Test di Gacon

Capire se un nostro giocatore potrà disputare tutta la partita senza che la sua prestazione fisica diminuisca con il trascorrere del tempo è una situazione che come mister dobbiamo riuscire a prevedere. Il test di Gacon è uno dei test che ci aiuta a testare le capacità di resistenza dei nostri giocatori in modo da sapere indicativamente se quel giocatore debba o meno essere sostituito durante la partita con un altro giocatore “fresco” in modo da non concedere così nessun vantaggio “fisico” all’avversario.

Il test ci permette di risalire alla velocità sul quale il giocatore deve lavorare per migliorare la propria resistenza. Per resistenza s’intende la capacità di RESISTERE A UNO SFORZO DI LUNGA DURATA SENZA RIDURRE LE CARATTERISTICHE DELLA PRESTAZIONE.

In genere io lo svolgo 3 volte nell’annata (in ritiro, a gennaio e a metà aprile). Il percorso dei coni nel campo definisce un tratto iniziale di 125 metri senza cambi di direzione e una serie di coni successivi disposti tutti ad una distanza di 6, 25 metri uno dall’altro disposti sempre in linea retta. I giocatori iniziano percorrendo il primo tratto di 125 m in 45”. Recuperano per 15” avanzando verso il cono successivo (aumento della distanza di 6,25 m ). Quindi il secondo tratto sarà di 131,25 m in 45” e così via aumentando sempre di 6, 25 per ogni tratta.

E’ importante che i giocatori si rendano conto di come trascorrono i 45 secondi in modo da gestirsi la corsa rispetto alla tratta da coprire. Utilizzare uno smartphone con una cassa che scandisce, con l’audio amplificato, lo scorrere del tempo ogni 5 secondi ad esempio aiuta il giocatore a rendersi conto del tempo e a gestire la propria corsa.

La teoria vuole un massimo di 6 – 7 atleti alla volta. Io in genere lo faccio fare a 12 giocatori per volta a seconda di quanti collaboratori ho sul campo. Se i ragazzi sono più piccoli dei 15 anni la prima distanza va percorsa non sui 125 metri ma sui 100 metri.

Svolto l’esercizio con i vari step raggiunti da parte di tutti i giocatori è importante calcolare la velocità che i giocatori hanno tenuto nell’ultimo tratto chiamata VAM (Velocità aerobica massimale). Esiste una tabella che mette in relazione i vari step con la velocità che si riesce ad ottenere per coprire la distanza in 45 secondi.

Il primo dato importante è poter dividere in gruppi omogenei i ragazzi in modo da strutturare i prossimi allenamenti adeguarti alle capacità di recupero di ognuno. Se ad esempio un ragazzo ha coperto 13 step per una velocità di 16 Km orari quando si prepara un allenamento conviene farlo lavorare su distanze di circa 200 metri in modo da migliorare la sua resistenza aerobica.
Attenzione è importante precisare che il test di Gacon non prevede cambi di direzione dunque la VAM ricavata è utile per impostare lavori di tipo intermittente ma di tipo “lineare” dunque senza cambi di direzione o di senso .

Nella mia squadra attuale ho individuato 3 gruppi ben distinti e gli allenamenti pur facendo gli stessi esercizi saranno strutturati su distanze diverse in maniera progressiva (dai 180 ai 210 metri circa).

Per capire poi in maniera più precisa se c’è stato un effettivo miglioramento nella potenza del giocatore bisogna misurare il suo massimo consumo di ossigeno. In pratica, tanto più il giocatore è in grado di trasportare e consumare ossigeno, tanto più il suo corpo sarà in grado di fornire l’energia necessaria per correre al massimo delle proprie potenzialità. In parte questo valore è in parte predeterminato geneticamente però si può con l’allenamento aumentare di qualche ml/O2 e quindi migliorare il rendimento del giocatore stesso.

Esempio : se il nostro atleta si è fermato al 14° step , scorrendo la tabella possiamo definire il valore di VAM a 16,50 km/h .
Per calcolare VO2max ( Massimo Consumo d’ossigeno ) bisogna applicare una formula.

VO2Max = VAM X 3,5 ( valore fisso ) 

quindi seguendo l’ esempio Vo2Max = 16,50 x 3,5 = 57,80 ml/mn/kg

Lavorando nei mesi successivi su distanze intorno ai 205 metri circa ci sarà modo di abituare il suo fisico al recupero dello sforzo che gli è più congeniale. Quando si farà poi la seconda prova dovrebbe avere un consumo di Massimo consumo di ossigeno più alto proprio per questo suo continuo allenamento. Situazione che probabilmente non si verificherebbe se lavorasse su distanze minori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *