Calcio a 5 femminile giovanile: Punti chiave

Sulla base della mia esperienza vorrei elencare quelli che penso siano i punti fondamentali da affrontare per chi inizia ad allenare delle giovani ragazze:

  • Essere autorevoli e non autoritari!

Allenare le ragazze richiede pazienza, equilibrio e la cura della comunicazione è molto importante. Per esempio, quando durante le fasi di gioco esse appaiano distratte o spaesate, per richiamare l’attenzione si tende ad urlare ordini ed osservazioni. Le nostre indicazioni possono essere utili nel momento in cui il richiamo riesce a suggerire in maniera tempestiva il comportamento da correggere. Spesso però, soprattutto se le giocatrici non hanno molta esperienza, potrebbero non comprendere e confondersi andando nel pallone. Una serie di indicazioni troppo lunga potrebbe essere difficile da capire. Meglio poche istruzioni, chiare ed essenziali date al momento giusto. Se siete soliti alzare la voce in campo, ricordate che le donne non lo gradiscono; non reagiscono immediatamente, accusano il colpo ed elaborano conservando il ricordo! Quindi cercate di essere il più autorevoli possibile senza cadere nell’autoritarismo o le giocatrici di punto in bianco potrebbero lasciare la squadra. Le ragazze praticano sport sopratutto per divertirsi!

  • Giocare facile!
    Per quanto sia possibile, soprattutto nelle giovanili, occorre insegnare la costruzione di azioni in cui la portatrice di palla venga aiutata dalle compagne che si fanno vedere in posizioni dove il passaggio sia facile da eseguire e da ricevere. Purtroppo, i nemici principali del passaggio facile sono:
    1. La scarsa reattività;
    2. La lentezza di impostazione;
    3. La forza mal dosata; 
    4. Il pressing degli avversari e la difficoltà di dribblare.

Quando si è alle prime armi, spesso si incontrano tutte queste difficoltà e solo con tanta sofferenza si riesce ad uscire dalla propria trequarti cercando di concludere un giro-palla. Di conseguenza, si cade nella tentazione di giocare palle lunghe. Il gioco “lungo” cerca di risolvere il problema di venire “schiacciati” dagli avversari, ma nasconde delle insidie:

    1. Richiede corse lunghe e ripetute che nel lungo periodo porta ad essere più stanche delle avversarie;
    2. Chi calcia deve possedere una buona tecnica di lancio, perchè deve essere preciso, per non consegnare il pallone alle avversarie ed evitare corse inutili;
    3. La giocatrice che riceve deve avere un buon controllo o si rischia che perda la palla;
    4. Riduce il tempo di possesso palla e dell’azione, ciò significa che si corre di più ed in un minor tempo si restituisce palla agli avversari aumentando il numero dei loro attacchi.

Tante squadre nel calcio e calcio a 5 femminile si affidano ai lanci, senza avere padronanza della tecnica, concludendo buona parte delle azioni con la palla persa. In certi momenti sembra di vedere il football americano giocato con i piedi.

  • Si difende tra l’avversaria e la (propria) porta!

Sottotitolo: Se si perde palla non si sta ferme in attacco ma si ritorna in difesa!

Come verrà recuperata la palla persa?
 
  • Chiarire chi è la propria avversaria! 

Prima di sperimentare altri tipi di difesa, consiglio di iniziare dalla difesa a uomo. Una ragazza deve avere chiaro chi sia la propria avversaria ed imparare a non farsi sorprendere dai suoi movimenti.  Per iniziare, quindi, è meglio dar loro un avversario fisso, assicurarsi che gli sia chiaro come marcarlo e sappiano muoversi insieme a lui per tutto il campo. Solo quando si avrà maturato sufficiente consapevolezza si potranno introdurre altri elementi come scalare o scambiarsi le marcature, che implicano la visione degli spazi lasciati vuoti.

Qual è la mia?
  • Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire!

Con tutta la fantasia possibile per cercare di renderlo piacevole, occorre allenare atleticamente le ragazze, soprattutto se questo è il primo sport che praticano in vita loro. Nel femminile, una migliore condizione atletica sovrasta una migliore preparazione tecnica a parità di esperienza. In tutto ciò, mi sento di consigliare di affidare la preparazione atletica a chi ha studiato e sa gestire carichi di lavoro differenziati, anche individuali, per non provocare infortuni su ragazze giovani. La mia fortuna è di essere in staff con due ragazze che hanno studiato Scienze Motorie e hanno sempre ottimi consigli per adattare gli allenamenti in funzione delle condizioni fisiche delle ragazze, riducendo considerevolmente il rischio di traumi.

Calcio femminile giovanile: Al via i campionati!!!

L’anno scorso si sperimentava la prima Regional Cup UISP di calcio a 5 femminile giovanile in Emilia Romagna con la formula dei concentramenti provinciali. A rappresentare il territorio parmense c’era il team Vallinbici guidato dal mister Mariani.

Un primo importante passo per esaudire il sogno del mister è stato compiuto: sabato inizierà il campionato regionale!

Verrà comunque presentata la seconda edizione della Regional Cup, aperta anche ad altre squadre che volessero partecipare ad un solo concentramento.

Ecco svelato il calendario delle prime partite:

Calendari campionati calcio a 5 femminile giovanile UISP

 

Anche la FIGC non è da meno!

Il 24 novembre, partirà la prima fase a gironi del torneo sperimentale FAIR PLAY WOMEN’s.

L’obiettivo è creare campionati giovanili femminili, per squadre under 12  che oggi militano nei campionati misti. Si pensa così di ridurre il fenomeno dell’abbandono da parte delle atlete più giovani. (già esistono campionati under 15, under 17 e under 19 solo femminili.)

 

Il Torneo prevede:

I° TURNO: 24 Novembre 2019

II° TURNO: 7 Dicembre 2019

III° TURNO 12 Gennaio 2020

Festa finale Febbraio 2020 (per tutte le squadre partecipanti)

Ovviamente non vogliamo dimenticare il campionato ALLIEVE (annate 2004-2008) di calcio a 9 organizzato dal CSI di Reggio Emilia, che già da qualche anno permette la crescita sportiva delle giocatrici nell’età adolescenziale. Il campionato è già iniziato e dopo 2 giornate in testa c’è il Nubilaria al comando a punteggio pieno seguito dall’Arsenal di Cadelbosco Sopra (Calendario sul sito e sulla APP del CSIRE).

Credo che si stia lavorando bene e con la giusta visibilità si otterranno risultati ancora migliori.

Foto della partita tra G.S. Arsenal e Atletico Castellazzo

Link utili per maggiori informazioni:

http://www.figc-dilettanti-er.it/comunicati/2019

https://www.csire.it/albo/risultati-calendario-classifiche-squadre.html?q=cal

http://www.uisp.it/emiliaromagna/calcio/comunicati

Sviluppi sul sistema di gioco 3 – 1

Durante il corso con Lami Nico (mister del Prato calcio a 5 in serie B e docente dei corsi di abilitazione FIGC) mi è stato dato il compito di sviluppare in palestra il compito di insegnare in allenamento i concetti di protezione della palla e sviluppo del sistema di gioco 3 – 1. 

sistema di gioco

Nell’esercizio proposto ieri ho affrontato un esercizio per poter affrontare gli aspetti della protezione della palla mentre oggi sviluppo l’azione in modo da entrare meglio nei movimenti del sistema di gioco 3 – 1.

Dopo aver protetto la palla il giocatore 1 esce dal cerchio di centrocampo e passa la palla in profondità sul giocatore 2 (pivot) che gli restituisce la palla con un uno due permettendogli di andare al tiro.

sistema di gioco

Un successivo sviluppo viene dall’introduzione in gioco di un avversario (giocatore 4) a marcatura del giocatore 2.

In questo caso dopo aver protetto la palla il giocatore 1 esce dal cerchio di centrocampo e passa la palla in profondità sul giocatore 2 (pivot) e decide a seconda della protezione della palla e dei movimenti del giocatore 2 se effettuare un taglio a destra (percorso A) oppure a sinistra (percorso B) per liberarsi per il tiro.

Il giocatore 2 può decidere se sviluppare un gioco in un 2 contro 1 con il suo compagno di squadra (giocatore 1) oppure in un 1 contro 1 con il giocatore 4 per andare al tiro. 

sistema di gioco

Altro sviluppo è aggiungere un ala (giocatore 5) in modo che il giocatore 1 dopo aver protetto la palla fa lo stesso gioco di prima ma con il suo movimento condiziona il gioco del pivot e dell’ala.

Infatti se il giocatore 1 passa al giocatore 2 e compie il percorso A il giocatore 5 può compiere un taglio sull’altro lato del campo in modo che il giocatore 2 possa avere due scelte: passaggio al giocatore 1 o al giocatore 5.

Se invece il giocatore 1 passa la palla al giocatore 2 e compie il percorso A il giocatore 5 può attaccare la profondità o combinare il movimento di uno due con il giocatore 2. Le combinazioni sono tante.

L’ esercitazione proposta per step successivi serve proprio a far capire ai ragazzi le propensioni naturali soprattutto in fase analitica e poi farli entrare nei movimenti del sistema 3 – 1 poco per volta contro avversari in inferiorità numerica facendo fare a loro le scelte più opportune. L’aggiunta di difensori fino ad arrivare alla parità numerica porterà i ragazzi a ragionare sui movimenti più efficaci e sulle potenzialità e i limiti di tutti i compagni di squadra.

Il mister deve essere bravo a tenere i tempi brevi nei vari esercizi e a far notare ai ragazzi ad esercizio compiuto gli aspetti positivi ma facendoli ragionare sul perché non sono invece riusciti a portare a successo l’esercizio stesso.

Protezione della palla

Una difficoltà che si riscontra spesso tra i ragazzi è la scarsa capacità di protezione della palla. Questa capacità risulta fondamentale per mantenere il possesso o anche semplicemente per guadagnare tempo per far ricompattare o salire la propria squadra.

Nel centro di centrocampo sono già presenti due giocatori. Il mister passa la palla a uno di questi due a suo piacere e questi deve proteggere la palla per almeno 5 secondi dentro al cerchio di centrocampo e poi dribblare e tentare di andare al tiro verso la porta. Ovviamente chi attacca se riesce ad impossessarsi della palla compie lo stesso gesto verso la porta.

All’interno del cerchio possono venire attuate tutte e tre le tipologie di protezione della palla: dorsale, laterale e diagonale.

Infatti il giocatore che riceve la palla può riceverla proteggendo con il corpo mettendo il proprio dorso a contatto con il petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede lontano (protezione dorsale).

Oppure può decidere di riceverla con protezione diagonale estendendo il braccio a mano aperta in appoggio sul petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede opposto all’avversario o con una protezione laterale con la stessa tecnica ma con il giocatore avversario posto lateralmente.

Il mister deve essere bravo a lavorare sulla gestione del contatto fisico tra i ragazzi e sottolineare il coraggio, la forza e l’equilibrio che sono i requisiti essenziali per poter avere la padronanza della capacità di protezione della palla.

Serve continuità nel calcio a 5 femminile

La gestione delle squadre femminili nel calcio a 5 presenta sempre molti problemi di carattere gestionale e organizzativo. Soprattutto serve continuità. Prendo spunto per parlarne perché da alcuni anni ad ogni riunione in lega calcio UISP, si ripresenta la polemica di alcune squadre amatoriali verso la rosa di alcune squadre che sono sempre amatoriali ma presentano anche molte ragazze che partecipano ai campionati FIGC. Mi piacerebbe condividere con voi alcune considerazioni a tal proposito.

Anche se tesserate Figc, buona parte delle squadre femminili sono Associazioni Sportive Dilettantistiche che talvolta sono di fatto solo un gruppo di amiche che chiede l’affiliazione ad una ASD per adempiere alle procedure burocratiche.

Dispongono di budget modesti spesso raccolti in autofinanziamento. Avere budget ridotti porta a cercare di risparmiare sull’affitto delle palestre e di conseguenza a ridurre le ore di allenamento (per molte, si parla di un allenamento settimanale da 2 ore, più la partita, nel periodo da settembre a maggio).

Chi contesta il fatto che nell’amatoriale ci siano squadre organizzate anche per fare la FIGC parte dal fatto che le giocatrici FIGC possono contare su 2-3 allenamenti settimanali (ed una partita nei week end) che le portano ad essere più allenate fisicamente e preparate mentalmente rispetto alle altre. D’altro canto, non fermandosi mai, sono molto più affaticate e più a rischio di infortunio.

Purtroppo, il fatto di non poter disporre di tempo o denaro sufficienti limita a crescita di una squadra. Un problema comune a tutte le squadre è proprio quello di non poter apprendere e sviluppare le tecniche e la coscienza tattica perchè occorre spendere tempo e mettere impegno con continuità e questo non è sempre possibile.

Il punto critico per molte squadre infatti è di non poter disporre delle proprie giocatrici in maniera costante a causa dei vari impegni che queste hanno per lavoro, studio o famiglia. Esistono team di 25 giocatrici di cui in partita se ne presentano 6.

Giocare ed allenarsi insieme sta alla base della costruzione delle buone dinamiche di una squadra. Quindi ritornando alla polemica delle squadre amatoriali le giocatrici FIGC possono essere l’anello debole perché essendo parte del gruppo in maniera incostante non si amalgamano al pari delle altre.

Concludendo questa serie di considerazioni sottolineo alcuni aspetti che valgono anche per le altre categorie maschili e non.

Nell’allenamento che ogni mister fa, sin dalle giovanili, si deve insegnare che un atleta deve gestire il proprio tempo per rispettare l’impegno preso verso il gruppo (e verso se stessi).

Nella scelta di comporre le rose delle squadre l’inserimento di elementi apparentemente più preparati ma incostanti non è mai vincente e nel lungo periodo genera fratture tattiche e di spogliatoio.

Avere una società (allo stadio attuale non tutte le società femminili di calcio a 5 sono in queste condizioni) che riesca a garantire il budget per riuscire a fare un numero adeguato di allenamenti in modo da diventare sempre più strutturati. Per essere credibili e poter impostare un lavoro adeguato serve continuità!

Il calcio a 5 femminile

Salve, sono Michele Guerra, preparatore dei portieri della squadra di calcio a 5 femminile di Tuttimondi ASDPS. Ho fatto parte dello staff della Medesanese Futsal femminile con la quale, grazie alle ragazze e all’esperienza di Michele Oppici e Marco Rossi, abbiamo vinto 2 campionati di serie C regionale e una coppa Emilia.

Partendo da questo documento vorrei iniziare a parlare di calcio e calcio a 5 femminile condividendo la mia esperienza nel settore con voi.

Per tutti gli allenatori che vogliono iniziare l’avventura nel calcio femminile giovanile consiglio di leggere questo documento della FIGC di Bolzano per prendere spunto per impostare il lavoro. Anche se breve puntualizza diversi aspetti.

Per chi allena il femminile una cosa che spesso si sottovaluta delle donne è la alta competitività. L’allenatore deve avere autorevolezza per essere ascoltato, deve saper ascoltare e saper interagire in maniera adeguata con le proprie giocatrici e con le “mille verità” che si vengono a creare. Deve saper gestire i rapporti con direttori di gara talvolta indisponenti ed arroganti verso le donne e talvolta meno esperti o preparati rispetto ai colleghi che arbitrano il maschile.

Parlando dell’attuale generazione di giocatrici che vestono le maglie delle prime squadre, pur avendo maturato un lunga esperienza, solo poche hanno iniziato a giocare prima dei 14 anni e per questo mostrano piccole incertezze sui fondamentali.

Fortunatamente per il movimento stanno nascendo tantissime squadre che ammettono bambine di 6 anni che approcciando a questo sport da piccole hanno meno titubanza rispetto alle adolescenti che approcciano per la prima volta a questo sport.

Uno dei principali fattori frenanti per le giocatrici, all’inizio, è proprio la paura o la timidezza di approcciare un nuovo mondo. Partire senza un fardello emotivo di incertezza sicuramente velocizza l’apprendimento, dà meno possibilità alle avversarie di approfittare dell’inesperienza e rende più sereno il gioco.

Un secondo punto critico per le neofite, che entrano a far parte di gruppi che si allenano da più tempo, è il non farsi scoraggiare per il lavoro da compiere per arrivare al livello delle compagne. Occorre far giocare le esordienti affiancate dalle compagne con maggiore esperienza, che sanno facilitarne il gioco, per non far pesare loro eccessivamente le imprecisioni o la gestione macchinosa della palla.

Parlando di creare un gruppo da zero, condivido in pieno il fatto che il futsal sia molto allenante per la mente dell’atleta, quindi utile anche per coloro che aspirano a giocare nel calcio a 11.

Gli esercizi e gli sviluppi in spazi ridotti costringono a prendere decisioni rapide, a ridurre le sbavature tecniche che possono essere fatali se permettono all’avversario di intercettare la palla.

Prediligendo passaggi veloci palla a terra, permettono una gestione più rapida ed agile in fase di ricezione, al contrario della scuola del calcio a 11 femminile in Emilia Romagna che è per la sua gran parte ancora improntata sulla palla lunga alla punta che deve correre più dei difensori. Un buon allenamento stile futsal permette di avere una visione completa del campo e generare sinergia tra i compagni, muovendosi sempre in armonia per occupare gli spazi lasciati vuoti in maniera ottimale.

Purtroppo, se tali capacità non si allenano sin dalla più tenera età, sarà sempre più difficile riprenderle ad età più avanzate.

Parlando di giovanili nel calcio a 5, sino all’anno scorso le ragazze a Parma non potevano partecipare a campionati se non al compimento del quattordicesimo anno di età, entrando in squadre di adulte, perché ancora non esistevano i campionati under 12 o under 14. Questo causava un fortissimo ritardo nell’apprendimento della tecnica e dell’orientamento in campo.

Una bambina doveva essere abbastanza paziente e allenarsi per anni senza giocare (cosa molto improbabile, che portava per il più delle volte all’abbandono) o si presentava a 14 anni in una squadra di adulte soffrendo parecchio per le proprie lacune rispetto compagne ed avversarie.

L’ingresso era sempre molto traumatico, perché ogni piccola sbavatura nel passaggio o la ricezione si traduceva in una palla persa o peggio in un gol. Le compagne e le avversarie spesso  avevano esperienza pluriennale e questo provocava anche forte disagio e sconforto per ogni piccolo errore, portando molte ad abbandonare nonostante le potenzialità.

Per ciò che concerne l’Emilia Romagna, l’inizio ritardato delle atlete non ha mai permesso uno sviluppo di questo sport in termini di competitività e qualità di gioco. Le squadre per la maggior parte chiamavano giocatrici formate nel calcio a 11, con buone basi calcistiche, ma da riadattare e rieducare per il futsal.

Molte di loro ammettevano una grande fatica ad entrare nei meccanismi, nell’occupazione degli spazi liberi, nei passaggi rapidi e continuativi, nel gioco di suola e nei tiri di punta, facevano fatica a perdere il “ruolo fisso” che avevano nel calcio a 11, difficilmente si fidavano a fare passaggi in appoggio alla compagna arretrata e sopratutto riproponevano il gioco del calcio che avevano imparato con lanci lunghi al “pivot” improvvisato o sulle corse delle ali.

Ho allenato nell’attuale generazione di trentenni e spesso occorreva fare tantissimi allenamenti specifici sui fondamentali, soprattutto sul passaggio e controllo, i movimenti pivot, i movimenti e le uscite da portiere del futsal ed ottenendo risultati decenti solo dopo tanto tempo e tanta tenacia.

Un arrivederci al prossimo appuntamento in cui parleremo ancora di calcio e calcio a 5 femminile giovanile, amatoriale e dilettantistico.

Possesso palla nel calcio a 5

Esercizio adatto a squadre under 17/19 e prima squadra per curare il possesso palla nel calcio a 5 oltre ai principi di smarcamento , pressione, movimenti del sistema 3-1 e passaggio con l’uomo in movimento

Possesso palla nel calcio a 5

L’esercizio si svolge in un campo 40 X 20 metri con 4 porticine (senza portieri) da disporre nei 4 angoli come da foto. Nel calcio a 5, rispetto al calcio a 11, il possesso palla deve essere curato nei minimi particolari.

Servire palla al proprio compagno sul piede forte, dare sempre almeno 2 alternative al possessore della palla, smarcarsi per ricevere palla senza l’intercetto del difensore ecc sono tutte fasi del possesso palla da fare con la massima cura.

La mancanza di attenzione nei principi sopra elencati si trasforma nel goal della squadra avversaria quasi sempre perché l’intercettamento della palla mette in condizioni di fare gol in una delle due porticine avversarie con tempi rapidi senza la possibilità di recupero dalla squadra che ha sbagliato il possesso.

Nello sviluppo del gioco con modulo 3-1 si effettua una rotazione con cambio di posizioni dei giocatori. Alcuni prediligono il cambio ala – pivot, altri l’inserimento del centrale difensivo ecc.

Il mister deve esercitare queste rotazioni sottolineando nei movimenti la cura massima nel possesso palla.

Far capire ai ragazzi che il passaggio con l’uomo in movimento presuppone visione di gioco e conoscenza del modulo (3 – 1 in questo caso) in modo da poter sfruttare le caratteristiche dei propri compagni. Ogni giocatore in possesso deve mettere in condizione il suo compagno di poter ricevere la palla sul piede forte.

Nello stesso tempo dal punto di vista difensivo bisogna sottolineare la pressione da portare al portatore e l’attenzione ai tentativi di smarcamento dei compagni.

Normalmente utilizzo questo esercizio per la durata di 5 min circa con alta intensità e pressione (oltre ai principi difensivi e offensivi si può utilizzare per migliorare la resistenza) oppure per 20/25 min utilizzandolo come partita con cambi.

Controllo orientato e passaggio

In questo periodo sto frequentando il corso per allenatore di calcio a 5 a Bologna e il nostro docente di tecnica Nico Lami ci ha dato una serie di argomenti da sviluppare in esercizi sul campo su cui poi ognuno di noi partecipanti al corso si interroga e sviluppa proposte. Sabato mattina il mister Lorenzo Bongiovanni ha presentato un esercizio sul controllo orientato e sul passaggio che mi è piaciuto particolarmente sia per semplicità che per efficacia sull’obiettivo da raggiungere.

I giocatori sono disposti su un quadrato dove all’interno ci sono 4 giocatori blu che hanno il compito di fare da sponda e all’esterno del quadrato, posizionati sui vertici abbiamo gli alti giocatori rosa con un pallone per ogni vertice.

Il giocatore 1 conduce la palla e la passa al giocatore 2 che, dopo un controllo orientato  gliela ripassa. Il giocatore 1 nella sua corsa dopo il passaggio ha l’ostacolo da superare dove può fare contro movimento o altri esercizi vari e quando riceve la palla con un controllo orientato la conduce e la passa al giocatore 3. Su ogni lato del quadrato si svolge la stessa sequenza in contemporanea.

Il giocatore 2 insieme alle altre sponde effettuato il passaggio al giocatore 1 andrà ad occupare un altro lato del quadrato posto alla sua destra (anche tutti le altre sponde ruoteranno verso destra).

Questo esercizio mi è piaciuto molto perché ritengo che sia veloce da comprendere per i ragazzi e permetta al mister di correggere velocemente gli eventuali errori sul controllo orientato dei vari giocatori avendo sempre tutti sotto controllo.

Se impostiamo un campo lungo e largo possiamo lavorare sulla anche sulla resistenza mentre se stringiamo il campo possiamo lavorare sulla forza soprattutto sottolineando i cambi di direzione rivolto all’ostacolo.

Possiamo anche al posto dell’ostacolo inserire un difensore che abbia spazi delimitati in cui intervenire per lavorare anche sulla precisione della gestione della palla e dei movimenti simulando la situazione di partita.

Adatto al calcio a 5 come al calcio a 11. Bravo Lorenzo!