Posizioni a difesa della porta

Dopo la realizzazione dell’introduzione su come vedo io l’allenamento dei portieri e le sue priorità, oggi inserisco un’esercitazione semplicissima che io utilizzo sia come riscaldamento sia poi in analitico.

Fondamentalmente si posizionano dei cinesi, meglio le “piattine”, in sette posizioni numerate progressivamente e si chiede al portiere, in base ai numeri chiamati, di eseguire degli spostamenti posizionandosi su un ipotetica palla corrispondente alla posizione del numero chiamato.

Può sembrare banale ma in questa maniera, con il mister che prima lavora su di un unica posizione e poi correndo insieme al giovane portiere, riesce ad individuare gli eventuali problemi di posizione; chiaro è che serve un allenatore specifico per dare le corrette informazioni di posizione e postura, che, mi permetto di sottolineare,  non va mai dimenticata e purtroppo lo è molto spesso.

Se ci si accorge che il portiere fa fatica a riconoscere le posizioni corrette una modifica di questa esercitazione consiste nell’utilizzare una corda creando fisicamente il triangolo di chiusura formato dai 2 pali e dal cinese in cui deve lavorare la posizione il l’atleta, questo permette di “vedere” fisicamente lo spazio e l’angolo da chiudere su un eventuale tiro cercando di far rimanere il portiere equidistante dai due lati lunghi del triangolo.

Qui si può aprire una discussione infinita sulla posizione in profondità, verso il pallone, del portiere ma qui entrano in ballo, specialmente per i più grandi,  fisicità, spinta, lato di parata più o meno debole ed altre voci che però non sono l’argomento di oggi.

Qui le alternative possono essere tante  dall’utilizzare cinesi di vari colori anzichè numerarli e si inserisce un pò di “cognitività” e visione periferica nel portiere alla richieste di eseguire 3 o 4 spostamenti veloci fino ad arrivare ad una conclusione eseguita dal Mister in una zona assegnata controllando bene il timing di stop sul tiro e il corretto posizionamento.

A voi, sempre, eventuali modifiche sull’esercitazione che ritenete più opportune.

La prossima settimana, se tutto va bene, inizieremo a parlare delle posizioni a difesa dello spazio quindi nei confronti della profondità.

Come già ribadito nell’articolo precedente se volete interagire siete i benvenuti !!

A presto !!

 

Il Portiere

Dopo tanto tempo di assenza sul sito ritorno a postare qualcosa sperando che sia utile e di aiuto al ruolo del portiere. Intanto è doveroso ringraziare Paolo per tutti gli articoli che ha scritto durante la mia assenza dovuta a corsi vari, meno male che c’era lui.

Abbiamo pensato di inserire una rubrica dedicata al ruolo specifico del portiere (ogni martedì uscirà un articolo a riguardo), magari anche interagendo con chi ci legge e sulle sue richieste, e su come intendo io le priorità del ruolo. specialmente nelle fasi sensibili dell’apprendimento specifico del ruolo.

Personalmente, ma non prendetela come verità assoluta. ho elaborato un mio pensiero sul percorso da realizzare in fase di addestramento e che, comunque, va “rinfrescato” in maniera costante anche più avanti che vi propongo punto per punto con le motivazioni che mi hanno portato a queste mie considerazioni, in maniera più specifica credo che si debbano allenare le competenza in questo ordine :

  1. Posizione e spostamenti : ho sempre considerato fondamentale essere al posto giusto ed al momento giusto in tutte le azioni da compiere, questo permette di eliminare moltissime parate complicate e può sopperire anche ad una tecnica di esecuzione di parata non eccelsa. Bisogna anche insegnare i tipi ed i modi degli spostamenti che spesso vengono tralasciati dando origine a portieri che si spostano in maniera inadeguata allo spazio da percorrere ed al tempo in cui realizzare lo spostamento;
  2. Comunicazione : un portiere “muto” non sarà mai un buon portiere e anche questo fondamentale va allenato costantemente;
  3. Presa : naturalmente, sempre per me, dopo le posizioni,gli spostamenti corretti e la comunicazione una presa corretta blocca l’azione di attacco avversaria e fa iniziare un’azione di attacco alla propria squadra. Sicuramente è un fondamentale da allenare costantemente anche in virtù delle traiettorie sempre più pericolose e veloci che vengono impresse ai palloni dai calciatori avversari;
  4. Tuffo : il gesto tecnico del tuffo nasce dall’esigenza di raggiungere un pallone calciato verso la porta in maniera tale che non permetta di essere intercettato con un semplice spostamento, è un fondamentale che va ripetuto continuamente al pari di tutti gli altri ma che per la sua complessità DEVE essere scomposto nelle sue componenti fondamentali in maniera, credo io, totalmente analitica prima di essere inserito in un esercitazione globale/situazionale;
  5. Uscite : qualcuno mi potrà dire come mai metto le uscite in questa posizione visto che in partita sono le azioni compiute per circa il 25% del totale degli interventi del portiere; in maniera molto semplice rispondo che se io non sono posizionato in maniera corretta, non mi sposto in maniera corretta, non ho una presa corretta e non mi so tuffare difficilmente potrò essere efficace in uscita. Teniamo presente che nelle fasce piccole non parliamo di uscita ma dobbiamo parlare di valutazione delle traiettorie che permetterà al giovane portiere di valutare esattamente, dopo aver imparato anche le altre componenti sopra citate, che azione compiere e quando compierla;
  6. Podalico : anche qui qualcuno non sarà d’accordo con me visto che oggi si tende a volere un portiere che sia in grado di gestire la palla come un centrocampista, badate bene che ho scritto centrocampista e non difensore e non è un errore bensì una provocazione. Io credo che per allenare bene questo fondamentale si debbano progettare esercitazioni integrate con la squadra perchè noi allenatori dei portieri, insieme al gruppo portieri, non riusciremmo a creare situazioni e velocità uguali a quelle che avvengono in campo sulle varie trasmissioni che necessitano un intervento podalico del portiere.

Questo è il mio modo di vedere come deve essere strutturato un programma di “addestramento” a lungo termine per i giovani portieri, qualcuno non sarà d’accordo e mi piacerebbe ricevere commenti per poter interagire e confrontarci su questi temi.

Ogni settimana, spero, mi piacerebbe inserire una esercitazione molto semplice ma utile inerente ai punti che ho descritto e magari richiesta da chi ci legge perchè un suo portiere ha un problema in un certo fondamentale.

A presto !

 

Allenare i riflessi del portiere

In questo periodo i portieri della mia squadra vanno a giocare alternandosi anche con l’annata più grande perché c’è bisogno di ricoprire il ruolo del portiere. Parlando con loro su questa esperienza mi hanno sottolineato come la differenza sostanziale sia la percentuale di tiri maggiore che arriva verso la loro porta anche dopo una bella parata. Diventa fondamentale allora ragionare su come stimolare i riflessi del portiere per mantenere la concentrazione e la preparazione fisica adeguate a gestire anche queste situazioni.

I portieri professionisti lavorano regolarmente sui loro riflessi durante l’allenamento e normalmente gli esercizi di addestramento al riflesso sono progettate per simulare situazioni in cui i portieri sono tenuti ad agire rapidamente, come tiri da distanza ravvicinata, secondi rimbalzi o tentativi di tiro in porta fatti nell’area a distanza ravvicinata. 

Tutte situazioni che stimolano il portiere per dargli l’abilità di reagire in modo naturale ad alcune situazioni di gioco che richiedono un salvataggio riflesso.

Quindi sessioni di allenamento dove il portiere viene coinvolto facendo parecchi salvataggi veloci e ad alta frequenza in modo da ridurre i tempi di reazione.

Ovviamente non si può giudicare Hart e l’allenamento che il video propone non può essere utilizzato pienamente con portieri delle giovanili ma quando i miei ragazzi l’hanno visto hanno subito sottolineato come l’impegno, lo sforzo e la volontà nel volere parare ogni palla reagendo agli stimoli fosse per loro molto importante.

Un esempio di atteggiamento che i giovani portieri dovrebbero adottare.

La motivazione nel ruolo del portiere è molto importante e strutturare allenamenti che coinvolgono i ragazzi con esercizi ripetuti ad alta intensità ti permette di lavorare anche contemporaneamente sulla loro forma fisica, sulla loro velocità migliorando i movimenti e i riflessi. Importante anche utilizzare coni e piccoli percorsi per strutturare nell’esercizio scale diverse di agilità prima del tiro.

Riscaldare il portiere nel modo giusto

Spesso si giocano partite a orari in cui soprattutto per lavoro o per impegni vari non è disponibile l’allenatore o il dirigente per gestire il riscaldamento del portiere. MI trovo allora a dire ai portieri con l’aiuto di qualche giocatore di autogestirsi il riscaldamento pre partita. Ho messo per iscritto allora una serie di esercizio in modo da riscaldare il portiere nel modo giusto. 

Riscaldamento articolare braccia e gambe.

Immagine correlata

Dieci passaggi nelle mani poi il portiere lancia la palla con le braccia al petto e la riceve di nuovo in mano (10 ciascuno).
Il portiere corre laterale da un palo all’altro e quando raggiunge il centro della porta lancio la palla sul petto (5 ciascuno).
Una pò di palle servite in aria simulando la palla incrociata (3 a destra e 3 a sinistra) poi 
palle servite a terra dove il portiere deve tuffarsi. (3 a sinistra e 3 a destra).

Qualche scatto nell’area e tiri rasoterra da diverse angolazioni, costringendo al tuffo il portiere (3 circa da ogni punto). nei due successivi tiri (dal 3 al 5 per ogni lato) i tiri diventano più impegnativi costringendo il portiere a effettuare parate più difficili.

Se ci sono situazioni critiche conosciute dove il portiere deve lavorare (uscite alte ad esempio) facciamo qualche prova con palle morbide parlando con il portiere e affrontando la situazione cercando di immaginarla in partita in modo da coinvolgere il portiere nel maggior numero di situazioni tecniche ed emotive che dovrà affrontare in partita.

Il tempo del riscaldamento varia tra i 15 e i 20 minuti. Ogni esercizio dovrebbe essere breve ma efficace con lo scopo di rendere i giocatori fisicamente e mentalmente pronti a giocare. 

Agilità del portiere

Esercizio che sviluppa il gioco di gambe e l’agilità del portiere mentre si concentra sul bloccare la palla. Il portiere infatti lavora attraverso una serie di coni e paletti prima di tentare di bloccare palloni che vengono calciati da breve distanza.

Posizionare una serie di coni di fronte alla porta e due paletti a circa 10 metri l’uno dall’altro, alla fine della serie di coni. Il portiere inizia sulla linea di porta ed si muove rapidamente attraverso la serie di coni davanti alla porta.

Dopo aver completato la serie di coni, il portiere si sposta rapidamente all’esterno del manichino più vicino.

Non appena il portiere arriva fuori dal primo manichino, l’altro portiere da una distanza di circa 5 metri lancia il pallone verso il petto del portiere.
Il portiere prende la palla e la rilancia immediatamente sul portiere che gli ha appena tirato la palla prima di spostarsi rapidamente verso l’esterno dell’altro manichino dove con l’altro portiere ripeteranno lo stesso tipo di tiro e rilancio.

Ovviamente il tipo di tiro che gli altri portieri effettuano dipende dallo scopo dell’esercizio. Potrebbero ad esempio tirare la all’esterno dei paletti per far tuffare il portiere oppure rasoterra per gestire le prese, ecc.

Importante sottolineare ai portieri di lavorare con intensità stando attenti a non incrociare i piedi e a fare passi rapidi e precisi quando affrontano i coni.
Ricordare la giusta posizione del corpo a protezione della palla quando vanno in presa.

Parare in presa

Per un portiere parare in presa è fondamentale. Bloccare un tiro o un cross significa poter far ripartire la propria squadra per giocare una nuova azione. In questo esercizio il portiere viene stimolato a parare in presa e a rinviare la palla per ricominciare l’azione.

Il portiere p1 effettua un percorso dove lavora soprattutto con le gambe saltando degli ostacoli prima frontalmente, poi lateralmente. Dopo aver fatto questo percorso si posiziona per effettuare una presa di un tiro effettuato dal portiere (EP). Dopo il bloccaggio, realizza un rinvio con la mani verso una mini-porta. ll rinvio con la mano potrà essere effettuato teso sulla corsa del difensore oppure alto a seconda dell’obiettivo che ci poniamo. Una volta realizzato il rinvio con la mano, P1 si posiziona in porta per effettuare un’altra parata in presa sul tiro del portiere p2. Anche in questo caso i tiri potrebbero essere a media altezza, a caduta laterale, alto per far lavorare il portiere p1 a seconda degli obiettivi.

Il mister dovrà sottolineare la posizione del corpo del portiere e delle mani per effettuare la presa bloccando la palla.

Sopravvivere al caos

Esercizio semplice per allenare la reattività dei portieri. Il mister lavora sulla tecnica di deviazione e sulla respinta della palla approfondendo anche il movimento corretto in fase di tuffo (posizione dei piedi, postura corretta, caricamento corretto). Verranno quindi effettuati più tiri ai portieri generando il caos.

caos

Dopo aver posizionato due porticine ad angolo come disposto in figura il giocatore B passa una palla al giocatore A che gliela ridà in modo che il calciatore B possa calciare in porta piazzando la palla. La direzione del passaggio del giocatore A determinerà la scelta della porta in cui tirare da parte del giocatore B.
 
I portieri devono leggere la posizione della palla e reagire rapidamente. Non appena il primo tiro è stato sparato, il giocatore C sposta la palla da una parte o dall’altra e lancia una palla lunga verso una delle due porte.

A seconda delle capacità dei portieri il tiro del giocatore C può essere più o meno di buona potenza e precisione. Per aggiungere difficoltà si può pensare che il giocatore B possa deviare il tiro del giocatore C ma dipende dall’età e dalla reattività dei portieri. 

Il mister richiami i portieri sottolineando di tenere gli occhi sulla palla, di rialzarsi velocemente e di posizionarsi per il secondo tiro.

Parare con la mente – Tesi di Lorenzo Faccini

Interessante tesi del 2016 sullo sviluppo delle abilità psicologiche del portiere. Qui di seguito uno stralcio che rende l’idea del contenuto della tesi scritto direttamente dall’autore Faccini Lorenzo.  

“Ritengo che il saper integrare le competenze di tipo tecnico, atletico e mentale, rappresenti l’elemento di valorizzazione relativamente al ruolo del preparatore dei portieri del futuro.
A supporto di questa mia “sensibilità”, citerò nella tesi alcune ricerche indicative, che ho trovato in letteratura.
In una ricerca del 2006 “ indagine sulle problematiche psicologiche del portiere di calcio “ (VittorioTubi, Francesca De Stefani, Isabella Cro ce) fatta su un campione di portieri di calcio professionisti, il 90 % del campione intervistato, dichiarava utile la necessità di integrare l’allenamento “ tradizionale” tecnico tattico condizionale con quello mentale, e addirittura il 70 % non sapeva de ll’esistenza della preparazione mentale.
In conformità a ciò, ho cercato di ampliare sempre più le mie conoscenze, cercando di applicarle poi all’attività che amo, ossia il calcio e nello specifico l’allenamento dei portieri.
Mi è stato difficile organizzare lo “ scheletro “ della tesi, perché le cose che avrei voluto esporre e trattare sono molteplici e i contenuti infiniti.
in base quindi alla mia esperienza e ai miei fin qui effettuati, ho deciso di strutturare la tesi in quattro parti distinte e allo stesso comunicanti tra di loro.

PRIMA PARTE
Tratta l’evoluzione del ruolo che c’è stata negli ultimi anni identificando, sulla base
degli ultimi dati, analisi e ricerche in merito, le caratteristiche che dovrà avere il portiere del futuro.
Sulla scorta di ciò, sono andato a intercettare i bisogni del portiere moderno, ma anche il suo allenatore specifico, FIGURA SEMPRE più CRUCIALE PER L’EVOLUZIONE PRIMA DELLA PERSONA POI DEL PORTIERE

SECONDA PARTE:
Ho volutamente trattato in maniera sintetica la parte “teorica”, ciò che è presente in letteratura corollato da riferimenti bibliografici, cercando di identificare gli elementi
essenziali a me utili, che ho utilizzato per MOTIVARE poi quello che io ho potuto sperimentare direttamente nel mio modello di allenamento.

TERZA PARTE:
Ho portato sul campo la mia esperienza e il mio modello di allenamento proponendo degli esercizi pratici basati su casi specifici.

QUARTA PARTE:
Ho inserito degli allegati sulla base dei modelli che io utilizzo ossia: Modello apprendimento, questionari conoscitivi, esercizi su comunicazione efficace e
codificazione linguaggio”

Passa e para!

Il portiere inizia l’esercizio con un passaggio alto verso i tre giocatori fuori area. il giocatore A prende la palla e la gioca con il giocatore B che scarica al giocatore C che va la tiro. Ogni tre tiri si cambia il portiere. 

Anche in questo caso ci sono molte varianti. Consentire al giocatore che riceve la palla di stoppare e tirare subito oppure è possibile aggiungere un difensore e giocare quindi un 3 contro 1 , ecc. 

A seconda delle capacità coordinative dei nostri portieri possiamo definire una serie di obiettivi da raggiungere sia sul passaggio che sulla copertura della porta successiva. Renderli più o meno aggressivi sulle uscite o avere particolari attenzioni sulla traiettoria alta della palla. Passa e para è un esercizio che si rivela sempre divertente come riscaldamento e come gestione delle dinamiche di gruppo con i compagni. 

Circuito per portieri

Semplice esercizio che prevede un circuito per portieri. 

Circuito per portieri

Il giocatore A inizia l’esercitazione con un passaggio alto fino a F1.  F1 dopo aver stoppato la palla effettua un tiro su la porta con il portiere B. Intanto il giocatore A effettua un percorso in agilità (scaletta e ostacoli) per avvicinarsi alla porta con il giocatore B,

Il giocatore B tenta di parare la palla e poi la passa alta con le mani sempre a F1 che questa volta dopo aver stoppato tira al portiere C. C effettua la parata e poi inizia la rotazione tornando al punto dove è iniziata l’azione effettuando il percorso in agilità. 

Il giocatore A prende il posto del giocatore B, Il giocatore B prende il posto del giocatore C, ecc. Il giocatore D quindi inizia la sequenza successiva.

Le variazioni sull’esercizio sono infinite. Ad esempio quando devono tornare al punto di partenza prima di affrontare gli ostacoli i portieri possono lanciare la palla rasoterra con le mani sotto gli ostacoli, eseguire uno skip e poi riprendere il pallone in una presa bassa. prima di fare la scaletta. 

A scopo coordinativo è un esercizio che si può far fare anche agli altri giocatori della squadra dove il circuito per portieri può essere trasformato in una serie di esercizi da fare con il pallone in slalom o in velocità con la palla.

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