Chiare indicazioni sui ruoli

Da alcuni anni mentre incomincia il ritiro dopo i consueti richiami fisici ed atletici per rimettere i ragazzi in forma tengo sempre un incontro dove chiariamo ai ragazzi  i ruoli in campo e le caratteristiche su cui lavorare per ogni ruolo.

Nelle ultime generazioni di giocatori ci sono diversi ragazzi che non guardano le partite in tv e difficilmente vanno allo stadio e anche se la conoscenza dei moduli e delle tattiche principali possono essere chiare perché viste sulla playstation milioni di volte ci sono molte lacune e la conoscenza del ruolo e di cosa esattamente viene richiesto ad ogni giocatore ritengo che vada insegnata perché non sufficientemente chiara ad ognuno di loro.

Con questa tabella si consegna ad ognuno di loro una serie di indicatori che servono anche per l’autovalutazione dove si chiariscono gli aspetti da approfondire e migliorare.

Portiere

Qualità fisiche Altezza e peso del ragazzo e agilità. Capacità di reazione, abilità nel salto e flessibilità fisica generale.

Qualità tecniche Buona presa sicura con le mani sia a terra che in aria e buone capacità di gioco con i piedi

Qualità tattiche Scelta di posizione e movimento in porta, capacità di anticipare le giocate e buona visione di gioco per distribuire la palla con mani e piedi.

Qualità mentali Personalità, Fiducia, Calma e concentrazione

Terzini

Qualità fisiche Resistenza alla velocità e velocità esplosiva

Qualità tecniche Tecnica difensiva, contrastare anche in scivolata, passaggio e ricezione di buona qualità, correre controllando la palla

Qualità tattiche Posizionamento e velocità nel recuperare la posizione, Sincronizzazione con gli altri giocatori e versatilità in attacco

Qualità mentali Aggressività, forza di volontà e fiducia.

Centrale difensivo

Qualità fisiche Altezza, energia, abilità nel salto e velocità 

Qualità tecniche Leggere le traiettorie, capacità di intercettazione della palla, controllo della palla, colpo di testa, passaggio corto e lungo.

Qualità tattiche Posizionamento, marcatura, copertura e supporto.

Qualità mentali Leadership, temperamento, direzione, calma e coraggio

Centrocampista

Qualità fisiche Resistenza, Forza nei duelli, Mobilità 

Qualità tecniche Tecnica difensiva, passaggio, e ricezione e dribbling

Qualità tattiche Posizionamento, marcatura, anticipazione e pressing

Qualità mentali Leadership, Forza di volontà, generosità, abilità nei duelli e cooperazione.

Ali

Qualità fisiche Resistenza e velocità

Qualità tecniche Correre con la palla, dribblare, Capacità di crossare e tirare

Qualità tattiche Movimento difensivo e in attacco, pressing e abilità a vincere i duelli

Qualità mentali Coraggio, generosità, concentrazione, Forza di volontà

Attaccanti

Qualità fisiche Energia, Velocità, vivacità e agilità

Qualità tecniche Finalizzazione, controllo di palla, colpo di testa e dribbling

Qualità tattiche Movimento costante, cambi di direzione e di posizione, corsa nello spazio e temporeggiamento

Qualità mentali Fiducia, Opportunismo, Inganno e Perseveranza

 

Ovviamente questa tabella non è esaustiva di tutte le cose che ci sarebbero da far ma comincia ad essere una traccia importante per arrivare a far capire i ragazzi che gli esercizi che si fanno hanno uno scopo e che ognuno di loro deve gestire la valutazione di questi indicatori per capire come migliorare continuamente.

Possesso ed inserimento

Semplice esercizio sul possesso ed inserimento per insegnare ai giocatori come supportare un attacco mantenendo il possesso palla funzionale a creare lo spazio per il passaggio filtrante per l’attaccante.

Possesso ed inserimento

La squadra con la palla (arancione) ha due giocatori nella casella e tre all’esterno (uno per lato e uno nell’altra metà del cerchio di centrocampo) contro tre giocatori in difesa (verdi) nella casella e due all’esterno.
 La squadra con la palla deve mantenere il possesso e cercare di passare nello spazio all’attaccante verso la porta. Se la difesa conquista la palla a sua volta deve cercare di lanciare i giocatori attaccanti nello spazio. I giocatori nella casella non possono uscire e la casella sarà grande a seconda delle capacità e dell’età dei giocatori.

Importante sottolineare nel possesso palla della squadra arancione l’importanza della palla indietro e palla avanti sfruttando il giocatore nell’altra metà del cerchio a sostegno dei giocatori presenti nella casella mentre per i giocatori verdi diventa fondamentale giocare sull’ampiezza,

Un successivo sviluppo potrebbe essere di avvicinare i giocatori di attacco alla porta e di far giocare ad un tocco nella fase di possesso palla in modo da costringere i giocatori ad una buona visione di gioco.

Quando l’attaccante va a pendere la palla nello spazio può andare direttamente in porta oppure giocare con il compagno (altro attaccante fuori dalla casella) in un due contro due.

All’inizio meglio mettere dei coni per la posizione di partenza degli attaccanti e dei difensori nello spazio perché nella velocità del gioco è facile che si perdano e che non mantengano la posizione.

La coppia di attaccanti si può cambiare a rotazione in mdo da tenere sempre vigili i centrocampisti ed evitare tempi morti.

4 contro 4 per segnare tanti goal

Semplice esercizio 4 contro 4 in cui l’abilità individuale e il giro palla possono creare continue opportunità da gol visto anche lo spazio ristretto in campo. In questo esercizio anche il portiere è continuamente stimolato a tentare di giocare in contropiede.

Per aumentare la competizione possiamo dividere i nostri giocatori in tante squadre da quattro giocatori ciascuna, ognuna con un portiere, due difensori e un attaccante. Gli attaccanti devono rimanere nelle loro zone e i difensori possono andare ovunque. Nelle partitelle la azione inizia sempre con uno dei portieri, che deve giocare con un difensore nella zona difensiva. È una partita veloce giocata per 4 minuti. Tutte le squadre si affronteranno in un campionato all’italiana.

E’ necessario spronare gli attaccanti a provare ogni sorta dribbling per battere i i difensori ma anche a far girare la palla in modo da sfruttare gli inserimenti dei difensori. Il gioco deve essere veloce e intenso per vedere il controllo che hanno i giocatori e per tenere alta la concentrazione.

Ci vorranno buone abilità e supporto al gioco per l’attaccante che deve rimanere nella metà campo dei loro avversari, per aiutarlo a capire dove deve posizionarsi in una partita.

In un allenamenti di scarico questo esercizio 4 contro 4 in partitelle a tema diventa importante per il possesso palla e per il passaggio filtrante per cercare di mandare l’attaccante in goal dopo un movimento in diagonale a cercarsi lo spazio vuoto. I ragazzi si divertono e il mister può lavorare sul ruolo dell’attaccante facendo solo notare le posizioni o le scelte effettuate.

Tiro rapido

In questa allenamento gestiamo i giocatori per mandarli al tiro rapido appena se ne presenta l’occasione. 

Tiro rapido

Avremo in campo quattro difensori, due attaccanti e un portiere. I difensori e il portiere devono tenere la palla e gli attaccanti devono fare pressing e portare all’errore i difensori. Se gli attaccanti riescono a conquistare la palla vanno subito al tiro.

Per mantenere l’intensità alta bisogna avere un sacco di palloni a disposizione.

Si cambiano ruolo spesso in modo da rimanere freschi. Le azioni devono essere rapide . Si gioca per 2 minuti massimo. L’attaccante che alla fine ha fatto più goal vince.

E’ importante che il gioco venga mantenuto veloce, come mister possiam dare vincoli adatti a mantenere veloce il gioco e a forzare gli errori dei difensori come giocare a due tocchi, ecc.

È un ottimo esercizio per ragionare sul pressing e sul movimento negli spazi oltre a mettere alla prova il portiere che deve sempre stare pronto al tiro.

Dribbling veloce

Esercizio semplice sul dribbling veloce con entrambi i piedi e che aiuterà i giocatori ad imparare a cambiare direzione rapidamente.

Il livello di difficoltà aumenta con la velocità con cui il giocatore cerca di dribblare perché deve usare entrambi i piedi. Il passaggio e la ricezione iniziali vengono eseguiti a ritmo, quindi anche il primo tocco è fondamentale.

Dribbling veloce

I giocatori si trovano di fronte all’allenatore a una distanza di circa 15 metri. Il giocatore A effettua un passaggio al mister che restituisce il passaggio nella direzione (destra o sinistra) dove poi il giocatore A effettuerà il dribbling tra i coni tornando al punto di partenza.

Nei coni di destra ovviamente il giocatore deve effettuare lo slalom con il piede destro mentre nei coni di sinistra il giocatore deve effettuare lo slalom con il piede sinistro,

Più aumenta la velocità dell’esercizio più aumenta la difficoltà di gestire la tecnica. Nello slalom di ritorno ci sono molte varianti da far effettuare ai ragazzi a seconda di quello che si vuole misurare. Utile al mister per gestire singolarmente i ragazzi e lavorare sui fondamentali in particolare con il piede debole.

Se il pallone parte dal mister e non dal giocatore si può lavorare anche sul controllo orientato e sul primo tocco.

Rimessa laterale…un buon primo tocco!

Spesso vedo in partita situazioni in cui viene persa la palla soprattutto per la difficoltà di controllare la palla in modo adeguato soprattutto sul primo tocco.

E’ importante allora creare opportunità di allenamento per essere in grado di controllare la palla in modo “morbido” per permettere ai giocatori il tempo e il modo di effettuare la giocata successiva senza problemi.

Durante il riscaldamento dividiamo la squadra a coppie per apprendere le tecniche di controllo di base della palla in una distanza da tre a cinque metri tra di  loro.

I giocatori iniziano con un passaggio rasoterra avanti e indietro, usando un tocco per controllare e uno per passare.

Successivamente chiediamo di  passarsi la palla alzandola delicatamente all’altezza del petto. Il ricevitore con il piede tenta di controllarlo di collo (assicuriamoci che i giocatori utilizzino entrambi i piedi). Successivamente stopparla con la coscia e dopo passando la palla sopra la testa in modo che il ricevitore possa controllare la palla con il petto, inarcando la schiena e piegando le ginocchia.

Dopo aver fatto riscaldare i ragazzi sulle tecniche di base lavoriamo sulla rimessa laterale. Il giocatore che riceve la palla si trova in una piccola area di circa due metri quadrati. Chi compie la rimessa lancia la palla al ricevitore a diverse altezze. Dopo avergli passato la palla gli corre incontro per aggiungere pressione.

primo tocco

Chi riceve la palla deve quindi essere preciso (di collo, di coscia o di petto) a stoppare la palla per evitare di perderla e di vanificar così l’azione. Se posizioniamo anche altri due giocatori su entrambi i lati di chi riceve la palla possiamo anche chiedere , una volta stoppata la palla di effettuare il passaggio successivo.

Nella partitella successiva impostare le rimesse laterali con i controlli obbligati (petto, coscia, collo del piede) e assegna punti se la squadra svolge bene l’obiettivo senza perdere la palla. 

E’ importante che il mister richiami continuamente i ragazzi sull’importanza della rimessa laterale, del tocco morbido e dell’utilizzare il torace come una piattaforma inarcando bene la schiena e piegando le ginocchia come si deve.

Movimenti del difensore

L’allenamento di oggi prevede di lavorare sui movimenti del difensore gestendo la velocità, la posizione e la distanza corretta dei giocatori in modo progressivo. Nel primo esercizio un difensore al centro gestisce gli uno contro uno all’interno del quadrato con gli altri giocatori che uno alla volta tentano di passare dalla parte opposta alla loro. In questo esercizio lasciamo libertà ai giocatori di intervenire come vogliono nell’uno contro uno. Il quadrato non deve essere molto grande e  il ritmo abbastanza intenso.

Movimenti del difensore

Se il giocatore difensivo conquista la palla diventa un attaccante mentre chi ha perso la palla diventa un difensore, Se l’attaccante invece perde la palla ma il difensore non la riconquista l’attaccante NON diventa un difensore. Dopo qualche minuto chiamiamo il cambio giocatore se un ragazzo resta troppo al centro.

Movimenti del difensore


Nel secondo esercizio lavoriamo su un 3 contro 2 con finalizzazione sottolineando i movimenti dei difensori per coprire anche l’eventuale inserimento nello spazio libero del terzo attaccante. Richiamare il fatto che i due difensori devono parlare tra loro e capire come occupare lo spazio e chi attacca la palla,

Nel lavorare sul difensore e sui suoi movimenti dovremo sottolineare ai ragazzi come elaborare la decisione di intervenire o di temporeggiare. Lo stato mentale del difensore (anche quello più aggressivo) deve essere di pazienza. Essere eccessivamente aggressivi o impazienti non sono buone qualità per un difensore che invece deve chiudere la distanza ed essere pronto a cambiare direzione rispetto al movimento dell’attaccante. Deve concedere all’attaccante l’opzione più difficile o, se preferite, impedirgli la soluzione in cui l’attaccante si sente più a suo agio.

Il difensore quindi deve capire se l’attaccante è destro o sinistro e concentrarsi per portarlo in una direzione che copre la parte più interna dell’area (portarlo fuori quindi dalla linea di porta) nella più classica delle diagonali. Se i movimenti dei difensori sono fatti bene anche in un 4 contro 2 diventa difficile segnare!

Movimenti del difensore

Anche nel terzo esercizio dove si gioca un 4 contro 6 è necessario sottolineare sempre di arrivare in tempo sulla giocata avversaria (sapere chi deve uscire nei quattro difesa) e tenere la giusta distanza per portare l’attaccante in una direzione esterna alla porta. Contenere il gioco ma mantenere sempre la pressione sulla palla per approfittare dei possibili sbagli dell’attaccante.

Nella partitella finale poi porre dei vincoli facendo giocare la difesa a due giocatori poi a tre poi a quattro abituando sempre i giocatori a parlare e a mettersi d’accordo sul da farsi a seconda delle giocate avversarie.


Rondò con tiro in porta

Il gioco inizia con un rondò 4 v 2 nella zona centrale all’interno dell’area di rigore. Quattro giocatori supplementari sono posizionati attorno all’area di rigore, alleandosi con i due difensori del 4 v 2.

I 4 attaccanti blu nel rondò 4 v 2 devono effettuare almeno 5 passaggi consecutivi prima di poter tirare in porta. Se i giocatori blu perdono la palla i difensori rossi pasano la palla ai loro compagni al di fuori dell’area di rigore per iniziare il 6 v 4 per tirare in porta.

Qualsiasi palla giocata fuori dalla zona centrale (ad esempio, un brutto passaggio) avvia il 6 v 4. I quattro giocatori esterni devono rimanere fuori dell’area di rigore durante il gioco. Quando i difensori vincono la palla nel 6 v 4, ricominciano a giocare nella zona centrale.

Importante sottolineare ldi tenere una buona intensità giocando a due tocchi. Con i più grandi si può lavorare sull’anticipo delle transizioni muovendosi per primi nel poter ricevere la palla a causa di unno sbaglio avversario.

In questo esercizio sempre con i più grandi è possibile introdurre anche anche il fuorigioco durante il 6 contro 4 in modo da gestire bene gli inserimenti.

Dribbling e precisione

Semplice esercizio sul dribbling e sulla coordinazione generale del ragazzo. Il giocatore 1 corre verso i palloni gira attorno al cono e porta la palla fino al cono davanti al giocatore 2 dove deve tentare di fare un dribbling con cambio di direzione.

Appena superato il cono compie un uno due con il giocatore 2 e va al tiro di precisione nella porticina a lato. 

E’ un semplice esercizio ma se eseguito con i più piccoli specialmente si evidenziano diverse difficoltà sulla corsa e nella coordinazione con la palla. E’ importante che il miste richiami il ragazzo e dimostri l’esercizio facendogli notare la posizione del corpo e come mantenere la corsa con la palla ordinata con la palla al passo (un tocco, un passo).

Importante con i più grandi invece sottolineare il cambio di ritmo e di direzione per eseguire il dribbling sul cono in modo adeguato e soprattutto per controllare nello spazio successivo la palla in modo da effettuare l’uno due con il compagno e il successivo tiro in porta.

Far lavorare i ragazzi sia sul lato destro che sinistro in modo che utilizzino entrambi i piedi ma soprattutto i movimenti del corpo su entrambi le direzioni. 

Come riconoscere il potenziale in tutti i tuoi ragazzi

Riconoscere il potenziale di un ragazzo è sempre frutto di un percorso a lungo termine dove si creano delle tappe per osservare e misurare in modo chiaro i vari aspetti dei ragazzi da prendere in considerazione.

E’ importante come mister delle giovanili avere l’obiettivo di sviluppare le capacità dei ragazzi che ci sono affidati al meglio che possiamo dando opportunità di gioco a tutti e coinvolgendoli negli allenamenti e nelle partite con obiettivi precisi e gestibili.

Spesso invece alcuni allenatori cedono alla tentazione di far giocare solo i ragazzi più bravi per aumentare la probabilità di vincere le partite ma questo atteggiamento sul lungo periodo non è vincente perché la squadra ha bisogno di tanti giocatori preparati  per affrontare la stagione lunga e piena di imprevisti. 

Un aspetto che sicuramente è facile osservare è l’aspetto fisico di un ragazzo. Ma quanto è importante per un giovane atleta avere un fisico sviluppato? 

Sicuramente l’aspetto fisico è importante ma non deve essere l’unico ad essere preso in considerazione. Il ragazzo già strutturato non dovrà subire allenamenti intensivi e allo stesso tempo il ragazzo non sviluppato non dovrà essere denigrato perché non riesce a fare determinate cose.

Come mister dobbiamo tenere presente che l’aspetto fisico è importante non solo per la buona riuscita della partita ma soprattutto per la prevenzione agli infortuni.

Svilupparsi precocemente può sembrare una fortuna dal punto di vista coordinativo e di competizione rispetto ai compagni ma potrebbe essere un’arma a doppio taglio nel lungo periodo per la predisposizione agli infortuni e per l’adattamento mentale che spesso i ragazzi più forti fisicamente hanno.

Quando un ragazzo fisicamente è molto più strutturato dei compagni sviluppa alcune abilità che gli permettono di far goal o comunque di sovrastare i compagni. E’ probabile che il ragazzo non sviluppi altre abilità perché tanto con quelle che ha già soprattutto fisiche riesce ad ottenere gli obiettivi prefissati. Quando però nella crescita anche altri ragazzi avranno le sue stesse doti fisiche è probabile che il ragazzo precoce rimanga indietro nel cammino delle abilità calcistiche e diventi un giocatore più normale.

Molti ragazzi infatti si sviluppano con tempi diversi e il rapporto tra forza e potenza è molto diverso tra loro. E’ necessario allora tenere presente non solo il fattore fisico ma anche la tecnica individuale e la tattica individuale all’interno della squadra attraverso l’interazione con i compagni e da come il ragazzo affronta i problemi calcistici che gli vengono proposti e da quanta creatività riesce ad esprimere per risolverli. 

Aiutare i ragazzi a definire un proprio ruolo all’interno della squadra.  il ragazzo ha fame di fare goal? Ha una grande attenzione ai dettagli? Difende aggressivamente la palla?

Osservare le azioni di ciascun giocatore dentro e fuori dal campo per scoprire in che modo le loro abilità si adattano meglio ai ruoli di squadra.

Prestare attenzione al dettaglio. A volte capita che i ragazzi meno esperti facciano però un gran gioco, tanta corsa o qualche altra qualità su cui ci si può appoggiare per dargli sicurezza e affidabilità iniziale. E’ importante definire una stabilità per poter far crescere tutto il potenziale che hanno al loro interno.

Immagine correlata

E’ necessario lasciarli sbagliare per far in modo che cresca il loro modo di autovalutarsi. A volte potremmo restare sorpresi nel vedere che, una volta che un giocatore impara che è giusto commettere un errore, potrebbe evolversi e compierne sempre meno nelle sue giocate future. Il riconoscimento dei propri limiti è un ottimo modo per aumentare la fiducia nei propri giocatori e alla fine rendere la squadra più forte nel suo complesso perché saranno spronati a migliorarsi.

Un altro errore comune che fanno molti allenatori è quello di concentrarsi sull’abilità attuale dei giocatori piuttosto che cercare di migliorare le abilità per il futuro. È vero, la maggior parte degli allenatori punta ad un gioco con l’obiettivo di vincere, ma potrebbe essere dannoso per l’intera squadra continuare a giocare solo i tuoi migliori giocatori. Una delle cose più difficili da fare è prevedere le prestazioni future dei ragazzi. Quelli più bravi si potrebbero stancare o subire infortuni perché la stagione è lunga e a quel punto se non abbiamo fatto crescere anche gli altri ragazzi meno dotati non abbiamo ricambio. 

Teniamo conto che I giocatori meno esperti tendono ad imparare rapidamente quando sono circondati da giocatori più abili. 

Riconoscere il  potenziale è difficile ma come mister devi concentrarti  sugli aspetti tecnici, fisici e psicologici nel loro complesso. Bisogna sviluppare test misurabili sul campo e definire responsabilità oggettive in alienamento e partite (ruoli, tipi di gioco, compiti precisi, ecc.) in modo da dare ai ragazzi una scaletta di obiettivi da raggiungere premiandoli di volta in volta sul lavoro svolto.

Una volta che riesci ad individuare la chiave per migliorare alcuni aspetti di un ragazzo  migliore sarà la tua squadra e meglio crescerai anche come un allenatore.