L’Attaccante “PIU’ PROLIFICO” – TOP11 (Sesta settimana)

6 di 11 / L’attaccante “più prolifico”

In una precedente sezione della nostra TOP11 abbiamo anticipato che ci sono due ruoli fondamentali da cui non si può prescindere… il portiere e l’attaccante. Se con gli altri ruoli ci possiamo “sbizzarrire” un po’ con la fantasia con questi due non si scherza. Ecco perché nella scelta del portiere più decisivo abbiamo eletto Buffon (in realtà è stata la matematica che l’ha scelto…) ed ecco perché con il “bomber” il nome che è venuto fuori è un nome tra i Best Players di tutti i tempi.

Sarà uno tra Messi e Cristiano Ronaldo? Sarà Van Basten o Ronaldo? Non siamo noi a deciderlo, ma è la matematica. Il titolo dice l’attaccante “più decisivo”. E decisivo vuol dire una sola cosa: nelle partite che contano lui segna.

Messi è un fenomeno. Di certo nel Barcellona è il più decisivo probabilmente della storia blaugrana… ma ha segnato in tutte le finali che ha giocato? No. E con l’Argentina…meglio non parlarne. Cristiano Ronaldo? Beh dire che non è decisivo è una bestemmia calcistica, ma ad esempio nell’unico titolo vinto col suo Portogallo (l’Europeo 2016) in finale non è stato tra i protagonisti.

Van Basten ha segnato in finale di Coppa Campioni e in finale dell’Europeo, ma non ha mai vinto un mondiale… Ronaldo ha segnato in finale mondiale, ma non ha mai vinto una Champions League…

Insomma credo siate d’accordo con me che i principali trofei che un calciatore può vincere sono: Coppa Campioni/Champions League e Intercontinentale con il proprio club, Mondiale ed Europeo con la propria Nazionale…. Ovviamente qualche Campionato non fa male (ma tutti i grandi campioni ne hanno vinto almeno uno) e anche un Pallone d’Oro (ma è un trofeo personale e questo non ci interessa…il calcio è uno sport di squadra…).

Ora sono pronto per assegnare il titolo di giocatore “più prolifico”.

Chi è l’unico calciatore della storia ad avere segnato in ognuna delle 4 finali dei trofei più importanti? Chi è stato cosi decisivo da mettere il proprio nome sul tabellino di ognuna di queste partite? Un solo giocatore… il mitico bomber tedesco Gerd Muller.

Gerd Muller. Perchè proprio lui?

Molto semplice.

Finale Coppa Campioni 1974. Bayern Monaco – Atletico Madrid = 4 – 0 (doppietta)

Finale Coppa Campioni 1975. Bayern Monaco – Leeds United = 2 – 0 (Muller chiude la partita all’81’)

Finale Coppa Campioni 1976. Non segna in finale, ma è capocannoniere della competizione

Intercontinentale 1976. Bayern Monaco – Cruzeiro = 2 – 0 (Muller apre le marcature all’80’)

Finale Europeo 1972. Germania Ovest – URSS = 3 – 0 (Muller doppietta)

Finale Mondiale 1974. Germania Ovest – Olanda = 2 – 1 (Muller segna il gol della vittoria)

Potremmo continuare dicendo che nei 4 campionati vinti ha segnato sempre almeno 40 gol…sarà stato decisivo?

Ha vinto anche la Coppa delle Coppe, in cui è risultato capocannoniere.

Non diciamo che ha vinto ovviamente anche un Pallone d’Oro, perché ai fini della nostra TOP11 non serve.

Gerd Muller. Conosciamolo meglio

Tecnica buona, non trascendentale, fisico poco slanciato, anzi decisamente tozzo, tendente al grasso. Quando finalmente se lo vide davanti, Zlatko Chajkovski, vecchio internazionale jugoslavo, fece una smorfia. Tutto lì, il fenomeno? Per averlo, Wilhelm Neudecker, il presidente del Bayern Monaco, aveva fatto fuoco e fiamme.

Su quel ragazzino si era accesa un vera e propria asta, protagonisti i principali club tedeschi. In quegli anni Sessanta il Bayern navigava in acque procellose, confinato nelle posizioni di rincalzo della Lega regionale, ma Neudecker aveva grandi progetti, e per questo prima si era affidato al tecnico slavo, poi si era buttato a capofitto nella caccia a quel giovane goleador, che nella natia Nordlingen aveva sbriciolato tutti i primati conosciuti a livello di tornei minori, già, perché Gerhard Müller detto Gerd aveva il gol nel sangue. Magari per lunghi tratti della partita lo perdevi di vista, ma al momento di buttarla dentro arrivava sempre primo, su compagni e avversari.

Gerd era uno dei tanti ragazzi tedeschi nati nel periodo della ricostruzione, con addosso la voglia di riscattare, con il successo nella vita, i cumuli di rovine e di macerie in cui si erano specchiati negli anni dell’infanzia. E il successo Gerd lo inseguiva a suon di gol, tanti, raramente belli o memorabili, ma puntuali e rabbiosi, come una sfida al destino. «Troppo grasso per trovar spazio nell’area di rigore», lo liquidò il vecchio Zlatko. Poi, però, alla tredicesima giornata si ritrovò senza punte e così, più per necessità che per convinzione, lo fece debuttare a Friburgo. Gerd segnò due gol, tanto per gradire, e “Tschik”, come lo chiamavano in Germania, rivide subito il giudizio. In area quello era una furia, altro che storie.

L’anno successivo, 1964-65, i 35 gol di Müller trascinarono il Bayern nella massima divisione, un Bayern che andava completando pezzo dopo pezzo un vero squadrone. Gerd ripristinava la figura del centravanti classico, in un periodo di grandi evoluzioni, che preannunciavano l’avvento di un calciatore polivalente, fuori dagli stereotipi di un tempo. In questo senso, Müller era quasi un retaggio del passato. Ma al momento del dunque, gettava sul piatto un numero così impressionante di gol da mettere in secondo piano tutte le altre considerazioni.

Del gol era un cacciatore rapace e instancabile, un maestro negli agguati ai difensori, che lo vedevano nascondersi nelle pieghe della partita, per poi materializzarsi improvvisamente, e irrimediabilmente, nel momento della verità. Mancando di numeri d’alta scuola, di prodezze indimenticabili, Gerd faticava a entrare nella fantasia popolare. Più che un artista, come il suo compagno e capitano Beckenbauer, era un paziente assemblatore di gol, che confezionava senza pause, in quantità industriale.

(da storiedelcalcio.altervista.org)

Gerd Muller. Un video per capire meglio chi è

Gerd Muller. Il suo “segreto”

“Per quale motivo mi considerano il giocatore più prolifico della storia? Presumo perché ho vinto tanto e ho sempre segnato in tutte le finali che ho giocato. Diciamo che ogni volta che abbiamo festeggiato un titolo ho avuto la fortuna di sentirmi sempre un protagonista della vittoria… d’altronde per un attaccante aver segnato un gol in finale fa sentire veramente decisivo e fattore determinante della vittoria…

Con questo non sto dicendo che se non segni non sei stato un giocatore importante nella partita, basti pensare che ho giocato quasi 400 partite con Beckenbauer…e lui non segnava molto, ma dire che non era decisivo in campo è una bestemmia assoluta… però per me il gol era tutto, lo cercavo con tutto me stesso e non mi accontentavo mai. In allenamento provavo sempre i tiri o i colpi che avevo sbagliato in partita. E cercavo sempre di prevedere dove andava la palla. E se quella volta la palla non arrivava proprio li non era un problema. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivata proprio dove ero io. E a quel punto era sempre gol…. Mi dicevano che facevo sempre gol facili, ma di gol facili non ce n’è…

Un consiglio ai giovani che giocano nel mio ruolo? Vivete per il gol, ma non fatevene una ossessione, se ci riuscite… (ride…ndr). Ma siate felicissimi quando segnate ed esultate sempre tanto. Fate vedere che vivete per quello. Ovviamente senza mai offendere gli avversari con la vostra esultanza. E quando potere segnare tanti gol non accontentatevi. Arriveranno partite dove non segnerete, ma mai dovete perdere l’abitudine a mettere la palla alle spalle del portiere. E’ la cosa più bella del mondo”

(Gerd Muller)

La nostra TOP11. A che punto siamo?

 

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 Obiettivo di questa serie di articoli (11 per l’esattezza) che accompagneranno i lettori del Misterone è quello di far loro conoscere le migliori particolarità di alcuni calciatori, del presente e del passato, in modo da poterne comprendere i segreti e magari applicarli sul campo…

La matematica non è un opinione

Ogni appassionato di calcio potrebbe stilare una sua personalissima TOP11 dei migliori calciatori di sempre per ogni ruolo… C’è chi in porta metterebbe uno tra Buffon o Zoff per non parlare del ragno nero Yashin, tra gli attaccanti c’è chi sceglierebbe il fenomeno Ronaldo o il cigno di Utrecht Van Basten…. Per non parlare dei dubbi di sempre: meglio Pelè o Maradona, Messi o Cristiano Ronaldo, Platini o Zico… insomma ad ognuna di queste scelte si può dire se siamo o non siamo d’accordo, ma nessuno potrebbe “dimostrare” il contrario di quello che diciamo…

Se io dico che il miglior difensore di sempre è stato Maldini, nessuno può dirmi niente… per il semplice fatto che ognuno potrebbe utilizzare a sua scelta come “metro” di giudizio la personalità, le coppe vinte, le caratteristiche fisiche, la tecnica, la fantasia, la velocità….

Lo scopo di questa TOP11 è prendere dalla “matematica” il necessario per far sì che nessuno possa obiettare con quanto diremo…. Numeri alla mano nessuno potrà essere in disaccordo con noi….

 D’altronde la matematica non è un’opinione e 2+2 fa sempre 4…

Sperando che leggendo queste righe dal blog del Misterone si possa imparare qualcosa e “carpire” al meglio i segreti di questi giocatori così “speciali”.

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