Analizzare le situazioni in campo

A mio modo di vedere nel gioco del calcio è necessario individuare alcune strategie che portano ad avere un bel gioco soprattutto nella fase offensiva. Le difficoltà sono tante ma è necessario portare i giocatori ad analizzare le situazioni in campo.

Ogni giocatore deve avere la libertà di combinare tecnica e tattica in modo efficace e intelligente. I mister devono quindi incoraggiare i giocatori ad utilizzare una buona immaginazione rispetto agli scenari che troveranno in partita e stimolare continuamente l’analisi di quello che sta succedendo per aumentare la concentrazione sul gioco ed aumentare la probabilità di effettuare giocate efficaci.

Come migliorare l’efficienza del gioco dell’attacco? il movimento e l’immaginazione dei giocatori rendono l’attacco imprevedibile ma deve esserci una trama di fondo da cui partire.

Analizzare le situazioni in campo

 

Questo potrebbe essere una base da cui partire. Centrocampista (1) passa all’attaccante (2) che fa sponda scaricando la palla sulla fascia al giocatore 3 che cambia campo verso il giocatore 4 che va alla conclusione.

Uno schema di base che non deve irrigidire la libertà che ogni giocatore può avere di trovare soluzioni alternative ma deve essere un richiamo a tutta la squadra che in situazione di difficoltà individuale deve avere una possibilità valida per andare al tiro tornando allo schema base.

Mi spiego meglio. Un giocatore che vede la porta (non ha avversari davanti) non deve fare questo schema per forza…va direttamente a tirare in porta!!!

Ma un giocatore che ha un opposizione avversaria che gli impedisce di arrivare in porta deve costruire una trama offensiva con i suoi compagni che gli permetta di arrivare al tiro.

Sceglierà lui come fare ma se, in allenamento si è provato uno schema base funzionante, in partita, dovendo decidere rapidamente, il singolo giocatore deciderà per delle soluzioni che lo portano a fidarsi dei compagni di reparto in maniera automatica, a maggior ragione se sa che quelle soluzioni potrebbero funzionare.

L’esercizio proposto (all’inizio senza difensori) tiene conto di alcune difficoltà tipiche delle difese in ambito giovanile che difficilmente seguono il reparto in modo da coprire una palla lunga/corta o un cambio gioco. E’ alta la probabilità che se la giocata viene fatta nei tempi e nei modi corretti possa portare i giocatori al tiro in porta.

Nella motivazione all’esercizio i giocatori devono avere chiaro che si lavora su uno schema che ha una alta probabilità di arrivare al tiro.

Lo scopo di questo allenamento (o serie di allenamenti) è quello di capire però che immaginazione calcistica hanno i giocatori che sto allenando.

Devo farmi diverse domande:

I giocatori usano l’immaginazione quando sono sulla palla?
Usano l’immaginazione nel loro movimento?
Usano una finta per ingannare i difensori?
Sono statici o si muovono liberamente?

Dopo aver provato qualche volta lo schema sopra inseriamo qualche difensore e qualche vincolo come ad esempio effettuare almeno due passaggi e poi completare il movimento con un tiro in porta.

Probabilmente man mano che inseriamo difensori o vincoli si perderà lo schema iniziale a vantaggio dell’iniziativa individuale.

Come mister dobbiamo essere bravi a lasciare spazio all’individualità ma anche bravi ad evitare che le giocate individuali non risultino efficaci e portino all’insoddisfazione del giocatore che le compie e che non riesce a saltare l’uomo e all’inevitabile sterilità offensiva.

Richiamare nei modi e nei tempi opportuni alcuni movimenti incontrollati dei giocatori (attaccante che perde palla dopo decisione insensata perché prevedibile l’insuccesso) è il vero scopo di questo allenamento in modo da dare riferimento a tutti i giocatori del reparto.

Il giocatore 4 sarà libero di muoversi largo o stretto ma dovrà sempre essere di riferimento per il giocatore 3 che ha lo scopo di passargli la palla. Il giocatore 3 a sua volta può passare la palla al giocatore 4 ma se non è marcato può andare a fare goal da solo o sul fondo a fare un cross. Analizzare le situazioni in campo e di conseguenza capire cosa è meglio fare.

Non è semplice e le combinazioni sono molteplici ma nel momento di difficoltà di ogni giocatore (perché pressato da avversari o perché compie decisioni errate) è necessario che ognuno sappia che il gioco deve tornare al primo schema che darà a tutto il reparto sicurezza.

Molti mister non allenano queste situazioni perché faticose da gestire e difficili da interpretare se non si ha un’idea precisa di gioco ma è fondamentale per  far crescere la squadra e il singolo giocatore. Ci vuole molto tempo per assimilarle e questo non porta soddisfazione immediata.

Secondo la mia esperienza in una squadra giovanile per vedere i risultati di questo tipo di approccio ci vogliono circa 8 settimane tra allenamenti e partite giocate per vedere alcuni di questo automatismi. Per me ne vale la pena perché garantisce ad ognuno dei giocatori che gestiamo di esprimersi al meglio (il talentuoso avrà la libertà di creare superiorità mentre il giocatore con meno possibilità parteciperà comunque ad un’azione efficace).

Ogni gruppo di attaccanti che si approccerà all’esercizio deve essere consapevole degli obiettivi e dello schema iniziale e deve avere la possibilità di provarlo senza opposizione per tre o quattro volte finché non arriva al successo segnando il goal o comunque arrivando al tiro in semplicità.

Solo allora si può ripetere l’esercizio con 1, 2 o3 difensori per creare una sfida più complessa e applicare quei vincoli che rispondono alle domande che dobbiamo sempre farci come mister citate all’inizio dell’articolo.

Particolarmente utile è la partitella finale dove si riporta la situazione di gioco provata negli esercizi precedenti.

Ai giocatori devo chiarire che nella difficoltà di andare al tiro (primo obiettivo è che se non hai davanti nessuno prendi palla e vai a fare goal) devo mettermi nella condizione di creare lo schema sopra che mi da buone garanzie di andare al tiro nonostante l’opposizione degli avversari.

Quindi immaginazione, lettura della partita, movimento ma anche schema di base da gestire per dare sicurezza. I giocatori “pensanti” arriveranno ad attuare passaggi, finte e movimenti per sconfiggere i difensori o in maniera personale o tramite lo schema proposto.

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