire la palla con giocatori che fanno da appoggio.

Inoltre i giocatori attaccanti hanno molto libertà e devono fare continuamente delle scelte per poter far circolare la palla.

È meglio almeno inizialmente non dare non dare limitazioni ai tocchi perché una priorità nel possesso palla è insegnare ai giocatori che ci sono momenti in cui dovrebbero tenere la palla e momenti in cui dovrebbero passarla velocemente, devono essere oro liberi di deciderlo a seconda di quello che succede in campo.
Allo stesso tempo alleniamo l’aggressività dei difensori che vanno a cercare continuamente degli 1 contro 1 per sfruttare gli errori tecnici che la squadra attaccante potrebbe fare e riconquistare la palla.

Triangolo e passaggi

I giocatori devono continuamente affinare il passaggio ed essere concentrati sull’importanza e sulla precisione con cui trasmettere e ricevere il pallone. Lavorare sulle figure geometriche (triangolo, quadrato, ecc.) aiuta sempre i giocatori a ragionare sulla postura e gestione della palla.

Passaggio preciso, ricezione orientata con stop a seguire e intensità. Esercizio semplice ma se il risultato sarà soddisfacente ne migliorerà in generale il possesso palla della squadra.

Dividiamo la squadra in gruppi da tre e posizioniamo i coni a forma di triangolo con il lato di circa 10 metri.

Passaggio di precisione e ricezione orientata a due tocchi per poter effettuare il passaggio sul cono successivo. 

Una volta che un giocatore ha completato il proprio passaggio corre in avanti seguendo il suo passaggio per unirsi al retro del gruppo successivo. Gestire la triangolazione in senso orario e antiorario sottolineando la postura del corpo per anticipare il passaggio successivo e favorire la ricezione orientata.

Successivamente variamo la lunghezza del triangolo raddoppiandola. In questo caso quando i ragazzi ricevono la palla devono controllarla in e muoversi all’esterno del cono per effettuare con precisione il passaggio successivo. Importante sottolineare la precisione del passaggio.

Dopo aver effettuato l’esercizio in senso orario e antiorario aumentare l’intensità introducendo un tempo massimo per fare 5 triangolazioni senza errori. 

Per sviluppare competizione introdurre anche una premio per i gruppi che vincono rispetto agli altri gestendo al meglio l’esercizio e il miglior tempo.

Un successivo sviluppo potrebbe essere una partitella 3 contro 3 dove le squadre hanno l’obiettivo di portare la palla oltre la linea di fondo (oppure fare goal nelle porticine)  effettuando almeno un tocco per ogni componente della squadra.

In questo modo il giocatore dovrà ragionare ed esercitarsi sul controllo della palla e  sulla possibilità di avanzare in campo facendo triangoli con i compagni di squadra.

Anche in questo caso si può mettere tutto sotto forma di campionato e vedere chi vince tra le varie squadre. 

Qui alcune triangolazioni durante la partita dell’Aiax, veri specialisti di questo fondamentale, durante la partita con la juve in champions. 

Triangolo
Triangolo
Triangolo

1 contro 1 e 2 contro 2

Esercizio semplice, veloce e competitivo per introdurre i ragazzi a questo tipo di duelli (1 contro 1, 2 contro 2, 3 contro 3, ecc). Più sono piccoli e più è importante che capiscano dall’inizio le regole del gioco chiarendo subito l’obiettivo finale.

1 contro 1

I giocatori devono percorrere il campo e girare attorno al paletto per poter recuperare la palla. Il primo giocatore che arriva attacca e l’altro difende. Lasciare qualche secondo per finalizzare l’azione.

Dividendo i giocatori in due squadre riusciamo a fare una piccola competizione dove la squadra che segna più goal, dopo un paio di giri di tutti i giocatori, vince.

1 contro 1

Per evitare che i ragazzi si stanchino velocemente possiamo creare più percorsi da fare prima di raggiungere la palla per effettuare il duello.

1 contro 1

Un successivo sviluppo potrebbe essere di farlo fare a coppie (uno gira intorno al paletto e l’altro gira attorno alla porta). Personalmente dopo vari 1 vs 1 faccio fare 2 vs 2 ma anche 3 vs 3 e 4 vs 4.

I ragazzi si divertono lavorando sulla reattività e sulla posizione e sviluppano anche una buona cooperazione con i propri compagni.

Collaborare tra difensori

Nello sviluppo del gioco è fondamentale che i giocatori in difesa più vicini alla palla sappiano cosa fare quando l’altra squadra sta attaccando. Collaborare tra difensori permette di rallentare gli attacchi e riconquistare il possesso in modo efficiente.

Ovviamente la comunicazione e avere chiari i rispettivi compiti è frutto di un percorso che va allenato e sviluppato nle tempo.

E’ necessario che il primo difensore vada in pressione in base alla velocità che può avere, la posizione in campo rispetto alla porta e alla posizione del corpo rispetto all’attaccante. Il secondo difensore intanto fornisce copertura se per caso il primo difensore viene superato dall’attaccante. E’ importante che il secondo difensore sia a lato del suo compagno di squadra in modo che un possibile passaggio o un dribbling dell’attaccante non superi entrambe i difensori. Restando leggermente a lato del compagno può vedere tutto ciò che accade.

Collaborare tra difensori

Nell’esercizio abbiamo 4 attaccanti posti su ciascun lato dell’area di gioco, con due difensori. Gli attaccanti si passano la palla intorno al campo finché uno di loro vede l’opportunità di tentare di passare (dribblando) tra i difensori sul lato opposto.

Se un difensore ferma l’attaccante, il gioco viene riavviato con gli attaccanti che passano di nuovo intorno ai bordi. DI solito scambio i difensori con due attaccanti fino a quando tutti e sei i giocatori hanno provato a difendersi.

E’ importante Incoraggiare i difensori a lavorare come una squadra per fermare gli attaccanti. Vince la squadra di attaccanti che fa più dribbling (passaggi da un lato all’altro del campo) e la coppia in difesa che concede il minor numero di vittorie.

Collaborare tra difensori

Successivamente dividiamo il campo e posizioniamo tre squadre di due giocatori. Una squadra nella parte centrale come attaccante e le altre squadre vanno in difesa da entrambe le parti.

Gli attaccanti attaccano una parte del campo e cercano di battere i difensori e segnare in uno delle due porticine. Dopo che l’attacco è finito, gli attaccanti ricevono un’altra palla e attaccano gli altri difensori.

Scambiano i difensori con due attaccanti dopo un tempo prestabilito fino a quando tutti e sei i giocatori hanno provato a diventare gli attaccanti. La coppia in difesa che concede il minor numero di goal vince.

In un successivo sviluppo eliminiamo la parte centrale del campo e giochiamo una partitella 4 contro 4 con 4 porte. Sottolineamo sia il dribbling degli attaccanti che la copertura positiva dei difensori secondo quanto abbiamo fatto durante l’allenamento.

Mantenendo una giusta competizione tra le coppie (che si uniranno a squadre nell’ultima parte) si ottiene anche un buon livello di attenzione. I ragazzi in genere si divertono perché durante tutto l’allenamento tengono i punteggi e la motivazione resta quindi alta anche se gli esercizi vengono ripetuti più volte.

Centrocampista difensivo

Questo gioco aiuta il centrocampista difensivo a ripassare quello che dovrebbe fare nelle partite per applicare pressione al portatore di palla avversario e mettersi nella giusta posizione per intercettare i passaggi o forzare gli errori.
Il centrocampista difensivo è molto importante sia in fase di costruzione che in fase di non possesso. In genere è posizionato davanti alla difesa e il suo ruolo è soprattutto quello di porre la prima resistenza agli attacchi avversari.

Il centrocampista difensivo A da una mano alla difesa per cercare di interrompere gli attacchi avversari. In questo esercizio attacco contro difesa si richiede al centrocampista difensivo di andare a raddoppiare su tutti sul portatore di palla avversario. Se la difesa riconquista palla deve portarla oltre la meta avversaria per ottenere il goal.

Siccome il centrocampista difensivo deve andare sempre a raddoppiare ogni due o tre attacchi cambiamo giocatore per non farlo scoppiare.

E ‘importante che quando la squadra in difesa vince la palla, il centrocampista difensivo prenda parte all’attacco della squadra per aiutare nel processo di costruzione perché questo fa parte del suo lavoro.

Centrocampista difensivo

Gestire la difesa

E’ importante introdurre nei nostri ragazzi i concetti di supporto e di pressione difensiva. In questo primo esercizio lo scopo è abituare i ragazzi ad aiutarsi e a chiamare i compagni (scarico sul sostegno) per gestire la difesa e portare avanti la palla.

Il giocatore 1 passa al giocatore 2 e gli chiama il sostegno. Il giocatore 2 scarica su giocatore 1 che lancia su giocatore 3. Giocatore 2 chiama il sostegno e riceve lo scarico della palla dal giocatore 3. Giocatore 2 lancia lungo per giocatore 4 mentre il giocatore 3 chiama il sostegno e riceve lo scarico dal giocatore 4 andando così verso la porta a tirare. A fine esercizio tutti i giocatori scalano di una posizione.

Per la pressione difensiva all’inizio è importante dividere secondo le caratteristiche i ragazzi e fare una linea di difesa contro una linea di attacco.

Al fischio il giocatore 1 e il giocatore 2 fanno una corsa sulla palla. Il primo che arriva diventa il difensore (insieme a tutta la sua squadra) e comincia a giocare un possesso palla contro la squadra dell’altro giocatore che diventa la squadra di attacco che deve fare pressione.

Gli obiettivi del possesso palla possono essere variegati secondo le caratteristiche dei ragazzi: dieci passaggi consecutivi, cinque consecutivi e un colpo di testa, toccare gli angoli del quadrato, ecc. Se la squadra avversaria interrompe il possesso si trasforma in squadra difensiva avendo come obiettivo la metà delle cose da fare della prima squadra di difesa. Quindi se la prima squadra ha l’obiettivo di fare un possesso di dieci passaggi consecutivi, se gli avversari conquistano palla l’obiettivo diventa 5; se a loro volta riperdono palla, l’obiettivo diventa 3 passaggi, ecc. finchè non si arriva a dover ricominciare dalla corsa iniziale.

Ovviamente visto che l’obiettivo è la pressione difensiva la competizione diventa molto importante ed è importante assegnare un punteggio per ogni possesso compiuto in modo che alla fine della fase di allenamento si sappia chi è la squadra che ha ottenuto più punti e quindi che ha vinto il possesso.

E’ importante sottolineare le posizioni che soprattutto i ragazzi senza palla devono tenere. Una buona comunicazione tra di loro è la chiave del successo chiamando di volta in volta le marcature o le linee di passaggio o lo scarico sul sostegno.

Importante anche sottolineare la precisione nel passaggio e il movimento immediatamente successivo per andare ad attaccare gli spazi vuoti e rendersi così disponibile ad un nuovo possesso palla.

Zig zag a centrocampo

Questo esercizio serve a migliorare la capacità della tua squadra di giocare attraverso aree centrali affollate del campo usando passaggi veloci a zig zag

E’ opportuno insegnare ai ragazzi le giuste posizioni a centrocampo in modo da favorire questo tipo di passaggi. 
I centrocampisti non devono mai stare completamente in linea (orizzontali o verticali) con un compagno di squadra del centrocampo, ma devono sempre posizionarsi su angoli in modo che non possano essere marcati facilmente e possano coprire un’area più ampia di spazio.

Per iniziare  fai giocare i ragazzi 3 contro 3 senza opposizione degli avversari in un quadrato di 20 metri circa.. Ogni squadra ha tre giocatori dentro al quadrato  e anche tre giocatori fuori dal campo.

 

Uno dei giocatori esterni passa ad un compagno di squadra nel quadrato. La palla viene quindi passata ad ogni compagno all’interno del quadrato posizionato a zig zag e poi l’ultimo la passa fuori dal quadrato.

I giocatori non possono essere affrontati, quindi devono concentrarsi sulle loro posizioni tra i tre avversari e passare rapidamente a zig-zag.

Dopo ogni turno, si sostituiscono i giocatori esterni con quelli interni al quadrato e viceversa effettuando una rotazione continua. E’ importante lavorare sulla concentrazione dei ragazzi e ricordare spesso le posizioni.

Dopo una decina di minuti dove hanno allenato soprattutto la capacità mentale di restare concentrati su quello che c’è da fare si può variare l’esercizio.

 

Come nel primo caso, ci sono tre giocatori di ogni squadra sparsi fuori dal quadrato, e tre giocatori all’interno del quadrato.

Ci sono però adesso due porticine per lato e le squadre devono giocare un 3 contro 3  affrontandosi provando i passaggi a zig zag per liberarsi e poter concludere a rete.

La prima squadra che  segna tre gol vince. I perdenti vengono sostituiti dai tre giocatori fuori dal quadrato.

Inserisci la regola che la palla si può toccare due volte al massimo in modo da aumentare la pressione per i giocatori che imparano a passare e muoversi rapidamente su precise posizioni. i 3 fuori dal quadrato diventano parte attiva del gioco per segnare nelle porticine.

 

Come ultima fase fai giocare ai ragazzi una partita normale ma inserendo all’interno del campo un ipotetico quadrato (delle stesse dimensioni usate negli esercizi precedenti. Partita normale ma sempre con la regola che quando la palla è nel quadrato, i giocatori possono fare uno o due tocchi. 

Questo assicura un gioco veloce nelle aree centrali e costringe i centrocampisti e gli attaccanti a combinare con passaggi a zig-zag per tagliare  fuori dal gioco gli avversari.