Centrocampisti rapidi

Esercitazione che permette di lavorare sulle transizioni veloci in modo da rendere i centrocampisti rapidi nell’organizzarsi all’interno del gioco sia nelle ripartenze per attaccare sia nelle coperture difensive.

Centrocampisti rapidi

Divido i giocatori in una squadra di nove (nera) contro una squadra di sette (arancione). La squadra di sette ha quattro nella zona più grande più il portiere e due nella zona piccola mentre la squadra di nove ha 4 nella zona di difesa più il portiere e 4 nella zona di attacco.

Il gioco inizia dal portiere che passa nell’area piccola ai giocatori che devono fare un possesso di almeno 3 passaggi prima di spostarsi nella zona più ampia ed effettuare cosi una superiorità numerica contro la squadra arancione.

Quando la palla esce il gioco si riavvia sempre dal portiere con l’area piccola. E’ importante che il mister sottolinei la posizione corretta dei centrocampisti nel momento in cui la palla esce dalla difesa per la squadra di attacco e le corrette coperture delle linee di passaggio per la difesa.

E’ necessario cambiare le squadre dopo tre o quattro azioni per far capire i movimenti a tutti i giocatori.

Questo esercizio quindi ci porta a lavorare sulle ripartenze dopo la riconquista della palla facendo lavorare la squadra sui movimenti in ampiezza e profondità durante un’azione d’attacco. 

La rapidità di decisione dei centrocampisti viene dal movimento ad allargarsi immediato dei giocatori d’attacco appena si riconquista palla e dalla capacità di smarcarsi con movimenti senza palla in modo da avere più possibilità di ricevere il passaggio.

E’ opportuno che il mister stimoli l’intensità e la velocità del gioco cercando di mantenere precisione ed efficacia nell’azione che si sta sviluppando.

 

Attaccare la difesa

In questo esercizio alleniamo i nostri giocatori (centrocampo ed attacco) ad attaccare la difesa per andare a fare goal  mettendo sotto pressione i giocatori avversari che tentano di fare possesso palla nella loro aerea.

Attaccare la difesa

Dividi i tuoi giocatori in sei difensori, quattro attaccanti e un portiere. I difensori iniziano con la palla e devono effettuare un possesso palla di 30 secondi per segnare un punto giocando anche con il portiere. Dopo i 30 secondi i difensori possono portare la palla dopo al linea di meta per avere il punteggio doppio.

Gli attaccanti invece vengono ad attaccare i difensori dopo il primo passaggio e devono vincere la palla. Se gli attaccanti vincono la palla hanno 30 secondi per segnare un goal.

I giocatori in attacco devono riuscire a pressare il portatore di palla e devono chiudere le linee di passaggio. E’ importante lavorare anche sull’intercetto affrontando i difensori e creando movimento per vincere la palla.

Importante che il mister sottolinei che la richiesta di pressare i difensori ha l’obiettivo di far commettere errori alla difesa. Rientra nei principi che una squadra può adottare e cioè quello di avere un atteggiamento aggressivo (calcisticamente parlando) e fortemente reattivo.

Attaccare la difesa in modo aggressivo è un modo per cambiare ritmo alla partita. Bisogna forzare il contrasto con l’avversario in punti del campo dove sia possibile raddoppiare oppure costringere l’avversario al passaggio debole e lento  rendendolo così facilmente intercettabile e deviabile.

Il mister deve essere bravo a lavorare sulla mentalità dei giocatori perché questo tipo di attacco non è facile da realizzare. Richiede una buona condizione fisica, una buona velocità di reazione e una certa aggressività. E’ molto dispendiosa fisicamente ed è per questo che è necessario avere un certo equilibrio mentale.

Non bisogna troppo facilmente esaltarsi o abbattersi, ma applicarsi con fiducia, determinazione e volontà.

 

Squadra chiusa dietro: come giocare

La settimana scorsa un amico mister degli esordienti in lombardia mi ha chiesto come fare in allenamento alcuni esercizi per poter giocare contro una squadra chiusa dietro.

A tutti noi è sicuramente capitato di giocare contro una squadra che lascia parecchi ragazzi nella zona della palla giocando nella propria metà campo con l’obiettivo di riconquistare palla ed effettuare una ripartenza immediata in contropiede.

La Grecia nel 2004 con questa strategia ci vinse un europeo battendo squadre molto più quotate come Francia, Repubblica ceca e Portogallo con una serie di 1 a 0 figlie della chiusura in difesa e del rapido contropiede.

squadra chiusa dietro

Gli esordienti giocano a 9 e la prima cosa è stabilire il modulo ottimale per giocare contro squadre chiuse. Personalmente penso che il modulo 1- 3 – 1 – 2 – 1 sia quello più indicato perché permette un buon giropalla ricercando l’ampiezza e favorendo sovrapposizioni e cross mantenendo però sempre un buon livello di copertura.

Per chi attacca è importante tenere dei ragazzi tra le linee difensive avversarie e fornirgli palloni giocabili tentando di sfruttare possibili errori avversari tramite cross oppure giocate in uno – due. 

Nei tre giocatori davanti al libero è importante che ci siano ragazzi con un buon tiro da fuori magari schierando gli esterni a piede invertito in modo da sfruttare al meglio le loro capacità per andare al tiro da fuori.

In genere le squadre “chiuse” concedono maggiormente la finalizzazione da fuori area.

Sull’allenamento direi di esercitarsi spesso su palla avanti e palla indietro e la precisione sul passaggio e gestione del possesso palla perché diventa utile per preparare i ragazzi alla precisione di questi gesti tecnici e alla velocità nell’eseguirli.

Come obiettivo tattico ci poniamo di ricevere palla in mezzo alle linee difensive davanti alla difesa avversaria.

Chi attacca deve eseguire una buona circolazione di palla tra i centrocampisti cercando il giocatore offensivo esterno con la sistematica sovrapposizione del terzino più basso che parte dalle retrovie. 

Ovviamente il discorso non è finito qui ma ci sono tanti aspetti da valutare soprattutto in relazione ai giocatori che un allenatore ha…voi cosa ne pensate?

Sviluppi sul sistema di gioco 3 – 1

Durante il corso con Lami Nico (mister del Prato calcio a 5 in serie B e docente dei corsi di abilitazione FIGC) mi è stato dato il compito di sviluppare in palestra il compito di insegnare in allenamento i concetti di protezione della palla e sviluppo del sistema di gioco 3 – 1. 

sistema di gioco

Nell’esercizio proposto ieri ho affrontato un esercizio per poter affrontare gli aspetti della protezione della palla mentre oggi sviluppo l’azione in modo da entrare meglio nei movimenti del sistema di gioco 3 – 1.

Dopo aver protetto la palla il giocatore 1 esce dal cerchio di centrocampo e passa la palla in profondità sul giocatore 2 (pivot) che gli restituisce la palla con un uno due permettendogli di andare al tiro.

sistema di gioco

Un successivo sviluppo viene dall’introduzione in gioco di un avversario (giocatore 4) a marcatura del giocatore 2.

In questo caso dopo aver protetto la palla il giocatore 1 esce dal cerchio di centrocampo e passa la palla in profondità sul giocatore 2 (pivot) e decide a seconda della protezione della palla e dei movimenti del giocatore 2 se effettuare un taglio a destra (percorso A) oppure a sinistra (percorso B) per liberarsi per il tiro.

Il giocatore 2 può decidere se sviluppare un gioco in un 2 contro 1 con il suo compagno di squadra (giocatore 1) oppure in un 1 contro 1 con il giocatore 4 per andare al tiro. 

sistema di gioco

Altro sviluppo è aggiungere un ala (giocatore 5) in modo che il giocatore 1 dopo aver protetto la palla fa lo stesso gioco di prima ma con il suo movimento condiziona il gioco del pivot e dell’ala.

Infatti se il giocatore 1 passa al giocatore 2 e compie il percorso A il giocatore 5 può compiere un taglio sull’altro lato del campo in modo che il giocatore 2 possa avere due scelte: passaggio al giocatore 1 o al giocatore 5.

Se invece il giocatore 1 passa la palla al giocatore 2 e compie il percorso A il giocatore 5 può attaccare la profondità o combinare il movimento di uno due con il giocatore 2. Le combinazioni sono tante.

L’ esercitazione proposta per step successivi serve proprio a far capire ai ragazzi le propensioni naturali soprattutto in fase analitica e poi farli entrare nei movimenti del sistema 3 – 1 poco per volta contro avversari in inferiorità numerica facendo fare a loro le scelte più opportune. L’aggiunta di difensori fino ad arrivare alla parità numerica porterà i ragazzi a ragionare sui movimenti più efficaci e sulle potenzialità e i limiti di tutti i compagni di squadra.

Il mister deve essere bravo a tenere i tempi brevi nei vari esercizi e a far notare ai ragazzi ad esercizio compiuto gli aspetti positivi ma facendoli ragionare sul perché non sono invece riusciti a portare a successo l’esercizio stesso.

Protezione della palla

Una difficoltà che si riscontra spesso tra i ragazzi è la scarsa capacità di protezione della palla. Questa capacità risulta fondamentale per mantenere il possesso o anche semplicemente per guadagnare tempo per far ricompattare o salire la propria squadra.

Nel centro di centrocampo sono già presenti due giocatori. Il mister passa la palla a uno di questi due a suo piacere e questi deve proteggere la palla per almeno 5 secondi dentro al cerchio di centrocampo e poi dribblare e tentare di andare al tiro verso la porta. Ovviamente chi attacca se riesce ad impossessarsi della palla compie lo stesso gesto verso la porta.

All’interno del cerchio possono venire attuate tutte e tre le tipologie di protezione della palla: dorsale, laterale e diagonale.

Infatti il giocatore che riceve la palla può riceverla proteggendo con il corpo mettendo il proprio dorso a contatto con il petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede lontano (protezione dorsale).

Oppure può decidere di riceverla con protezione diagonale estendendo il braccio a mano aperta in appoggio sul petto dell’avversario mentre si controlla la palla con il piede opposto all’avversario o con una protezione laterale con la stessa tecnica ma con il giocatore avversario posto lateralmente.

Il mister deve essere bravo a lavorare sulla gestione del contatto fisico tra i ragazzi e sottolineare il coraggio, la forza e l’equilibrio che sono i requisiti essenziali per poter avere la padronanza della capacità di protezione della palla.

Fuorigioco: movimento di rientro e inserimento

Insegnare ai ragazzi i movimenti del fuorigioco non è mai semplice ma in questo esercizio il movimento di rientro viene esercitato più volte in modo da capire meglio come utilizzarlo anche in partita. 

Fuorigioco

Dividiamo la squadra in due gruppi e posizioniamo un giocatore all’altezza dei coni come disposto in figura.

Il primo giocatore dei blu (giocatore 1) parte e appena attraversato la linea dei birilli tira in porta prima di entrare in area. Senza perdere tempo deve poi rientrare attraverso la linea dei birilli nel campo da cui è partito e tirare al volo sul passaggio del suo compagno di squadra posizionato fuori dal campo. Dopo aver recuperato il pallone prende il posto del compagno fuori dal campo.

Continuare l’esercizio finché tutti i giocatori non l’hanno eseguito partendo da entrambi i lati.

Il mister nello spiegare l’esercizio deve sottolineare di rientrare veloci dopo il primo tiro e altrettanto velocemente imbucare la difesa (composta dai birilli) per poter andare al tiro al volo.

E’ importante che il passaggio del compagno di squadra sia lontano dalla posizione del primo tiro del compagno di squadra e che sia fatto nei giusti tempi in modo da dare tempo al giocatore di rientrare dal fuorigioco e di tornare al tiro.

Le prime volte che i ragazzi effettueranno l’esercizio tenderanno ad effettuare il primo tiro sbadatamente per concentrarsi sul movimento del fuorigioco. E’ importante evidenziare (magari dando un punteggio maggiore al goal fatto direttamente) che sono due esercizi in uno e che in partita capitano entrambi più volte.

A seconda dell’età e delle abitudini dei ragazzi possiamo inserire un difensore centrale che possa trasformare l’esercizio da analitico a situazionale.

Difesa a 3

Esercizio per gestire ed allenare la difesa a 3.  La scelta di giocare con una difesa a 3 giocatori è dettata dalle caratteristiche tecniche, fisiche e mentali dei giocatori a disposizione ma anche dalla maggiore copertura nella zona centrale nei confronti della maggioranza delle squadre che schierano due attaccanti. 

Difesa a 3

Nell’esercizio è importante sfruttare l’ampiezza del campo e far girare palla per evitare la pressione dei due attaccanti. Bisogna evitare di farsi schiacciare davanti alla linea di meta per evitare che di fronte ad un errore difensivo gli attaccanti possano approfittarne senza avere possibilità di rimediare.

Per eseguire l’esercizio dividiamo i giocatori in due squadre di tre giocatori posti in difesa (arancioni e blu). Per iniziare la squadra arancione deve effettuare tre passaggi e poi uscire e passare la palla alla squadra blu che deve fare lo stessa cosa e ritornare alla squadra arancione.

Gli attaccanti (due per ogni metà campo) devono cercare di rubare palla alla difesa pressando sul giro palla della difesa. Se riescono a rubare la palla alla difesa devono portarla oltre la linea di meta.

Se la difesa riesce a compiere due volte il giro palla consecutive senza che gli attaccanti riescano a toccare la palla segna un goal.

A seconda delle difficoltà o della bravura dei giocatori possiamo aumentare gli attaccanti che pressano o mettere obblighi alla difesa (due tocchi, gioco di prima, ecc.).

Aspetto fisico dei giocatori

In questi anni guardando diverse partite nel settore giovanile ho notato che l’aspetto fisico dei giocatori viene preso in considerazione per formare le squadre che vogliono vincere senza particolari costruzioni di gioco.

Non è sempre vero ma la maggior parte delle squadre che hanno ragazzi biologicamente già sviluppati rispetto alla media dei pari età giocano soprattutto sulla capacità di questi ragazzi di fare la differenza in partita per corsa e potenza fisica.

Molti mister per fortuna prediligono l’abilità dei ragazzi indipendentemente dall’altezza e dal peso.

Aspetto fisico dei giocatori

Voi in che mister vi identificate? Quanto conta per voi l’aspetto fisico dei giocatori?

Nel primo tipo cioè se avete giocatori forti fisicamente indicate alla squadra di scaricare la palla a loro e gli fate fare risultato o nei secondi dove comunque vada il gioco viene sviluppato da tutti i ragazzi indipendentemente dal fisico?

Nel fare formazione ai mister di vari e società personalmente sottolineo sempre di non lasciarsi prendere dalle dimensioni fisiche dei ragazzi e confonderle con abilità e tecnica perchè spesso i ragazzini nella crescita perdono tutti i vantaggi che hanno nel momento in cui  gli altri ragazzi li raggiungono nel tasso di crescita.

Nelle giovanili si nota spesso questo problema quando le squadre passano dal gioco  9 vs 9 a 11 vs 11. 

Bisogna trovare il giusto equilibrio per dare tempo e spazio ai ragazzi fisicamente non ancora sviluppati. 
Psicologicamente i ragazzi vivono con fatica questo momento di trasformazione e proprio per questo il mister deve dare loro molta attenzione tenendo d’occhio quello che sta succedendo. 

Spesso capita che l’attaccante prolifico nelle categorie minori quando comincia a giocare in spazi più grandi non riesca più a segnare.

Il mister deve insegnare il modo di sfruttare al meglio le proprie capacità lavorando sul lato fisico del suo gioco, sulla protezione della palla e su come crearsi lo spazio contro i difensori più grandi per prepararsi comunque l’opportunità di tiro oppure di poter giocare di sponda per i compagni.

Si tratta quindi di affrontare questo problema adottando un approccio diverso al gioco di squadra e che il singolo giocatore se è più piccolo dell’altro può essere altrettanto bravo se mette il tempo e lo sforzo per lavorare con gli esercizi giusti. 

Richiede molto lavoro ma così facendo teniamo fede al ruolo di mister delle giovanili che ha il compito di far crescere i ragazzi che gli vengono affidati.

Buon lavoro!

Attacco in ampiezza

Esercizio per gestire l’attacco in ampiezza con l’obiettivo di rompere la linea difensiva. Per i difensori infatti è difficile rimanere compatti quando la squadra in attacco produce un giro palla in ampiezza dando la possibilità agli attaccanti di trovare spazi per andare a fare goal.

Gli attaccanti lavorano in coppia e attaccano contro i tre difensori. Hanno l’appoggio delle due sponde. Le sponde che giocano nei corridoi laterali hanno tre tocchi per giocare uno due con gli attaccanti in campo o per andare a fare il cross. Quando ogni coppia finisce, la coppia successiva inizia rapidamente l’azione mettendo la difesa sotto la massima pressione.

I difensori devono cercare di fermare il giropalla e se ci riescono devono portare la palla oltre la meta cioè la linea di partenza degli attaccanti.. I difensori non possono entrare nei corridoi laterali.

E’ un esercizio utile per apprendere la tattica in attacco e in difesa e per prendere le decisioni rapidamente.

Il mister deve sottolineare alla difesa di stare in linea e provare a temporeggiare tentando di scorrere da una parte all’altra del campo rimanendo chiusa e di tentare l’uscita sul passaggio avversario per contrastare o giocare l’anticipo e rompere il giropalla.

Costruire gioco dalla difesa

Creare superiorità e costruire il gioco dalla difesa è un modo eccellente per convincere i giocatori a gestire la palla, avere pazienza e utilizzare il portiere come giocatore extra per passare e mantenere la palla. 

Dividiamo i giocatori in due squadre da sei. Ogni squadra ha un portiere e quattro giocatori dentro al campo con i terzini all’esterno dell’area, che non possono entrare in campo ma ma non possono essere affrontati nelle loro aree di difesa.
Il portiere non può usare le mani, deve stare tra le due porticine (non può andarci davanti). Il suo ruolo è quello di giocare a sostegno dei quattro giocatori. La palla inizia sempre con il portiere.

Il fatto di avere due sponde difensive larghe e il portiere che comincia l’azione permette di giocare in ampiezza e agli altri giocatori di disporsi in campo cercando le zone luce dove ricevere il pallone.

Il mister deve far ragionare i ragazzi sulla ricerca dell’ampiezza e sui movimenti in campo a seconda di dove si trova la palla in modo da avere sempre la superiorità numerica in zona palla per poter impostare meglio l’azione.

Il portiere è fondamentale perché diventa un giocatore fuori dalla porta che fa superiorità e può dettare i tempi della circolazione della palla.

E’ necessaria una buona tecnica perché giocando davanti alla propria porta l’eventuale perdita del pallone metterebbe gli avversari in situazione favorevole alla conclusione in porta.