Ve la sentireste di allenare il calcio femminile?

8 marzo 2018 In occasione della Festa della Donna mi piaceva valutare quali sono le differenze tra calcio femminile e calcio maschile e quali doti servono a un mister per allenare le donne.

Nazionale femminile under 19

La Nazionale Under 19 Femminile prima della Fase Elite del Campionato Europeo in programma dal 2 all’8 aprile in Scozia.

Qualche anno fa (ormai 14 ) mi presi l’impegno di fare il mister della rappresentativa femminile provinciale di calcio a 5. Il calcio femminile non era molto diffuso  (ancora meno di oggi per lo meno) e la richiesta che mi  era stata fatta mi aveva stimolato e dato l’occasione per conoscere meglio questo mondo che frequentavo da anni in ambito maschile ma che mi era sconosciuto dal lato femminile.

Rimasi subito favorevolmente colpito sia dall’entusiasmo che  dalla passione che le ragazze dimostravano durante gli allenamenti.

Ero convinto erroneamente che ci fosse tra di loro dal punto di vista tecnico e tattico molta confusione di base sui movimenti  e le posizioni e molte corse a vuoto invece rimasi colpito, oltre che dalla tecnica e dalla tattica individuale anche dalla dedizione e soprattutto dall’applicazione che le ragazze erano in grado di garantire in allenamento e in gara  consentendoci  di vivere una bella esperienza vincente sia a livello umano che calcistico.

Ricordo con piacere quell’annata anche se ritengo che, se per allenare in generale serve motivazione e passione, in ambito giovanile e ambito femminile serve ancora di più competenza e attenzione perchè i margini di crescita, ancora oggi, sono elevati e gli aspetti di sensibilità, calore umano, adattabilità al capire e a regolare  i continui sbalzi d’umore diventano strumenti fondamentali in queste categorie.

Nazionale femminile

La Nazionale femminile di calcio Under 17 in Costa Rica per i Mondiali, due anni fa. Il team di Enrico Sbardella ha concluso il torneo al terzo posto. Nessuna Nazionale giovanile di calcio – né maschile, né femminile – aveva mai vinto una medaglia ad un Campionato del Mondo.

In ambito femminile, come per le giovanili, è fondamentale monitorare e comprendere con chiarezza tutto quello che accade nello spogliatoio. In ambito femminile un normale diverbio può avere strascichi lunghissimi. Una parola detta di troppo, diventa una rottura insanabile se non viene gestita per tempo.

Ho preso da internet alcune risposte significative di calciatrici che fanno capire che caratteristiche deve avere il mister ideale:
Disponibile e presente
Professionale e serio
Motivare e comunicatore
Preparato e competente
Autorevole
Capace di adattarsi
Carismatico ed empatico
Comprensivo
Sincero, deciso e schietto
Rispettoso e coerente

Aspetti che sembrano scontati ma proviamo a  valutare il nostro operato nelle ultime settimane rispetto a queste voci, che voto ci daremmo?

Forse tutti positivi ma potrebbe anche esserci qualche “calo” fisiologico o qualche mancanza di attenzione che forse non sempre verrebbe gradito da una squadra femminile e che invece in ambito maschile verrebbe ignorato o per lo meno non ritenuto così importante.

Dal punto di vista motivazionale  le ragazze hanno una maggiore propensione al lavoro e una maggiore capacità di attenzione e di analisi. Tendono a preferire allenamenti che implicano uno stile collaborativo e non competitivo.

Di contro però tendono ad incolparsi facilmente, attribuendo i propri insuccessi, i fallimenti e le sconfitte a se stesse (hanno infatti, in generale, una scarsa autostima e poca fiducia nelle proprie capacità).

Tendono a complicare anche le situazioni semplici e, cosa più importante, non hanno un modello di riferimento femminile al quale ispirarsi.

Allenare il femminile quindi deve portare il mister a preparasi molto bene su:
saper ascoltare i reali bisogni delle ragazze,
ragionare sempre democraticamente,
saper motivare le scelte adottando un comportamento corretto e coerente,
saper dare fiducia (responsabilizzazione, rinforzi positivi, incoraggiamenti e istruzioni tecniche), 
calibrare con competenza gli allenamenti sulle reali capacità delle ragazze,
stimolare la consapevolezza degli apprendimenti enfatizzando l’impegno per l’ottenimento dei miglioramenti, 
correzione dell’errore attraverso istruzioni tecniche. 

L’anno scorso, durante le lezioni all’Inter Youth Coach Master ci hanno dato indicazioni  esaurienti anche sulle differenze anatomico-strutturali tra uomini e donne utili a impostare poi gli allenamenti e i carichi id lavoro (le esercitazioni verranno proposte poi in altri articoli sul blog).
Il fatto di avere il bacino allargato per favorire il parto, porta le ragazze ad una maggiore inclinazione dell’asse del femore che comporta un aumento del valgismo del ginocchio, uno spostamento laterale della rotula, comportando cosi un carico superiore sull’esterno e quindi una maggiore predisposizione agli infortuni dei legamenti (ginocchio-caviglia).
calcio femminile differenze uomo donna
Le ragazze hanno, in genere, anche un ventricolo sinistro più piccolo, una massa  di sangue minore,  una minore capacità di trasporto di ossigeno ai muscoli e questo comporta una diversa risposta rispetto agli uomini rispetto al recupero respiratorio e all’intensità nei vari esercizi.
Altra differenza importante è una minore formazione ossea e un minore sviluppo della massa muscolare dovuta alla diversa produzione di testosterone anche se a livello di prestazione la distanza totale percorsa in una partita è simile tra uomini e donne.
Ecco solo alcuni spunti rispetto a chi volesse intraprendere l’attività di allenare nel femminile.  Prepararsi con conoscenze specifiche, competenza e passione. Nonostante non sia più un mister alle prime armi io dovrei tornare ad approfondire esperienze e teorie prima di cimentarmi ancora in questo ambito anche se stimolante e con ampi margini di miglioramento.
Buon lavoro a chi lo sta facendo e auguri a tutte le donne!!!

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