Educare, rieducare e integrare: il progetto Freed by Football

Il progetto Freed by Football è un’iniziativa nata dalla collaborazione tra il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e la Federazione Italiana Gioco Calcio per l’educazione e la riabilitazione di ragazzi in condizioni di marginalità e disagio.

Sabato 2 marzo presso il Centro Sportivo Sant’Agata di Reggio Calabria, i 23 partecipanti di età compresa tra i 12 e i 18 anni si sono ritrovati per svolgere il primo allenamento. Test tecnici e fisici, concludendo con una mini partita.

Nei prossimi mesi, oltre alle sedute tecniche, il gruppo sarà impegnato in una serie di amichevoli con istituzioni e realtà del territorio il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Freed by Football è un progetto che intende sfruttare il calcio quale  strumento di inclusione, integrazione ed educazione, in grado di abbattere qualsiasi tipo di barriera e offrire ai giovani coinvolti la possibilità di scoprire, coltivare e mettere in mostra la passione e il talento per il calcio, potendo migliorare la propria condizione personale.

Educare, rieducare e integrare: sono aspetti che non sempre noi mister abbiamo chiari nella nostra quotidianità. Come mister pretendiamo che i ragazzi facciano quello che gli diciamo imparando e sviluppando tecnica e tattica. Quando questo non riesce alcuni mister mandano “a far la doccia” i ragazzi che non riescono a tenere in allenamento perchè disturbano il modo di svolgere gli esercizi. Bisogna ragionare su questo ed interrogarci per vedere se non c’è un altro modo per arrivare a quei ragazzi e farli crescere insieme alla squadra.

Mi piacciono i progetti come Freed by Football e auguro ad ognuno di potervi partecipare perchè si capisce qual è l’aspetto importante di insegnare uno sport come il calcio: oltre la tecnica e la tattica il saper gestire un gruppo di ragazzi significa entrare in sintonia con loro. Difficilmente un “comandante” lo può fare con un gruppo di adolescenti.

Sento ancora a volte discorsi di allenatori che sbattono borse negli spogliatoi o dicono frasi tipo “se non giochi come dico io puoi cercarti pure un altra squadra”.

I progetti come Freed by Football sono importanti perché senza nulla togliere alla professionalità che il mister deve avere dal lato fisico, tecnico e tattico si sottolinea anche la competenza educativa e relazionale che è sempre più indispensabile soprattutto con i giovani.

Ho avuto la fortuna (un po me la sono cercata) di vivere esperienze forti legate al calcio e non solo sia in carcere che in una comunità di recupero per tossicodipendenti e disagio in genere.

Ho ben chiaro come il calcio (come altri sport del resto) sia fondamentale per poter gestire al meglio relazioni che altrimenti sarebbero complicate. A questo proposito mi ricordo bene le facce e le parole di chi non condivideva allora la mia scelta e che disprezzava i ragazzi della comunità perché li vedeva solo come delinquenti.

Ma ho ben presente anche quando, ad esempio. quasi 30 anni fa (mi fa un pò impressione dirlo) partecipai con dei ragazzi della comunità al campionato italiano di calcio delle comunità di recupero. Andammo in trasferta ad Ascoli Piceno per giocare la semifinale. Fu un’esperienza unica. Lo scherzare sul pullman, la tensione per l’importanza della partita, vivere nello spogliatoio le parole del nostro mister Carlo Mezzi (ex giocatore del Parma), giocare davanti ad un pubblico degno di una semifinale è stato impagabile. Emozioni e relazioni vere e sincere nonostante i ragazzi che giocavano con me fossero i cosiddetti “difficili” ma in quei momenti eravamo una squadra, un unico ambiente, un unico modo di pensare collaborando tra di noi il più possibile.

Di queste emozioni ne ho vissute molte altre negli anni sia negli ambienti cosidetti difficili che nelle “tranquille” partite dei ragazzi “perbene” che siamo abituati a vedere oggi ed è questo il bello del calcio. Che l’emozione va oltre le differenze che ci possono essere. Per fortuna ci sono mister che hanno i mezzi per far crescere i ragazzi che gli vengono affidati e riescono a far vivere continuamente queste sane emozioni.

Un paio di anni fa ho conosciuto, ad esempio i responsabile di inter campus, un progetto voluto fortemente dalla famiglia Moratti in cui l’inter da più di 25 anni ha promosso il progetto sul calcio in giro per il mondo con lo scopo di imparare a giocare superando le difficoltà.

Ci sono tanti esempi positivi che sottolineano questo tipo di interventi e di progetti.

Per me sono aspetti fondamentali per un mister perché portano al saper ascoltare e a cogliere “le chiavi” per entrare in sintonia con i ragazzi che alleniamo e crescere assieme in un progetto comune che è il calcio. Se i ragazzi difficili non gli accogliamo noi con lo sport chi lo deve fare?

Nel tuo essere mister hai mai allontanato ragazzi per motivi di comportamento inadeguato alle regole che avevi stabilito?

Come mister delle giovanili ti sei mai interrogato su quale dev’essere il tuo ruolo da educatore soprattutto con i ragazzi più “ribelli”?

Cosa ne pensate dell’argomento?

2 risposte a “Educare, rieducare e integrare: il progetto Freed by Football”

  1. Buon Giorno sono Alessandro Denisi faccio parte dello staff che allena i ragazzi di fre by footbol insieme hai miei Maestri Franco Poner ,Pippo Nucera .
    Appena ho appreso la proposta del progetto fre by footbol non ho esitato ha collaborare perché per me il Calcio é stato sempre uno strumento eccezionale per educare quindi terreno molto fertile in questo caso
    Infatti ci sabbero molteplici esempi che potrei mensionare ma no per bravura nostra ma per l’interessamento dei ragazzi.
    Come tante attività sportive o anche scolastiche
    Proporsi con molta disponibilità verso i ragazzi è fondamentale far interagire per scoprire qual’e la migliore soluzione quindi ragionare insieme per ottenere un unico obbiettivo ed essere liberi anche di sbagliare ad educare ad incoraggiare nel momento della difficoltà ,sperimentando questi aspetti tutto diventa più armonioso lo sport il Calcio é fantasia esprimere liberamente condividendo con i tuoi compagni di squadra nel rispetto delle regole e consapevoli di dover confrontarsi accettando che ognuno di noi sia libero di esprimersi. Viva lo Sport Viva Il Calcio.
    Grazie di Cuore per l’attenzione

    1. Grazie a te Alessandro per l’esempio e per la passione che metti nel tuo essere mister. Come sottolinei tu…”proporsi con molta disponibilità verso i ragazzi”…è già una cosa non scontata ed è l’inizio di un sicuro rapporto. Via lo sport e via il calcio.Buon proseguo!!!

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