“Il Calciatore più DINAMICO” TOP11 – Terza settimana

3 di 11 / Il calciatore “più dinamico”

In questa particolare sezione della nostra TOP11 vogliamo premiare il calciatore che “corre” più di tutti, cioè quel giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere per il suo dinamismo e per il fatto di essere sempre in movimento, segno di solito di “voglia” e di sacrificio…

E’ giusto però fare una premessa. Non sempre il dinamismo è sinonimo di vittoria o comunque di buona riuscita. Se mettiamo un maratoneta in un campo da calcio è ovvio che se non ha le basi del gioco del calcio non gli basta di certo il fatto di essere sempre in movimento… altra premessa è che certi giocatori a volte “per scelta” decidono di non correre tanto per essere più lucidi sotto porta e per “passare inosservati” prima di sferrare lo scatto vincente che li porterà davanti al portiere avversario. Un esempio ecclatante è il fenomeno Leo Messi. Nelle ultime 5 stagioni di Champions League ha corso in media 8,230 km a partita (e lui gioca sempre 90 minuti), risultando il secondo giocatore più statico dietro a Naldo (centrale difensivo di quasi due metri di altezza e cento kg di peso…). Portieri esclusi ovviamente.

Ma nonostante questo sappiamo bene quanto Messi incida nelle partite di Champions. 37 gol nelle ultime 44 partite…niente male!

Ovviamente non sempre un attaccante che corre poco è sinonimo di gol… ricordo bene quella volta che Ibrahimovic in un Inter – Barcellona dell’era Mourinho (lui al Barcellona) riuscì a correre meno dell’allora portiere del Barca Victor Valdes…e quella volta Ibra fu davvero pessimo, direi irritante.

Tornando quindi alla nostra TOP11 chi sarà il giocatore che si merita la palma del giocatore “più dinamico”? E’ il jolly del Liverpool James Milner.

DINAMICO

James Milner. Perchè proprio lui?

Nell’ultima Premier League Milner ha percorso una media di 13,12 km a partita. Il secondo della classifica è staccato di quasi 500 metri (cioè 5 volte un campo da calcio).

Un’altra statistica? Nell’ultimo Manchester City – Liverpool Milner ha corso per 13,53 km. Il secondo (Oxlade-Chamberlain) ne aveva percorsi 11,66, cioè quasi 2 km in meno!

James Milner. Dicono di lui

Nato in un distretto industriale di Leeds, James Philip Milner sembra destinato fin da subito alla grandezza. Ha i contorni dell’eroe non tanto per il suo spirito da leader, quanto per le doti che madre natura gli ha fornito sin dalla nascita.

Alle medie, questo ragazzino ottiene un premio e ben 11 General Certificate of Secondary Education. In soldoni, parliamo di una certificazione che viene fornita in Inghilterra a quei ragazzi che si distinguono in una certa disciplina.

James Milner era destinato a diventare in realtà un fenomeno dell’atletica. Bravissimo nel cricket, il giovane James si distingue nello sprint e nelle corse di lunga distanza. Diventa persino il campione di cross-country della scuola: uno destinato a dominare.

«Non credo ci sia nulla di sbagliato nel bere, io però non l’ho mai fatto. Non è nella mia natura. Devi fare dei sacrifici per arrivare in cima».

E i sacrifici pagano, visto che il Leeds lo fa esordire a 16 anni e mezzo in una gara contro il West Ham. Diventa il giocatore più giovane a comparire in una gara di Premier League. Il 26 dicembre 2002 diventa anche il più giovane marcatore nella storia della lega grazie a una rete vincente contro il Sunderland.

L’ex enfant prodige dell’Everton James Vaughan batterà entrambi i record due anni più tardi, ma non importa. Se è vero — com’è vero — che oggi Milner gioca al Liverpool e Vaughan fa fatica al Birmingham…

Un supereroe è di norma vincente. Nonostante le sue doti naturali, James Milner sembrava far fatica a sbocciare. Famosa una frase di Greame Souness ai tempi di Newcastle: «Non si vince nulla con undici James Milner».

Con qualche anno di ritardo, le performance a Birmingham del ragazzo venuto da Leeds hanno dimostrato che Souness si sbagliava. Una cantonata ancora più grande, se si guarda il passaggio di Milner dall’Aston Villa al Manchester City.

Nonostante il club non voglia venderlo, alla fine i Villans cedono Milner per poco più di trenta milioni di euro. Concentrarsi su una singola annata di Milner tra le cinque trascorse al City sarebbe sbagliato. Piuttosto è stato l’insieme del contributo fornito per i Citizens a colpire di più.

Paradossalmente, Milner è riuscito a migliorarsi con gli anni. Il 2014–15 — l’ultima stagione al City — è stata quella con più gol realizzati (otto in 45 partite). Ha vinto cinque trofei con il club, mentre in nazionale è una presenza fissa. E ha pure messo la firma sulla vittoria del City in casa del Bayern Monaco.

Che si sia trattato di Mancini o Pellegrini, nessuno di quelli transitati al Manchester City ha mai pensato che Milner non fosse utile. Anzi, 203 presenze complessive con la maglia azzurra hanno dimostrato quanto il centrocampista sia stato fondamentale. E forse bisognerebbe anche rivedere una definizione spesso accostatagli.

 Quando c’è da descrivere James Milner dal punto di vista calcistico, spesso si dice che è un giocatore generoso, tenace. Così però sembra quasi di non dargli il giusto credito dal punto di vista tecnico.

Anche quando Messi l’ha scherzato al Camp Nou qualche tempo fa, tutti a prenderla una cosa normale. Tanto Milner corre e basta, giusto? Mica tanto. E per capirlo basta leggere le parole di chi ne capisce di più.

Molti dei suoi manager l’hanno lodato negli anni. Due gli esempi principali. Il primo è recente, perché Jürgen Klopp ha parlato così di Milner:

«Credo che sia un giocatore completo, un perfetto professionista. Una macchina: ha tutto. Dovrei insegnargli qualcosa dal punto di vista tecnico? Sono altri i problemi nella vita. I miei sanno come devono giocare».

Il secondo è Manuel Pellegrini:

«Sono il suo fan numero uno. Trovatemi un giocatore inglese più completo di lui. Ci sono giocatori che sono migliori dal punto di vista tecnico, più veloci o più bravi di testa. Ma trovatemene uno capace di fare tutte queste cose bene. Non c’è uno come James: lui è un fenomeno, un ragazzo dal cuore grande e con due palle così».

(da crampisportivi.it)

 

James Milner. Un video per capire meglio chi è

James Milner. Il suo “segreto”

“Perché corro così tanto durante la partita?” Perché sinceramente non concepisco i giocatori che stanno fermi… se la palla è sempre in movimento lo devo essere anch’io… e poi non avendo mai avuto grandi doti tecniche so che se corro più degli altri (e col tempo e gli allenamenti ho imparato a correre “meglio” e a coprire meglio gli spazi) un allenatore non potrà mai fare a meno di me.

Posso giocare a centrocampo o in difesa, a volte anche come attaccante esterno. Se corri e sei un minimo intelligente ci sarà sempre spazio per te negli 11 titolari…e finchè lo posso essere al Liverpool sarò ancora più contento.

Un segreto per i più giovani che giocano nel mio ruolo? Non state mai fermi. Seguite sempre la palla, l’avversario, cercate un taglio che vi possa mandare in porta. Ovviamente dipende dal ruolo che avete. A meno che non siate Messi dovete correre. Guardate Salah, l’anno scorso ha segnato 42 reti stagionali e correva in media più di 12 km a partita… e poi c’è di bello che se tu corri sempre i tuoi tifosi ti ameranno sempre”

(James Milner)

 

 ______________________________________________________________

Obiettivo di questa serie di articoli (11 per l’esattezza) che accompagneranno i lettori del Misterone è quello di far loro conoscere le migliori particolarità di alcuni calciatori, del presente e del passato, in modo da poterne comprendere i segreti e magari applicarli sul campo…

 

La matematica non è un opinione

Ogni appassionato di calcio potrebbe stilare una sua personalissima TOP11 dei migliori calciatori di sempre per ogni ruolo… C’è chi in porta metterebbe uno tra Buffon o Zoff per non parlare del ragno nero Yashin, tra gli attaccanti c’è chi sceglierebbe il fenomeno Ronaldo o il cigno di Utrecht Van Basten…. Per non parlare dei dubbi di sempre: meglio Pelè o Maradona, Messi o Cristiano Ronaldo, Platini o Zico… insomma ad ognuna di queste scelte si può dire se siamo o non siamo d’accordo, ma nessuno potrebbe “dimostrare” il contrario di quello che diciamo…

Se io dico che il miglior difensore di sempre è stato Maldini, nessuno può dirmi niente… per il semplice fatto che ognuno potrebbe utilizzare a sua scelta come “metro” di giudizio la personalità, le coppe vinte, le caratteristiche fisiche, la tecnica, la fantasia, la velocità….

Lo scopo di questa TOP11 è prendere dalla “matematica” il necessario per far sì che nessuno possa obiettare con quanto diremo…. Numeri alla mano nessuno potrà essere in disaccordo con noi….

D’altronde la matematica non è un’opinione e 2+2 fa sempre 4…

Sperando che leggendo queste righe dal blog del Misterone si possa imparare qualcosa e “carpire” al meglio i segreti di questi giocatori così “speciali”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *