Tiro rapido

In questa allenamento gestiamo i giocatori per mandarli al tiro rapido appena se ne presenta l’occasione. 

Tiro rapido

Avremo in campo quattro difensori, due attaccanti e un portiere. I difensori e il portiere devono tenere la palla e gli attaccanti devono fare pressing e portare all’errore i difensori. Se gli attaccanti riescono a conquistare la palla vanno subito al tiro.

Per mantenere l’intensità alta bisogna avere un sacco di palloni a disposizione.

Si cambiano ruolo spesso in modo da rimanere freschi. Le azioni devono essere rapide . Si gioca per 2 minuti massimo. L’attaccante che alla fine ha fatto più goal vince.

E’ importante che il gioco venga mantenuto veloce, come mister possiam dare vincoli adatti a mantenere veloce il gioco e a forzare gli errori dei difensori come giocare a due tocchi, ecc.

È un ottimo esercizio per ragionare sul pressing e sul movimento negli spazi oltre a mettere alla prova il portiere che deve sempre stare pronto al tiro.

Dribbling veloce

Esercizio semplice sul dribbling veloce con entrambi i piedi e che aiuterà i giocatori ad imparare a cambiare direzione rapidamente.

Il livello di difficoltà aumenta con la velocità con cui il giocatore cerca di dribblare perché deve usare entrambi i piedi. Il passaggio e la ricezione iniziali vengono eseguiti a ritmo, quindi anche il primo tocco è fondamentale.

Dribbling veloce

I giocatori si trovano di fronte all’allenatore a una distanza di circa 15 metri. Il giocatore A effettua un passaggio al mister che restituisce il passaggio nella direzione (destra o sinistra) dove poi il giocatore A effettuerà il dribbling tra i coni tornando al punto di partenza.

Nei coni di destra ovviamente il giocatore deve effettuare lo slalom con il piede destro mentre nei coni di sinistra il giocatore deve effettuare lo slalom con il piede sinistro,

Più aumenta la velocità dell’esercizio più aumenta la difficoltà di gestire la tecnica. Nello slalom di ritorno ci sono molte varianti da far effettuare ai ragazzi a seconda di quello che si vuole misurare. Utile al mister per gestire singolarmente i ragazzi e lavorare sui fondamentali in particolare con il piede debole.

Se il pallone parte dal mister e non dal giocatore si può lavorare anche sul controllo orientato e sul primo tocco.

TESI UEFA PRO – Maurizio Sarri “La preparazione settimanale della partita”

Tante volte a noi allenatori sarà capitato di fantasticare sul mondo delle squadre di Serie A, o comunque del professionismo, cercando di immaginare anche i più minimi dettagli sulla vita di spogliatoio a quei livelli. 

Girovagando su internet in cerca di spunti nuovi, mi sono imbattuto in una tesina dal titolo molto interessante: “la preparazione settimanale della partita”.

La tematica è sicuramente una tra quelle che hanno occupato le più importanti riflessioni nella mia testa… e penso in quella di molti.

Sono inimmaginabili tutte le volte che mi son trovato a chiedermi “io divido tutto il lavoro in 2 o 3 allenamenti, chissà come sarà dividerlo in una settimana”.

Casualmente quando ho trovato questo link, stavo giusto iniziando ad organizzare il lavoro con la mia prossima squadra di pulcini, con cui farò solamente due allenamenti. Questo ha ulteriormente aumentato la mia curiosità!

Subito non mi accorsi dell’autore della tesina, scorrendo velocemente le pagine del pdf per la prima panoramica generale.  Ma con maggiore attenzione, mi accorsi che l’autore era un certo Maurizio Sarri, oggi allenatore della Juventus. 

La tesina risale alla stagione 2006-2007, quella in cui  Sarri subentrò all’esonerato Antonio Conte sulla panchina dell’Arezzo.  Questo aumenta il romanticismo del testo, perchè rappresentava il periodo della gavetta di uno degli allenatori più famosi dei nostri giorni. Sicuramente dall’Arezzo al Chelsea o alla Juventus e a distanza di 12 anni,  qualcosa sarà cambiato. Ma è comunque una lettura molto interessante e rende bene l’idea del mondo del lavoro di un allenatore professionista.

Ecco il link; buona lettura!

 

Movimenti del difensore

L’allenamento di oggi prevede di lavorare sui movimenti del difensore gestendo la velocità, la posizione e la distanza corretta dei giocatori in modo progressivo. Nel primo esercizio un difensore al centro gestisce gli uno contro uno all’interno del quadrato con gli altri giocatori che uno alla volta tentano di passare dalla parte opposta alla loro. In questo esercizio lasciamo libertà ai giocatori di intervenire come vogliono nell’uno contro uno. Il quadrato non deve essere molto grande e  il ritmo abbastanza intenso.

Movimenti del difensore

Se il giocatore difensivo conquista la palla diventa un attaccante mentre chi ha perso la palla diventa un difensore, Se l’attaccante invece perde la palla ma il difensore non la riconquista l’attaccante NON diventa un difensore. Dopo qualche minuto chiamiamo il cambio giocatore se un ragazzo resta troppo al centro.

Movimenti del difensore


Nel secondo esercizio lavoriamo su un 3 contro 2 con finalizzazione sottolineando i movimenti dei difensori per coprire anche l’eventuale inserimento nello spazio libero del terzo attaccante. Richiamare il fatto che i due difensori devono parlare tra loro e capire come occupare lo spazio e chi attacca la palla,

Nel lavorare sul difensore e sui suoi movimenti dovremo sottolineare ai ragazzi come elaborare la decisione di intervenire o di temporeggiare. Lo stato mentale del difensore (anche quello più aggressivo) deve essere di pazienza. Essere eccessivamente aggressivi o impazienti non sono buone qualità per un difensore che invece deve chiudere la distanza ed essere pronto a cambiare direzione rispetto al movimento dell’attaccante. Deve concedere all’attaccante l’opzione più difficile o, se preferite, impedirgli la soluzione in cui l’attaccante si sente più a suo agio.

Il difensore quindi deve capire se l’attaccante è destro o sinistro e concentrarsi per portarlo in una direzione che copre la parte più interna dell’area (portarlo fuori quindi dalla linea di porta) nella più classica delle diagonali. Se i movimenti dei difensori sono fatti bene anche in un 4 contro 2 diventa difficile segnare!

Movimenti del difensore

Anche nel terzo esercizio dove si gioca un 4 contro 6 è necessario sottolineare sempre di arrivare in tempo sulla giocata avversaria (sapere chi deve uscire nei quattro difesa) e tenere la giusta distanza per portare l’attaccante in una direzione esterna alla porta. Contenere il gioco ma mantenere sempre la pressione sulla palla per approfittare dei possibili sbagli dell’attaccante.

Nella partitella finale poi porre dei vincoli facendo giocare la difesa a due giocatori poi a tre poi a quattro abituando sempre i giocatori a parlare e a mettersi d’accordo sul da farsi a seconda delle giocate avversarie.


Attivazione per bambini – Battaglia navale

Oggi proponiamo un gioco veramente semplicissimo, ma che si rivela sempre molto divertente. Generalmente l’ho utilizzato con bambini della fascia della scuola primaria.

Le due squadre andranno a collocarsi in una metà campo divise da una riga centrale che non potranno inizialmente superare (questa regola varia a seconda dell’obiettivo che ci diamo).

Dentro ogni metà campo, in un’area piuttosto distante dalla riga che divide il campo, andremo a collocare un buon numero di birilli distanti tra loro e scaglionati in due file in modo che i birilli della prima fila non coprano quelli dell’altra. 

Più palloni si utilizzano, più il gioco sarà veloce. Ovviamente sta all’allenatore valutare le potenzialità dei bambini e le loro capacità per stabilire questo.

Il gioco prevede due obiettivi:

-per chi difende, quello di coprire i propri birilli ed evitare che vengano abbattuti.

– per chi attacca, quello di essere rapidi a muovere la palla (lavoro sull’egocentrismo del bambino) per trovare l’opportunità più veloce per abbattere i birilli avversari.

Dopo pochi minuti, la competizione sarà alle stelle e l’intensità raggiunta sarà alta, permettendo un buonissimo lavoro su possesso palla, precisione e sviluppo dell’attenzione. 

Le varianti, possono anche in questo caso, infinite.

Generalmente ne ho utilizzate tre:

-palla bassa; modalità normale, ai giocatori è concesso il passaggio a palla bassa e il calcio subito dopo il controllo

-palla in mano; i giocatori si passano inizialmente la palla con le mani per andare a calciare al volo 

-palla alta; i giocatori hanno l’obbligo di passare a chiudere l’azione senza far stoppare il pallone, che dovrà essere quindi sempre tenuto in alto o rimbalzante

Con poco materiale e pochi minuti di preparazione, questo gioco garantisce un’intensa attivazione e un ottima occasione di divertimento per i bambini.  

 

Possesso e goal

In questo periodo sto preparando il ritiro di fine agosto e sto lavorando su esercizi che possano farmi aumentare la resistenza aerobica dei ragazzi. Facendo allenamento tutti i giorni torna utile far giocare i ragazzi in una partitella sul possesso palla con l’obiettivo di segnare su un campo di 40 metri di lunghezza circa.

La squadra che segna mantiene il possesso palla altrimenti lo perde a favore della squadra avversaria. 

Le partitelle sul possesso durano 5 minuti al meglio delle 5 partite per un minimo di un quarto d’ora e per un massimo di 25 minuti. facendoli giocare in questo modo la resistenza dovrebbe aumentare di circa 2 – 3 minuti ad allenamento.

Durante la partitella chiedo alla squadra che gestisce il possesso palla di creare sempre, rispetto agli avversari, un rombo per fornire sia soluzioni laterali che verticali.

In questo modo i giocatori sul campo sono costretti a muoversi continuamente cambiando lato a seconda della circolazione della palla dando vita a un gioco di posizione.

Di contro alla squadra non in possesso chiedo una marcatura  “a uomo” cercando l’anticipo quando l’avversario riceve il pallone in modo da tenere il ritmo e la concentrazione a livelli alti.

Ovviamente questa scelta è dettata anche dal fatto che nel mio macro-obiettivo di quest’anno la fase difensiva prevede un pressing alto e un adattamento ad uomo sugli appoggi vicini ala zona di rifinitura avversaria.

possesso

Temporeggiamento e possesso palla

Semplice esercizio per far capire ai ragazzi come gestire una difesa in inferiorità numerica. I difensori chiamati a proteggere la loro zona di campo devono applicare delle tattiche di temporeggiamento finché non riescono a ristabilire almeno la parità numerica.

La squadra arancione è in possesso palla con l’obiettivo di portare la palla oltre la meta della squadra blu che difende con tre giocatori. L’obiettivo principale dei blu ovviamente è temporeggiare ed occupare la giusta posizione per impedire ai rossi di raggiungere la meta. Ogni 5 secondi un giocatore blu entra in campo ad aiutare i propri compagni.

Per la squadra in possesso palla l’obiettivo principale è la verticalizzazione e l’andare a meta nel più breve tempo possibile.

E’ importante sottolineare come nel corso di una partita il ragazzo deve muoversi e correre tenendo sotto controllo diversi riferimenti (compagni, avversari ma soprattutto la palla).

In fase difensiva è determinante perché l’attaccante utilizza delle finte, con il preciso obiettivo di indurre il difensore ad un errore di posizionamento del corpo: cercando di sbilanciarlo o sorprenderlo su un lato.

Il difensore deve essere bravo a leggere la palla e non i movimenti di chi la conduce, Altro aspetto importante è la corsa che il difensore deve avere. Il difensore infatti non deve mai affrontare frontalmente lì’avversario ma con un posizionamento a trequarti facendo perno sul piede più lontano dalla palla, mantenendo il baricentro basso e orientando le spalle nella direzione della palla.

Molto importante è sottolineare anche la gestione del baricentro nei ragazzi perchè se viene mantenuto basso soprattutto durante la rotazione il difensore svilupperà maggiore reattività re maggiore forza.

Quattro angoli

Semplice esercizio di 1 contro 1 dopo un movimento e scambio con i compagni. In ognuno dei quattro angoli posizioniamo almeno 3 giocatori. Il primo giocatore della fila 1 passa la palla al giocatore della fila 2 e va a posizionarsi alla fine della fila 2.

Il giocatore della fila 2 ricevuta la palla la passa in diagonale al giocatore della fila 3 e va a posizionarsi in centro all’area come difensore. Il giocatore della fila 3 passa il pallone al giocatore della fila 4 e va a posizionarsi alla fine della fila 3.

Il giocatore 4 riceve la palla e va ad affrontare un 1 contro 1 per tirare in porta. Finita l’azione il difensore si unisce alla fila 3 e l’attaccante alla fila 1. 

Quattro angoli

Importante in questo esercizio lavorare sulla precisione dei passaggi e sul movimento combinato. E’ un esercizio da svolgere in intensità per fare in modo che i giocatori possano ruotare rapidamente attraverso ogni posizione mantenendoli impegnati e attivi.

Utile come riscaldamento prepartita ma anche come defaticante a fine stagione per ripassare quanto appreso durante l’anno.

Per complicare un po l’esercizio si può richiedere di giocare di prima tenendo fede alla precisione dei passaggi oppure dando un tempo per concludere tutta l ‘azione.

Ogni giocatore nell’esercizio cambia situazione e questo è importante specialmente prima delle partite per preparare i ragazzi soprattutto mentalmente a decidere sulle situazioni che andranno ad affrontare.

Aumentando la qualità nella parte finale dell’esercizio si può dare un vincolo di passare la palla per l’1 contro 1 in posizione vantaggiosa in modo da mettere praticamente in porta il giocatore della fila 4.

Per il difensore dare il vincolo di portare sempre verso l’esterno l’attaccante scegliendo bene il tempo di intervento e accorciando o allungando la distanza dall’avversario.

Non c’è che da sbizzarrirsi nei vari obiettivi che abbiamo in mente di fare nell’allenamento.

Organizzare una buona difesa

Quando si parla di buona difesa nel calcio che conta salta sempre fuori il nome di Diego Simeone. L’Atletico Madrid infatti si è organizzato da anni in un gioco con due linee da 4  (4-4-2) con la squadra sempre molto corta in modo da difendere coprendo tutte le zone del campo senza lasciare spazi agli avversari e per poter lanciare il contropiede veloce ogni volta che gli attaccanti avversari perdono la palla. 

Per piacere di cronaca ricordo che Simeone è approdato all’Atletico Madrid nel 2011 e con questo sistema di gioco da allora ha vinto 2 Uefa europa League, 1 supercoppa Uefa, 1 campionato spagnolo, 1 coppa di spagna e 1 supercoppa di Spagna senza contare tanti altri importanti piazzamenti come la finale di Champions League di qualche anno fa (2014).

buona  difesa

Organizzare una buona difesa è un lavoro lungo e fatto di tanti aspetti. Iniziamo oggi con questo esercizio dove sottolineamo la gestione di una difesa organizzata con pressione sul portatore di palla.

Si inizia con il portiere della squadra in attacco che gioca con un compagno di squadra.
La squadra in difesa deve essere tutta nella propria metà nei rispettivi quadrati. Se un giocatore lascia un quadrato, un altro difensore può quindi ruotare ed entrare in quel quadrato lasciando il proprio.

La squadra che attacca può tirare in porta solo dopo centrocampo e dopo aver effettuato almeno tre passaggi mentre la squadra in difesa effettua pressione sul portatore e tenta di riconquistare la palla.

Se i difensori vincono la palla contrattaccano e possono segnare tirando in porta con il vincolo di farlo in tre passaggi.

Nell’esempio abbiamo diviso i ragazzi in due squadre di sei giocatori lavorando su una difesa a 3 ma nulla vieta di applicare la divisione in quadrati per permettere di poter lavorare anche su una difesa a 4 o a 5. L’importante visto che l’obiettivo è far ragionare i ragazzi una difesa organizzata che pressa sul portatore è che la difesa sia numericamente maggiore dell’attacco e che il campo di difesa sia diviso in quadrati di riferimento.

Ricapitolando la squadra attaccante può tirare in porta solo dalla metà campo in poi dopo aver effettuato almeno tre passaggi. Se la squadra in difesa vince la palla, contrattacca rapidamente e deve segnare entro tre passaggi.

Importante sottolineare che i difensori devono utilizzare la linea di metà campo come primo punto di pressione, ma le aree chiave che i difensori devono proteggere sono quegli spazi immediatamente davanti e dietro ai compagni di squadra. Importante che siano loro a prendere la decisione su quando affrontare l’avversario o su quando scendere in profondità.

buona  difesa

10 cose su cui lavorare durante gli allenamenti

Mi piacciono le squadre che mantengono il possesso palla e avanzano rapidamente costruendo dal retro. Tutto dovrebbe essere fatto in velocità e con un buon controllo di palla. Ogni sessione di allenamento deve essere quindi orientata a raggiungere questo obiettivo che comporta tecnica individuale, strategia e competenze mentali. E’ per questo che anche se siamo alla fine dell’anno tra partitelle e scarichi di lavoro mi piace  comunque ripassare gli obiettivi di base definendoli appunto le 10 cose su cui lavorare durante gli allenamenti.

 1. Uno e due
 2. Mantieni il gioco semplice
 3. Mantieni la palla a terra
 4. Precisione e qualità del pass
 5. Primo tocco nello spazio
 6. Concentrazione, percezione dell’ambiente e consapevolezza delle proprie azioni
 7. Situazioni 1 contro 1
 8. Transizione individuale sia difensiva che in attacco
 9. Scatto veloce
 10. Volontà di rischiare

Per ognuno di questi punti ci sono molti esercizi che si possono fare (se navighi un pò nel blog ne troverai molti per ogni punto citato sopra).

Se la strategia di gioco che vogliamo imporre è un gioco basato sul possesso, i giocatori devono essere competenti con il controllo della palla e devono saper sviluppare un buon processo decisionale. E’ per questo che in ogni allenamento dobbiamo lavorare sugli aspetti appena citati. 

10 cose su cui lavorare durante gli allenamenti

Quando il possesso palla è l’obiettivo del sistema giovanile, i giocatori con la pratica diventano superiori nel controllo della palla, nella postura ma anche nel prendere decisioni. I famosi calciatori pensanti! I risultati non arriveranno subito ma nel medio e lungo periodo sono assicurati. Gli aspetti sopracitati devono diventare l’abc di ogni allenamento perché la pratica è fondamentale.  Quest’anno mi sono molto divertito ad esempio a vedere alcune partite dell’Empoli (purtroppo retrocesso nonostante il bel gioco) e il Sassuolo che hanno sposato in pieno questa filosofia di gioco dimostrando spesso un bel gioco e una serie alta di conclusioni a rete.